Benvenuti, ancora una volta, a Senti Chi Parla! Quante volte vi è capitato di guardare un film o una serie e dire: «Accidenti, quanto mi sta antipatica quella voce!»? Magari il personaggio è arrogante, presuntuoso, manipolatore, oppure è semplicemente uno di quelli che, dopo trenta secondi, vorresti prendere e lanciare fuori dalla finestra. E niente, più parla e più ti sta antipatico. A un certo punto, però, viene spontaneo chiedersi: ma è davvero la voce a darmi fastidio o è il personaggio che non sopporto?
Quando una voce riesce a farsi odiare, forse il doppiaggio ha fatto centro!
Diciamolo, ci sono attori che riescono a farti venire il nervoso anche mentre stanno semplicemente dicendo buongiorno. Hanno quel modo di guardare, di sorridere, di rispondere o di sottolineare una parola che ti fa capire immediatamente che non vorresti averci niente a che fare. Ecco, nel doppiaggio succede qualcosa di molto simile. Quando un doppiatore interpreta un personaggio antipatico, non deve semplicemente leggere le battute con una voce sgradevole. Deve riuscire a restituire quello che l’attore originale ha costruito attraverso la sua interpretazione. E non è proprio la stessa cosa.
Pensate ad un personaggio che parla sempre con aria di superiorità, che sembra sapere tutto lui o che riesce a essere irritante persino quando fa un complimento. Non basta abbassare la voce, renderla più acuta o aggiungere un tono sarcastico per ottenere quel risultato. Bisogna capire cosa c’è dietro quella battuta e trovare il modo giusto per far arrivare al pubblico la stessa sensazione, perché a volte non è quello che un personaggio dice a renderlo insopportabile, ma come lo dice. E qui viene il bello: se un personaggio vi fa arrabbiare, se vi fa venire voglia di rispondergli attraverso lo schermo o se vi ritrovate a dire: «Ma questo è proprio uno stronzo!», forse la sua interpretazione sta funzionando alla grande.
Il merito va anche all’attore originale e alla scrittura dei dialoghi
Naturalmente, il merito non è mai soltanto di chi lo doppia. Ci sono la scrittura, il lavoro dell’attore originale e tutte le caratteristiche che rendono quel personaggio quello che è. Ma il doppiaggio deve riuscire a trasferire tutto questo nella nostra lingua, senza perdere quelle sfumature che ci fanno amare qualcuno oppure, al contrario, desiderare che sparisca dalla scena il prima possibile. Quindi, la prossima volta che vi scappa un «Accidenti, quanto mi sta antipatica quella voce!», provate a pensarci un momento. Magari non è la voce a essere antipatica. Magari il doppiatore è stato talmente bravo da farvi arrivare tutta l’antipatia che l’attore voleva trasmettere.
Che poi, diciamocelo, riuscire a farsi odiare attraverso una prestazione recitativa non è mica da tutti!
Non ci sono parti piccole, solo piccoli attori — Konstantin Stanislavskij,
E voi? Qual è quel personaggio che proprio non riuscite a sopportare e che, appena apre bocca, vi fa perdere la pazienza? Ci vediamo al prossimo appuntamento!
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