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La voce resta, anche quando il doppiatore dimentica: il curioso destino dei personaggi

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Voce

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con Senti chi parla, la mia rubrica quindicinale dedicata al doppiaggio e alle persone che, attraverso la propria voce, danno vita a film, serie, animazione e personaggi che entrano a far parte nell’immaginario del pubblico. Come ormai molti di voi già sapranno, su questi schermi parliamo del nostro mestiere, delle sue sfumature, delle esperienze che lo accompagnano e, soprattutto, di tutto quello che spesso non si vede quando si ascolta semplicemente una voce. Oggi voglio parlarvi proprio della memoria, più precisamente di quella che noi doppiatori abbiamo dei nostri personaggi, perché come affermava lo scrittore, giornalista e biografo austriaco di lingua tedesca Stefan Sweig:

Ciò che conta non è ciò che si ricorda, ma ciò che non si può dimenticare

Quando un “ma quella voce eri davvero tu?” vale più di mille ricordi

Dopo tanti anni che fai questo lavoro, può capitare che qualcuno ti incontri e ti dica: “Ma tu hai doppiato QUEL personaggio!”. E tu magari rimani un attimo in silenzio, fai mente locale e pensi: “Ah… sì. È vero.”. Dall’altra parte hai una persona che quel personaggio lo ricorda perfettamente. Magari sono passati quindici o vent’anni e questa cosa, ancora oggi, mi sorprende. In effetti, ci sono personaggi che ho doppiato tanti anni fa dei quali non ero minimamente cosciente di quanto sarebbero rimasti nella memoria delle persone e non perché non ci avessi messo impegno o non avessi fatto bene il mio lavoro. Del resto, quando sei davanti a un leggio, dai sempre il massimo. Semplicemente, mentre stai lavorando, non puoi sapere che cosa succederà dopo.

Non sai se quel personaggio verrà ricordato, se quella serie diventerà importante per qualcuno e se, vent’anni dopo, qualcuno verrà da te e ti dirà: “Io quella voce me la ricordo ancora.”. La cosa curiosa è che a volte succede esattamente il contrario di quello che ti aspetti. Ci sono personaggi che, mentre li stai doppiando, ti sembrano importantissimi. Ti emozionano, ti coinvolgono e ti fanno pensare: “Questo rimarrà.”. Poi, però, con il passare degli anni, scopri che non sono quelli di cui la gente ti parla. Anzi, al contrario, si tratta proprio di quelli che tu non avevi considerato così speciali, probabilmente perché in quel momento non potevi sapere che cosa avrebbero rappresentato per il pubblico, a lasciare una traccia indelebile nella memoria delle persone ed è una cosa bellissima.

Ci sono voci che il tempo non riesce a cancellare

Mi fa capire che il ricordo che abbiamo di una lavorazione non è necessariamente lo stesso ricordo che ne ha chi l’ha guardata. Per te può essere stato uno dei tanti volti doppiati di una lunga carriera, ma per qualcun altro può essere stato importantissimo. E quando quella persona viene da te e te lo ricorda, è come se ti restituisse un pezzo del tuo stesso lavoro che avevi lasciato indietro. Chissà, forse è questo uno degli aspetti più belli del nostro mestiere. Noi doppiatori prestiamo la nostra voce ai personaggi e il tempo fa il resto. Non importa quanto ne passi, ma basta solamente che qualcuno pronunci una battuta, un nome o ti dica “eri tu”, per riportare alla luce qualcosa che avevi quasi dimenticato. Che dire, un personaggio non appartiene solo a chi gli ha dato voce, ma chiunque abbia continuato a ricordarlo!

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Classe 1984, passione e dedizione, Omar Vitelli è un doppiatore italiano. Dal grande schermo alla televisione, passando per i videogiochi e le serie animate, la sua voce accompagna da tempo numerose generazioni e continua ad appassionare migliaia di telespettatori. Attivo sia a Roma che a Milano, ha vinto il Premio "Voce dell'anno emergente - Cartoni e radio al Gran Galà del Doppiaggio" al Romics nel 2003.

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