Diete fai-da-te, può l’intelligenza artificiale diventare il nostro nutrizionista di fiducia?

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Diete fai-da-te

Oggigiorno, si sa, c’è una nuova figura che, senza alcun tipo di laurea, studio professionale o preparazione specifica, sembra pronta a dispensare consigli su ogni cosa, persino sull’alimentazione. Parliamo ovviamente dell’intelligenza artificiale, a cui basta formulare una richiesta, indicare qualche preferenza e in pochi istanti si ottiene quel che si vuole. Se siamo alla ricerca di una dieta, poi, anziché rivolgerci ad uno specialista, è sufficiente, purtroppo, digitale poche parole e in un attimo abbiamo a nostra disposizione un programma alimentare apparentemente costruito su misura. Una comodità che intercetta il desiderio, sempre più diffuso, di trovare risposte rapide e soluzioni personalizzate, soprattutto quando si tratta di peso, forma fisica e benessere.

Eppure, proprio questa apparente facilità può nascondere un problema: la fiducia che riponiamo in uno strumento capace di restituire risposte ordinate e convincenti rischia di farci abbassare la guardia, perché tra un piano alimentare che sembra perfetto sullo schermo e uno realmente adatto alle esigenze dell’organismo passa una differenza tutt’altro che trascurabile. E a volte, è bene sottolinearlo, le conseguenze di scelte nutrizionali sbagliate, piani troppo restrittivi e nutrizionalmente incompleti o accompagnati da integratori non necessari, possono emergere anche dove meno ce lo aspetteremmo: sul volto.

Proprio per questo, abbiamo deciso di raggiungere nuovamente la dottoressa Olivia Muraglia, esperta in medicina estetica del viso, e di parlarne con lei.

Diete fai-da-te generate dall’IA: quando il viso rivela il danno nutrizionale

Per la medicina estetica del volto, riconoscere i segnali cutanei di una dieta inadeguata significa prevenire risultati deludenti, complicanze e diagnosi tardive. Del resto, una dieta plausibile non è necessariamente una dieta sicura. I chatbot possono produrre in pochi secondi menu ordinati, ricette personalizzate e obiettivi calorici apparentemente precisi. Tuttavia, la correttezza del linguaggio non garantisce l’accuratezza dei calcoli né la compatibilità con la storia clinica della persona.

In una simulazione su piani dietetici generati dall’intelligenza artificiale dopo chirurgia bariatrica, tutte le piattaforme valutate hanno mostrato lacune su elementi essenziali, tra cui tiamina, ferro e multivitaminici. Si trattava di uno scenario specifico e simulato, non di una dimostrazione di danno clinico diretto, ma il risultato evidenzia il limite principale, poiché un piano ben scritto può omettere proprio i nutrienti più rilevanti per la cute, i capelli e la guarigione. La relazione tra una dieta elaborata dall’AI e una manifestazione cutanea è quindi spesso indiretta: ciò deriva dalla restrizione calorica, dalla riduzione della varietà alimentare, dal deficit proteico, dalla perdita di peso rapida o dall’uso indiscriminato di integratori.

Sul viso i primi segnali del problema

“Una revisione sistematica di ‘Rallis et al’, pubblicata su Nutrients nel 2024, ha descritto il rapporto tra carenze nutrizionali e manifestazioni dermatologiche nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione – ha sottolineato Muraglia – le carenze di zinco, ferro, vitamine A e C, vitamina D e acidi grassi essenziali possono associarsi a dermatite, xerosi, ipercheratosi, alopecia e alterazioni della guarigione“.

“Per il volto – continua – i principali segnali da considerare sono:

  • xerosi, desquamazione e perdita di luminosità, compatibili con alterazioni della barriera cutanea;
  • accentuazione della sensibilità e dell’irritazione, soprattutto in soggetti con dermatite o rosacea;
  • acne o peggioramento di una dermatosi preesistente, quando il piano è ricco di alimenti ad alto indice glicemico, integratori o proteine del siero del latte;
  • iperpigmentazione, eruzioni insolite o dermatiti, che possono accompagnare carenze o eccessi nutrizionali;
  • caduta diffusa dei capelli, spesso più evidente per il paziente rispetto ad altri segni e potenzialmente interpretata, in modo improprio, come un problema puramente endocrinologico o cosmetico“.

Certo, come spiegato dalla dottoressa, questi segni non sono specifici di una dieta generata dall’IA e non consentono da soli di formulare una diagnosi. Tuttavia, possono rappresentare un’indicazione per approfondire alimentazione, perdita di peso, integratori e condizioni mediche associate.

Perdita di volume e invecchiamento apparente del viso

“Una dieta fortemente ipocalorica – afferma Muraglia – può accelerare la perdita di peso e ridurre anche il tessuto adiposo sottocutaneo del volto. Il risultato può essere percepito come maggiore svuotamento delle guance e delle tempie, accentuazione dei solchi, perdita di supporto dei tessuti molli e peggioramento della lassità. La letteratura più recente sulla perdita di peso associata agli agonisti del recettore del glucagon-like peptide 1 (GLP-1), che non è sovrapponibile alle diete generate dall’AI, descrive perdita di volume facciale, riduzione dell’elasticità cutanea e maggiore evidenza dei segni di invecchiamento, soprattutto in presenza di dimagrimento rapido, scarsa idratazione e apporto proteico insufficiente. Il punto clinico è rilevante anche per la medicina estetica; l’eventuale “svuotamento del volto” non va attribuito automaticamente all’età o alla qualità intrinseca della pelle“.

Perciò, prima di programmare un trattamento volumizzante, biostimolante o chirurgico, è utile ricostruire la traiettoria del peso e comprendere se il paziente stia seguendo una dieta fortemente restrittiva.

Cute, collagene e guarigione dopo procedure estetiche

“La carenza di vitamina C – prosegue – può compromettere la sintesi del collagene e ritardare la guarigione; la carenza di zinco può associarsi ad alopecia, dermatite, ridotta funzione immunitaria e alterata riparazione tissutale. Anche un apporto insufficiente di proteine può essere clinicamente rilevante, perché la qualità della cute e dei capelli dipende dalla disponibilità di aminoacidi e di micronutrienti“.

Il vero pericolo dei consigli nutrizionali generati dall’AI è la precisione geometrica con cui può confezionare un errore su misura per la tua salute – Anonimo

“Una revisione dedicata alla chirurgia plastica facciale sottolinea che lo stato nutrizionale contribuisce alla guarigione, alla qualità delle cicatrici, alla pigmentazione e all’infiammazione. La valutazione nutrizionale e la correzione mirata delle carenze sono indicate come componenti dell’ottimizzazione prima di procedure estetiche e ricostruttive. Questo non significa che ogni paziente con una dieta ipocalorica debba essere escluso da una procedura. Significa piuttosto che perdita di peso rapida, dieta monotona, caduta dei capelli, cute desquamata o guarigione rallentata meritano una valutazione prima di un trattamento elettivo invasivo“.

Il rischio degli integratori suggeriti dall’IA

Il problema, inoltre, ci dice Muraglia, può riguardare non soltanto ciò che manca, ma anche ciò che viene aggiunto. Una dieta generata automaticamente può suggerire multivitaminici, biotina, zinco, selenio, niacina o prodotti proteici senza verificare indicazioni, dosi, interazioni e durata. Una revisione sulle diete di tendenza e sugli integratori, ad esempio, ha collegato l’uso eccessivo di niacina, selenio e zinco a flushing, dermatite, alopecia e alterazioni ungueali. La stessa revisione segnala che le proteine del siero del latte possono favorire riacutizzazioni dell’acne in soggetti predisposti. Un sovraccarico di integratori può quindi compromettere proprio l’obiettivo estetico per cui il paziente ha iniziato la dieta.

Le diete di esclusione richiedono la stessa cautela. Le linee guida dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology sottolineano che l’eliminazione alimentare dovrebbe essere individualizzata per ridurre il rischio di carenze, perdita di varietà, conseguenze sul benessere psicologico e restrizioni non necessarie. Anche nei pazienti con dermatite atopica, le diete di eliminazione non supervisionate possono ridurre l’apporto di vitamina A e calcio e non dovrebbero essere applicate indiscriminatamente.

Cosa chiedere durante la visita di medicina estetica

“Quando compaiono alterazioni cutanee o del volto in un paziente che ha perso peso, – dichiara la dottoressa – l’anamnesi dovrebbe includere:

  1. Origine della dieta: è stata elaborata da un dietista, da un medico o da un chatbot?
  2. Velocità del dimagrimento: il calo è stato progressivo o molto rapido?
  3. Restrizioni presenti: sono stati eliminati carboidrati, grassi, latticini, glutine, carne o interi gruppi alimentari?
  4. Integratori utilizzati: quali prodotti, a quali dosi e da quanto tempo?
  5. Segni associati: caduta dei capelli, astenia, alterazioni del ciclo, disturbi gastrointestinali, ecchimosi, desquamazione o ritardo nella guarigione.

In presenza di segni compatibili con malnutrizione, perdita di peso involontaria, disturbo alimentare o deficit significativo, la valutazione nutrizionale e medica dovrebbe precedere il trattamento estetico. Gli esami devono essere scelti in base al quadro clinico, evitando di prescrivere integratori ‘alla cieca’. La ricerca non dimostra ancora, con studi clinici prospettici, che una dieta IA provochi direttamente un determinato inestetismo del volto. Dimostra però che gli errori nutrizionali e le restrizioni estreme possono produrre conseguenze cutanee e follicolari riconoscibili, mentre l’intelligenza artificiale può renderle più facili da seguire perché le presenta in modo immediato, ordinato e apparentemente personalizzato“.

In conclusione, dunque, nella medicina estetica del viso, una dieta generata dall’intelligenza artificiale dovrebbe essere considerata un’informazione preliminare, non una prescrizione nutrizionale. Prima di procedure invasive o di protocolli mirati a volume, qualità cutanea e capelli, la presenza di dimagrimento rapido, restrizioni multiple, integratori non controllati o segni di carenza, è necessaria una valutazione clinica e nutrizionale individualizzata, magari a cura di uno specialista!

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Giornalista, Blogger, Autrice SIAE, Ufficio Stampa, esperta di cultura e comunicazione, con oltre 20 anni di esperienza nel settore della carta stampata, del web, della radio e della tv. Founder di Studio Lovatelli, è autrice di un docufilm, ha diretto e dirige alcuni magazine online. Rappresentante di Interessi Camera Deputati ed è socio fondatore dell’Associazione Mai Più Solo ODV ETS

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