Vedere “L’indice sinistro” pubblicato è stata un’avventura, sia da un punto di vista personale che per il gradimento riscontrato nei lettori: è stato appagante. Avrei evitato molto volentieri di immergermi nel dolore, ma quando scrivi è giusto e indispensabile lasciarsi andare, ed è stato giusto nei confronti di chi vive una situazione simile. Molti si sentono sbagliati, hanno una voce silenziosa, hanno vergogna e timore di esporsi – Alessandro Cappato
Ci sono persone che quando incontrano il tuo cammino lo cambiano, lo migliorano. Sono quelle che non c’è bisogno di sentire ogni giorno, perché le hai dentro insieme al sangue. Quelle che hanno delle storie da raccontare e lo fanno con un’energia e una saggezza pazzesche. Sono quelle che – Dio le benedica – sono motivo di ispirazione per tutte le altre. Quelle che con una parola curano, addolciscono, ammorbidiscono. Ah, sono quelle che spesso hanno un percorso a ostacoli. Un salto dopo l’altro, un ginocchio sbucciato dopo l’altro. Per ogni caduta, una rinascita. E che insegnano il coraggio a chi non lo ha, la forza a chi l’ha persa. Tra queste, lo scrittore Alessandro Cappato, 49 anni, che combatte contro la sclerosi multipla.

Lo scrittore Alessandro Cappato si racconta
Il suo corpo è fermo, ma la mente è sempre in fermento. I pensieri galoppano, le idee fremono per uscire. E lui, energico e vitale, è un costante esempio di resistenza. Ma torniamo alla sua penna. Buio e luce nel suo primo testo, scritto a quattro mani con Monica Aschieri (L’indice sinistro, edito Armando editore), in merito al quale dichiara:
“Nel libro, le difficoltà diventano occasioni che si trasformano in un vero e proprio inno alla vita. Non c’è consolazione ma verità, in questa grande difficoltà si sente la voce della vita che spesso le nostre orecchie faticano a sentire. L’indice sinistro è un testo che è riuscito a toccare nel profondo persone apparentemente non portatrici di difficoltà, ma che nel proprio intimo, anche senza saperlo, si sono trascinate nella normalità della vita quotidiana, senza vivere: leggendolo, si sono guardate dentro e hanno scoperto un’altra via.”
Il sodalizio tra Cappato e Aschieri
Per scriverlo, un sodalizio con la Aschieri, scrittrice a sua volta. È stata proprio lei, al tempo, a spingere Cappato alla scrittura. Aveva tante, troppe cose da dire, questo il succo del discorso, e doveva farlo per iscritto. In modo che fosse di ispirazione per tanti? Certo. E perché le cose, messe nero su bianco, assumono importanza, diventano eterne.
“Le condizioni in cui abbiamo iniziato la collaborazione sono state difficilissime, oltre l’immaginazione umana, con mezzi tecnici non adeguati come microfono per dettatura vocale attraverso il computer oculare.”
Una via tortuosa, ma quando c’è la volontà tutto è in discesa e i due hanno presto pubblicato il libro: “Non smetterò mai di ringraziare Monica per aver creduto in me, e per il tempo dedicato. Con la forza, siamo riusciti ad andare oltre le difficoltà. Non so quanto si possa parlare di successo, certo non è diventato un best seller però sono accadute tante cose, le presentazioni strapiene di persone, le numerose copie vendute, le mail, le reazioni, gli attestati di stima che ancora ricevo.”
Un buon risultato per “L’indice sinistro”
Insomma, molto bene per un esordiente. E poi, rappresenta il limite fisico che non vince, la vita che scoppietta, che brilla. La prossima presentazione? Il 18 settembre, tramite una libreria di Bologna… “E la storia continua” commenta Cappato.

“In questo momento nella mia vita c’è tutto ed allo stesso tempo tutto manca – racconta – Ho l’opportunità di assistere al teatro della vita. Osservare ciò che accade e osservare la personalità che si dibatte è un regalo. La situazione in cui vivo mi offre la possibilità di poter avere una visione più lucida. Ovviamente ci sono momenti in cui non avere un corpo mi fa uscire fuori di testa, sono escluso da qualsiasi cosa, da qualsiasi desiderio. La fatica per fare anche la più semplice cosa è talmente forte che sembra non valga più la pena. Ma questo è soltanto il primo livello, ho capito che queste vicissitudini sono le mie maestre: anziché farmi perdere nella rabbia, nella disperazione, diventano una lente di ingrandimento per qualcos’altro che è il viaggio verso noi stessi.
Sembra strano, lo so, eppure la qualità della libertà che mi viene regalata non è paragonabile a quella che comunemente si crede di avere. Non voglio avere né ragione né torto e spiegare queste cose non è sempre facile, serve una disponibilità anche da parte di chi ascolta. E le persone a cui risuonano queste parole, un passo verso quel luogo ha già fatto. Non si tratta né di essere migliori né di essere peggiori. L’alchimista trasforma il piombo in oro, il nero della vita in luce, e sa che tutto questo non è un suo merito ma ha avuto la fortuna di mettersi a disposizione per ricevere questo regalo“.
Un tuffo indietro nel tempo: la diagnosi
La diagnosi di sclerosi multipla arriva nel 2001, un fulmine a ciel sereno:
“Mi sembra una cosa così lontana e descrivere brevemente non so quanto possa rendere l’idea di quanto accaduto. Vedere piano piano la perdita della funzionalità del proprio corpo: la vista che diminuisce, un braccio che non risponde, la zoppia sempre più evidente, continue visite dai medici e sentirmi dire sempre non hai niente, e non essere creduto, non saper dare una spiegazione, gli amici che ti dicono sei cambiato. Tutto crolla mentre non sai neanche cosa accade. Quando è arrivata la diagnosi per me è stata una liberazione, da quel momento ho pensato che sicuramente sarei guarito, ho fatto qualsiasi terapia ufficiale e non ufficiale mentre la disabilità galoppava, è stato un sogno in cui alla fine mi sono risvegliato nel mio letto, accanto alla finestra dalla quale immagino mille luoghi nell’infinito”.
“La vita mi ha portato via tutto, – continua – eppure, ha lasciato intatto il mio cuore. So che queste parole forse possono essere difficilmente comprensibili ma credo che l’unica cosa che ci salverà sarà poterci immergere nel cuore… un luogo accessibile a tutti dove non c’è inizio e non c’è fine, dove tutto può essere accolto, in cui ogni cosa esiste ed è possibile, dove il tempo non è mai nato e non è mai morto.”
I nuovi progetti
Intanto, Cappato ha molto che bolle in pentola:
“Il più importante progetto adesso è un nuovo testo al quale sono molto legato. È un romanzo autobiografico: racconta la storia vera, da me vissuta e raccontata in presa diretta. “Capsula 207” è un diario di bordo che descrive le avventure rocambolesche, tragiche, magiche, di un figlio immobilizzato dalla malattia che vuol fare un regalo al padre, un’avventura ideata, desiderata e organizzata come dono, come piccola ricompensa per mio padre, che da anni si prende cura di me, senza sosta. Senza tregua. Il bisogno di ricambiare in qualche modo, prima della fine, la dedizione e l’amore di mio padre è più forte di ogni paralisi, di ogni malattia, di ogni barriera.”

I protagonisti di Capsula 207 e altre curiosità sul libro
“I protagonisti di questo racconto sono mio padre e io suo figlio, totalmente disabile e, a sostenere e rendere possibile l’apparente follia: detta la ‘missione’ ci sono due figure fondamentali: la mia collaboratrice, Vanessa, e Giuseppe, un amico che si metterà alla guida della sua auto e che attraverserà con noi in nave, il Tirreno e spezzerà l’Italia in due, pur di aiutarmi a compiere questa straordinaria impresa. Cinque giorni. Un viaggio nei luoghi ma anche un viaggio interiore, nella dimensione profonda dell’animo umano, il lettore verrà accompagnato, passo dopo passo, sarà preso per mano, fino a sentirsi parte del viaggio nel suo significato più intimo: il viaggio nel tempo, il viaggio nel sogno, il viaggio nella poesia, il viaggio più importante verso se stessi.
Forse un libro audace con la pretesa di uscire fuori dagli schemi, di non scrivere quel che va per la maggiore ma seguire un messaggio, un viaggio nell’anima che può essere intrapreso da chi leggerà il libro, non come una risposta ma come un punto di partenza. In questo momento il libro sta cercando un editore, non so se lo troverà, mi auguro la miglior fortuna. Nel testo emerge fortemente la necessità di scrivere che ho sentito mentre mi chiedevo se ne avrei avuto ancora la possibilità viste le difficoltà fisiche sempre maggiori.”
Una fame di vita che frizza
E intanto la fame di vita non lo abbandona:
“L’elemento che più mi caratterizza in questo momento è la gratitudine. Lo so che è disarmante ma chi è nella mia situazione è fortunato perché ha modo di distaccarsi con un po’ d’anticipo da questo sogno che comunemente chiamiamo realtà/vita. Davvero crediamo che correre come dei criceti in una ruota dentro una gabbia all’interno di questo edulcorato sogno sia la realtà? Davvero crediamo di essere la nostra mente, i nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro corpo? E quando tutto questo non ci sarà più dove andremo? Se dopo non esisteremo più forse non esistiamo neanche adesso. Cosa esiste per sempre? Chi siamo davvero? Quindi quello che mi sento di dire è di ascoltare la voce interiore, le strade per farlo possono essere molteplici, ognuna percorribile; potrebbe essere fatta di dolore o di gioia, potrebbe essere fatta di qualsiasi cosa, quel che conta davvero, volenti o nolenti, è riconoscere ciò che siamo, per dare il giusto peso a questo battito di ciglia nei confronti dell’eternità.”
Continuare a scrivere nonostante tutto
“Mi capita di parlare con tante persone che sono alla ricerca anche se non sanno cosa stanno cercando, io faccio soltanto da tramite. Mi piacerebbe continuare a scrivere nonostante le difficoltà. Ho diverse storie in testa… gran parte della mia vita è andata, adesso sono nella fase discendente e so che le difficoltà aumenteranno ma metto tutto in mano al tutto. Grazie per avermi trovato”.
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bellissima intervista 😊✨👏
ho l’onore di essere una buona amica di Alessandro e di conoscerlo da molto tempo… è un’anima speciale che ha accolto la sua missione e la sta portando avanti con dedizione e tanta pazienza… che insegna anche a chi gli sta vicino continuando ad amarlo oltre tutte le difficoltà… un grande insegnante su tutti i fronti 🥰✨
io posso dichiarare Senza remore di provare un grande amore per lui e grazie a lui 💓✨