Negli ultimi anni l’erboristeria ha conquistato una quantità costantemente crescente di persone, tant’è che la moda e la mania delle erbe è esplosa con la medesima intensità con cui si accende una sigaretta nel corso della trama di un film noir. In questo periodo, però, l’erba, o forse sarebbe più giusto utilizzare il termine “pianta” (lungi da noi voler incappare in equivoci sconvenienti), protagonista non è il tabacco, bensì l’artemisia. Difatti, molti apostoli dell’alternativo sostengono che essa possiede numerose proprietà benefiche, i cui effetti potrebbero essere avvertiti al meglio solo quando questa viene fumata, con lo stesso fervore e la stessa veemenza di un promoter Herbalife qualunque disposto a venderti pure un semplice succo detox alla “modica” cifra di 12 euro. Ma qual è il suo reale potenziale? E soprattutto, cosa ne pensa le scienza?
Cos’è l’artemisia? Partiamo dalla botanica
Per cominciare, è necessario specificare che l’artemisia è un’erba magica, e non solo nel senso delle leggende medievali. Anzi, rientra all’interno di quel genere di piante che include l’assenzio (sì, quello del famoso liquore amato dai cosiddetti poeti maledetti) e altre specie usate in tisane, oli essenziali e chi più ne ha, più ne metta, come alternativa alle sigarette. E bisogna sottolineare che non si tratta nemmeno di un’erba qualsiasi. Alcuni studi scientifici, in effetti, danno conferma di proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e persino antiossidanti. Ma fumandola si sta davvero meglio?
Fumare per stare meglio?
In realtà, l’idea di fumare l’artemisia non è nuova. Ancora oggi, infatti, in alcune culture, in particolar modo in quelle asiatiche, viene utilizzata nei rituali di purificazione. Secondo i sostenitori, inalare il suo fumo può rilassare, favorire il sonno e persino migliorare la lucidità mentale. Insomma, una specie di “valeriana turbo”. Peccato che la scienza, finora, non abbia confermato alcun miracolo: a oggi, nessuno studio ha dimostrato che fumare artemisia abbia reali benefici rispetto ad una semplice tisana (che, spoiler: è sicuramente meno irritante per i polmoni).
Beh, qui viene il bello. Anche se l’artemisia non contiene nicotina, e quindi non crea dipendenza chimica, bruciarla produce sostanze tossiche – proprio come qualsiasi altra combustione. Gli esperti ricordano che inalare fumi, di qualsiasi tipo, non è mai un toccasana per i polmoni. Ma vuoi mettere il fascino di dire ai tuoi amici che stai fumando qualcosa di “olistico” e “naturale”? È un punto di marketing più potente di qualsiasi altra campagna anti-tabacco.
Benefici reali o placebo deluxe?
Alcuni utenti giurano che fumare l’artemisia li abbia aiutati a rilassarsi e a concentrarsi meglio. Gli scettici ribattono, invece, che potrebbe trattarsi semplicemente di un effetto placebo. Il cervello umano è bravissimo a trasformare una credenza in realtà. In altre parole, forse non è l’artemisia a renderti più zen, ma il fatto che credi che lo faccia – un po’ come chi si sente più sano dopo una dieta a base di soli frullati verdi.
Senza ombra di dubbio, fumare l’artemisia è una pratica che unisce fascino mistico, marketing alternativo e un pizzico di ingenuità. Se siete curiosi e avete voglia di provare, fate pure, ma non aspettatevi miracoli, né dal punto di vista della salute né da quello spirituale. E, per favore, evitate di vantarvi con il vostro medico: potrebbe guardarti con lo stesso sguardo con cui un nonno guarda TikTok.
In fondo, forse il vero beneficio di questa pratica non sta nel fumo, ma nella storia che potrai raccontare:
Sì, sto sperimentando con l’aromaterapia per inalazione.
Il che, lasciatemelo dire, suona molto meglio di: “Mi fumo l’ennesima sigaretta.”
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
