Enrica Bonaccorti: quando un simbolo di vita ci saluta per sempre, senza mai dirci davvero addio

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Enrica Bonaccorti

Era il 20 agosto di sei anni fa quando Enrica Bonaccorti, ospite di Io e te, il programma pomeridiano di Rai 1 condotto da Pierluigi Diaco, si raccontò tra carriera, vita privata e prosopagnosia, un disturbo neurologico che rende difficile o impossibile riconoscere i volti delle persone, persino di quelle a noi più care. Il 12 marzo di quest’anno, invece, ci ha salutati per sempre all’età di 76 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo italiano.

Enrica Bonaccorti, una presenza che la televisione non ha mai davvero sostituito

Non è per niente semplice per me raggrumare tanti anni di vita ed arte di una donna e signora con la “S” maiuscola. Da sempre io ho avuto un legame speciale con la Bonaccorti, indubbiamente favorito ed alimentato da un suo vecchio amico di giovinezza che mi raccontava tanto di lei nelle lunghe ed assolate giornate estive della Calabria. Io ero rapito dai suoi aneddoti e mi sentivo molto simile ad Enrica, quando si parla di affinità di anime. Si può dire che ho seguito tutte le sue trasmissioni televisive, in modo particolare quelle fine anni ’90 in poi. Io volevo essere spigliato e brillante al pari suo. Oggi penso che è uno dei miei modelli di vita, ma sono persuaso che non riuscirò nell’intento giovanile riguardante la spigliatezza, perché certe doti sono donate da madre natura e non a tutti.

Prima ancora dei programmi e dei palinsesti, c’era una certa idea di televisione: quella in cui una voce familiare poteva entrare nelle case senza dover alzare per forza il volume/Credit: web

Tanti decenni di esistenza e lavoro artistico sono volati, galoppati, passati alla pari di un turbine; a volte mi domando: ”Come è stato possibile tutto ciò?”. Ancora mi sembra ieri che vedevo i programmi: Cari genitori, Non è la Rai, e molti altri ancora. Enrica è stata la nostra amica sincera, fedele, garbata, ci ha fatto tanta compagnia con quella leggera ironia e cultura che sono stati i suoi tratti distintivi. Era diretta nelle sue affermazioni, empatica con tutti, pronta a farci capire le cose del mondo senza spaventarci, ma preparandoci piano piano. Affrontava il palcoscenico con piena padronanza ed un linguaggio sempre efficace ed educato.

Una voce che resta, anche quando il sipario si chiude

Abbiamo perso una persona preziosa, siamo rimasti orfani, sgomenti e spiazzati perché prima c’era lei che ci seguiva, consigliava, ammoniva bonariamente, coccolava con lo sguardo ed ora ci ritroviamo un po’ più soli. Nessuno può sostituirla, colmare quella voragine di assenza fisica che la morte provoca. Io non ho accettato la sua dipartita, fino all’ultimo ho sperato in un miracolo. Cosa fare adesso? Gran bella domanda! Andare avanti ricordandola ed affrontare la sua stessa professione, qualora si abbia talento e voglia per avventurarsi, come ha fatto lei, cioè con assoluta dedizione. Coniugava l’intrattenimento con la cultura, l’approfondimento delle notizie con il gioco a premi. Sapeva fare tutto.

Sebbene valesse tanto, in fondo nell’ultimo ventennio e più è stata marginalizzata dai palinsesti televisivi, secondo me per colpa di dirigenti televisivi miopi e di un ambiente completamente cambiato, di sicuro non più rispettoso del talento, della gavetta e dei meriti professionali acquisiti sul campo. Tanto è vero che la televisione italiana da parecchi decenni è calata di molto in termini di qualità ed apprezzamento da parte di noi pubblico che desideriamo programmi intelligenti, istruttivi ed anche allegri.

Mi balena alla mente l’idea che le venga intitolato un centro di produzione televisiva Rai o Mediaset che sia. Oppure, non so, dedicarle un premio letterario perché ricordo che è stata anche una brava scrittrice. Ed ancora, sarebbe molto bello se la figlia Verdiana accarezzasse l’idea di condurre qualche programma tv, senza continuare a lavorare esclusivamente dietro le quinte di questa grande macchina che è lo spettacolo italiano.

Con molta umiltà voglio concludere questo tributo, inserendo una mia poesia, intitolata: “Per la Signora Enrica Bonaccorti”:

È caduta una stella dal cielo,
ma no, che dico!
Adesso brilla più forte,
libera di volteggiare nell’infinito cosmico.
Un urlo soffocato di non accettazione
della di lei dipartita,
è mio.
Tante voci, un coro, si levano,
di ringraziamento e ricordo perenne,
per questa presenza intelligente e sensibile.
È vero, siamo orfani
di un’artista così grande,
che vivrà in noi, nei nostri ricordi.
Un dì ci ricongiungeremo,
continuando ad ascoltare la sua voce,
guardare i suoi sorrisi,
credere nonostante tutto, nella Vita,
che Enrica ha sempre amato.

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Nato a Melito di Porto Salvo (R.C.) nel 1974, è un Professore di Lettere classiche ed un attore teatrale. Si è diplomato alla Scuola Ribalte di Roma del Maestro Enzo Garinei. Ama l’arte, nello specifico: recitazione, danza e musica. Ha conseguito la certificazione Ditals II Livello, lingua italiana per stranieri, anche in virtù della società multietnica nella quale vive. Coltiva la sua passione per la scrittura, spaziando da articoli di giornale, poesie, aforismi e racconti.

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