Mia Martini, la voce che il tempo non è riuscito a spegnere

3 mins read
Mia Martini

Ci sono artisti che appartengono ad un’epoca e altri che, invece, sembrano riuscire a sfuggire al trascorrere degli anni. Le loro canzoni tornano, vengono riscoperte, passano da una generazione all’altra mantenendo intatta la capacità di emozionare. È il caso di Mia Martini, una delle voci più intense e riconoscibili della musica italiana, ancora oggi capace di parlare al pubblico attraverso interpretazioni in cui tecnica, sensibilità e vita vissuta si intrecciano profondamente.

Mia Martini, una vita tra arte, talento e battaglie personali

A volte, ripercorrendo il filo della memoria, ci si smarrisce perché bisogna tornare parecchio indietro nel tempo, cercando di raccogliere il più possibile in termini di aneddoti, curiosità ed esperienze interpersonali. Nel caso di Mimì, la cantante calabrese nata a Bagnara Calabra, è ancora più difficile, perché ha vissuto una vita così ricca di arte e conoscenze che farne una sintesi è quasi impossibile.

Allora si dà spazio a ciò che piace raccontare di lei, a ciò che più ha colpito l’immaginario individuale e insieme collettivo, tracciando un solco profondo nell’anima. Già il suo viso era tutto da decifrare: quegli occhi neri e acuti, il sorriso grande e coinvolgente, l’abbigliamento stravagante e curato contemporaneamente. Si mostrava in pubblico impeccabile, espansiva ed allegra, seppur la sua vita personale subisse dei contraccolpi notevoli.

Di difficoltà ne ha dovute superare molte per affermarsi nel mondo discografico, troppo frequentato anche da figure senza scrupoli e scarse idee per la testa. Con la sua caparbietà, amore assoluto per la musica ed innato attaccamento alla vita è andata avanti per la sua strada, fiera di un percorso esistenziale fatto di gavetta, sacrifici, studio e rinunce. È risaputo da tutti che non avesse avuto, almeno da giovane, grande sintonia con la famiglia d’origine, in particolare con il padre. Comunque, quando lui invecchiò, da brava figlia gli stette vicino. Anche il rapporto con l’altra sorella famosa, cioè Loredana Bertè, non fu così tranquillo, nonostante si volessero un bene dell’anima. Si sa che gli artisti sono ipersensibili, dai più sono definiti lunatici ed avere in famiglia due prime donne non è stato di certo una passeggiata.

la voce senza tempo della musica italiana: talento, sensibilità e una storia segnata da successi, fragilità e grandi emozioni/Credit: web

Una voce capace di trasformare la vita in musica

Mimì curava i testi delle sue canzoni con perizia maniacale, cercava la poesia insita nelle parole, nei versi levigati per offrire al suo pubblico dei brani interessanti e che durassero nel tempo. In questo ci è riuscita in pieno! Esplorava nuovi territori, ampliava i suoi orizzonti artistici, curava la sonorità della musica, restituendo ai lavori quella piena dignità da garantire, rispetto ai prodotti commerciali e basta. Studiava sempre, prendeva appunti, sviluppava le sue idee, condividendole con alcuni colleghi, come Ivano Fossati, tanto per citare un nome illustre. Fiutava il pezzo giusto, quello che raccontasse la gente e le sue problematiche, il mondo contemporaneo, attraversato da tante contraddizioni, insensatezze ed enigmi.

La musica è la mia vita, senza di lei non saprei vivere – Mia Martini

Il peso dei pregiudizi e l’eredità

Ma come tutte le cose più belle è durata il giro di un valzer. Adesso non è il caso di ricordare la sua fine tragica, ma trarre un insegnamento per tutti: quello di non escludere ed etichettare a priori nessuno, piuttosto essere garbati e comprensivi. Mimì è stata risucchiata da un ambiente ipocrita, superstizioso e vigliacco che lentamente l’ha stritolata. Duole il cuore affermare questo, ma è andata così! Il suo talento immenso e la creatività innata hanno suscitato un’ondata enorme d’invidia e livore da parte di tanti addetti ai lavori, i quali l’hanno ostracizzata, costringendola a non lavorare più. Si evince molto bene che l’avessero condannata ad una vera e propria morte civile.

Viveva per la musica che era la sua unica ragione di vita. Sappiamo che il mondo è lastricato di imbecilli e mezze tacche pronte a gettare fango in maniera insensata. La Calabria è stata la sua terra natia e il suo rifugio nei momenti difficili e di stanchezza. Quando fuori imperversava la tempesta, con la mente lei era già a Bagnara Calabra. Sentiva fortemente l’attaccamento alle sue radici, al punto da dire che lei era la Calabria stessa.

Un modello come pochi altri

Ha incarnato il modello di donna meridionale talentuosa, determinata ed ancora di più testarda. Lascia a noi un’eredità umana e discografica più che notevole, tanto è vero che ogni giorno si continua a parlare di lei e si ascoltano, con immutato piacere, le sue canzoni, così amate dalle giovani generazioni. Ricordiamo a titolo esemplificativo alcuni successi: Padre davvero, Minuetto, Almeno tu nell’universo, Donna, Gli uomini non cambiano, e tanti altri.

Insomma, è riuscita ad entrare nel cuore di tutti noi e smuovere emozioni forti, profonde ed antiche delle quali si ha sempre bisogno, per allontanarci dal grigiore e piattume della quotidianità. Ed è questa la vera ragione di essere e missione di una grande donna/artista come Mia Martini!

Leggi anche:

Buon Compleanno Mimì: grandi artisti per il tributo a Mia Martini – L’Opinione

Sanremo 2025 e la serata delle cover: vincitori, promossi e bocciati – L’Opinione

Sam Neill: addio ad Alan Grant, l’uomo che ha saputo farci amare (di nuovo) i dinosauri – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Nato a Melito di Porto Salvo (R.C.) nel 1974, è un Professore di Lettere classiche ed un attore teatrale. Si è diplomato alla Scuola Ribalte di Roma del Maestro Enzo Garinei. Ama l’arte, nello specifico: recitazione, danza e musica. Ha conseguito la certificazione Ditals II Livello, lingua italiana per stranieri, anche in virtù della società multietnica nella quale vive. Coltiva la sua passione per la scrittura, spaziando da articoli di giornale, poesie, aforismi e racconti.

2 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Autonomia differenziata e sanità: il diritto alla salute rischia di dipendere dalla regione in cui si vive

Next Story

“No Maria, io esco!”, io e la vamp Tina Cipollari: dieci anni di tentate emulazioni, diffidate dalle imitazioni!

Latest from Blog