IA e Sanità: un futuro presente che non possiamo più ignorare

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IA

L’intelligenza artificiale (IA) è ormai una realtà imprescindibile nella sanità moderna, utilizza strumenti innovativi per migliorare ed ottimizzare la diagnosi, i trattamenti e la gestione delle malattie, e, non per ultimo, semplificare la gestione delle risorse. Le attuali applicazioni nell’ambito sanitario non fanno altro che invitarci ad analizzare quali altre future innovazioni mediche verranno e scoprire sia i vantaggi che i rischi in termini etici.

Non facciamo finta di cadere giù dal pero, bendandoci gli occhi e non guardando al futuro quando ormai la società si muove tutta verso questa direzione. Molti di noi l’hanno usata o la stanno usando anche adesso per qualsiasi scopo pratico possa servire. E allora perché non usarla in campo medico salvando delle vite?

Corsi di formazione in campo medico: può l’IA renderci più sensibili?

L’emergere di corsi di formazione dedicati all’IA applicata alla medicina sta prendendo piede. Università e istituzioni, ad esempio, propongono programmi pensati per formare i professionisti della salute, affinché possano utilizzare e integrare suddetta intelligenza nelle attività quotidiane. Questi percorsi didattici garantiscono una comprensione approfondita di tali tecnologie e delle loro applicazioni in ambito medico, affrontando gli aspetti etici, legali e normativi per promuoverne un uso responsabile. Le iniziative sono volte a sviluppare competenze pratiche nell’analisi dei dati e nell’integrazione ai mezzi già a nostra disposizione, nonché a favorire un pensiero critico sulle innovazioni che modificheranno il panorama sanitario in futuro.

Anche la prima conferenza annuale EMMAS ha avuto grande successo. L’evento sull’intelligenza artificiale in ambito sanitario, in particolare, ha evidenziato come l’IA possa aumentare l’efficienza delle letture delle mammografie e semplificare i processi amministrativi. Per di più, sono emerse delle criticità relativamente la complessità normativa europea, la responsabilità degli algoritmi e la necessità di nuove competenze. È vero che l’IA affiancherà i medici, migliorando l’esperienza umana e liberando tempo per la cura, ma, per realizzare ciò, sono essenziali investimenti importanti e un’apertura al cambiamento.

L’Istituto Superiore di Sanità e la @fondazionecrt assieme all’UniTorino hanno realizzato un sistema di rilevazione degli abusi e delle violenze contro le donne nei referti medici ospedalieri. Sono stati esaminati da VIDES, questo il nome dell’Intelligenza Artificiale preposta al suddetto scopo, cha ha preso in carico circa 370 mila cartelle cliniche dell’Ospedale Mauriziano di Torino scoprendo 2000 casi di maltrattamenti mai denunciati.

A questo punto mi chiedo può essa essere davvero più sensibile dell’essere umano? O a noi umani manca l’umanità e l’empatia? Siamo davvero diventati delle ‘’macchine’’ a lavoro che non sanno ascoltare e davvero abbiamo bisogno di un robot per cogliere dei segnali che non riusciamo a percepire?

Aspetti Normativi dell’Intelligenza Artificiale

In questo caso, specifiche normative stabiliscono requisiti di sicurezza, responsabilità e gestione dei dati. La Commissione Europea, infatti, ha elaborato linee guida etiche volte a garantire trasparenza, equità e affidabilità nell’impiego dell’IA in ambito sanitario. In Italia, la tutela dei dati personali è regolata dal Codice della Privacy. Le direttive del Ministero della Salute, in più, sottolineano l’importanza di un suo utilizzo per migliorare la qualità delle cure, preservando i diritti dei pazienti e assicurando la sicurezza clinica.

Tutti gli sviluppatori di tecnologie AI hanno l’obbligo di rispettare le normative sulla responsabilità clinica al fine di prevenire qualsiasi danno ai pazienti. L’OMS ha, quindi, delineato i principi chiave per un approccio etico e sicuro all’uso dell’IA in sanità, con particolare attenzione ai temi di inclusione, uguaglianza e sicurezza dei pazienti.

Il futuro dell’AI nella Sanità italiana e mondiale

Mentre cerchiamo di capire cosa sia giusto o sbagliato, etico o inclusivo in Italia, si terrà la prima sessione di laurea in Artificial Intelligence for Biomedicine and Healthcare (AIBH). Un percorso dedicato alla formazione di esperti in intelligenza artificiale applicata alla biomedicina e alla sanità. Mentre negli Stati Uniti, una coppia che da ben 19 anni era alla ricerca di una gravidanza, sono riusciti, attraverso l’intelligenza artificiale, a realizzare questo desiderio. Grazie ad un macchinario chiamato STAR che ha identificato gli spermatozoi efficienti nei pochi rimasti attivi per poi procedere con la procreazione assistita in vitro.

Siamo tutti d’accordo che ormai l’intelligenza artificiale sia parte integrante delle nostre vite e che stia allargando i propri orizzonti in ambito medico-sanitario. Nonostante le sfide siano tante, poiché si parla della vita di pazienti, di aspettative di vita migliore o di realizzazione di desideri materni l’AI potrebbe davvero rivoluzionare il modo in riceviamo le cure mediche.

La malattia si può percepire, la salute no – Gerhard Uhlenbruck

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Nata a Noto, paesino della Sicilia Orientale, dove ogni giorno sapeva
di sole, mare e granita alle mandorle. Si trasferisce a Milano nel 2005 per diventare pendolare, precaria e vivere quotidianamente di corsa. Insegna da 20 anni, nell’hinterland milanese, con passione, dedizione
e spirito di sacrificio. Ama cucinare sorseggiando un buon bicchiere di vino, legge per rilassarsi e adora guardare tutti i tipi di film, ad eccezione degli horror. Quando può, viaggia alla scoperta di nuovi tramonti anche se non
le piace prendere l’aereo. Fotografa ogni cosa, anche quelle che possono
sembrare banali per poi chiedersi come mai la memoria del suo telefono
sia sempre piena!

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