Il disegno di legge “anti-maranza” è stato recentemente proposto dal governo Meloni, ma resta in attesa di approvazione da entrambe le Camere del Parlamento, per ‘’risolvere’’ alcuni comportamenti problematici tra i giovani, in particolare quelli fra i 14 e i 18 anni. Ciò che ha allertato l’opinione pubblica è ‘’l’imputabilità’’ del minorenne di fronte ai fatti accaduti, apportando così delle modifiche alla legge già esistente, ovvero l’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, prevedendo che il giudice e il pubblico ministero possano acquisire anche elementi ai fini del giudizio sull’imputabilità penale del minore. Questa proposta invece limita la discrezionalità del giudice.
È proprio dalla parola ‘’maranza’’ che nasce la mia prima riflessione. Cruda. Schietta. Decisa. Chi sono davvero i ‘’maranza’’?
Generalizzare la parola “maranza” la rende un’etichetta ingiusta!

Il termine “maranza” identifica qualcuno considerato estremamente maleducato. Si riferisce a ragazzi e ragazze, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, che si comportano in modo stravagante, vestono in maniera eccentrica, ascoltano musica trap e utilizzano un linguaggio gergale, spesso mostrando atteggiamenti provocatori e ribelli. Tuttavia, questo termine viene spesso usato in maniera negativa e generica, contribuendo alla stigmatizzazione di un’intera generazione e riducendo i giovani a semplici stereotipi.
Ma sapete qual è l’origine di questo termine? Deriva da “zanza” (dialetto romagnolo per “furbo”) e negli anni ’70-’80 a Milano indicava il ragazzo che si atteggiava con uno stile eccessivo, guidava un’auto modificata e portava una catena d’oro. Era il “tamarro” milanese, ma senza connotazioni etniche. Anzi, spesso veniva usato in modo affettuoso tra amici: “sei proprio un maranza” era detto a chi esagerava nel vestire o si dava delle arie. Oggi è diventato un’etichetta utilizzata sistematicamente per giovani di periferia con origini straniere.
Un classico esempio di come le parole possano perdere il loro significato originale e acquisire connotazioni discriminatorie. Molte notizie di atti vandalici o aggressioni attribuite a giovani di questa età vengono introdotte con titoli altisonanti sulle gang dei maranza. Questa categorizzazione indiscriminata alimenta un clima di paura e sfiducia nei confronti dei ragazzi che si identificano con questa cultura, impedendo di considerarli come individui con storie personali e sfide specifiche.
La generalizzazione trascura le diverse realtà culturali, familiari e sociali che influenzano il comportamento dei giovani.
Famiglia e contesto socio-culturale: una differenza significativa
Come madre di due adolescenti, mi preoccupa profondamente la tendenza a etichettare i giovani con termini come “maranza”. Non tutti i giovani problematici sono maranza. Potrei dire che anche i miei figli sono ‘’maranza’’ poiché ascoltano la musica trap, indossano pantaloni larghi più di due taglie ma non sono cattivi ragazzi. Questi giovani stanno vivendo una fase cruciale della loro vita, in cui si formano identità e valori. È fondamentale che la società comprenda le sfide uniche che affrontano, senza ricorrere a generalizzazioni che possono danneggiare la loro autostima e il loro sviluppo.
È nostro compito, come genitori e membri della comunità, supportarli e ascoltarli, creando un ambiente in cui possano crescere e prosperare. Ci troviamo in una realtà in cui i giovani cercano di esprimere e manifestare la propria identità, ma vengono spesso fraintesi. La famiglia riveste un ruolo cruciale nell’ascolto e nell’accompagnamento del ragazzo adolescente durante la crescita, e allo stesso modo, il contesto sociale influisce significativamente sulle dinamiche di una crescita sana ed equilibrata.
Il contesto sociale in cui i giovani crescono è essenziale per il loro sviluppo e benessere. È importante comprendere l’influenza che scuole, gruppi di amici e comunità locali hanno sulle loro esperienze per promuovere un ambiente sano e positivo. I gruppi di amici, soprattutto, rappresentano una delle principali fonti di supporto sociale per gli adolescenti, che spesso trovano la loro identità nelle relazioni con i coetanei. A volte, gruppi di amici positivi possono incentivare comportamenti pro-sociali, mentre quelli negativi possono portare a comportamenti devianti.
Come comprendere i giovani di oggi e cosa può fare la società?
La scuola rappresenta uno dei rari ambienti in cui è possibile trasmettere concetti fondamentali come il consenso, la gestione delle emozioni, il rispetto delle diversità e la risoluzione pacifica dei conflitti. Queste competenze si rivelano decisamente più efficaci rispetto a una cella nel prevenire che un adolescente si trasformi in un adulto violento.
Il decreto “anti-maranza” cerca di affrontare problemi concreti legati alla sicurezza e al comportamento dei giovani ma non tiene conto del background di ogni singolo ragazzo. La rieducazione e il riscatto sociale sono risposte essenziali alla criminalità giovanile, perché una punizione isolata non affronta le radici profonde del disagio. Un adolescente non brandisce un’arma pensando ai dettami del codice penale; lo fa quando è cresciuto in un ambiente di abbandono emotivo ed educativo.
Il sistema scolastico, che rappresenta un pilastro fondamentale per la formazione dei giovani, spesso viene trascurato dalle istituzioni. Molte scuole si trovano in condizioni pietose, senza risorse adeguate e supporto educativo efficace. Questo abbandono istituzionale crea un vuoto in cui i ragazzi si sentono invisibili e ignorati, spingendoli verso scelte pericolose e distruttive.
Per affrontare questa situazione, è imperativo che le leggi e la società vadano oltre una visione meramente punitiva. La vera sicurezza si costruisce offrendo ai giovani opportunità reali di istruzione e sviluppo personale. Investire nella scuola e nel suo potenziale inclusivo significa fornire agli adolescenti gli strumenti per smantellare valori distorti e ricostruire la propria identità. Solo attraverso un sistema educativo solido e attento alle esigenze delle nuove generazioni possiamo sperare di arginare la criminalità e costruire un futuro migliore!
L’identità di un individuo consiste nella coerenza di ciò che fa e di ciò che pensa – Charles Sanders Peirce
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