Ornella Vanoni: una donna che ha saputo raccontarsi senza mai nascondersi

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Ornella Vanoni

Tu mi domandi quanti amanti ho avuto
e come mi hanno scoperto.
Io ti dico che ognuno scopre la luce
e ognuno sente la sua paura,
ma la mia parte più pura è stata il bacio – Alda Merini

Era questo, mi dicevo, l’amore?
A due a due agglutinati insieme,
per i bisogni del tormento insieme,
l’uno nell’altra cuore contro cuore – Patrizia Valduga

In questa giornata infausta, voglio omaggiare Ornella Vanoni, recentemente scomparsa con alcuni versi di due grandi poetesse, Alda Merini e Patrizia Valduga, stimata, tra l’altro, da Ornella stessa. Se n’è andata in punta di piedi la sera del 21 novembre, a due mesi esatti del suo novantunesimo compleanno (cliccate QUI per il nostro articolo a riguardo). Una notizia che ha lasciato inquietudine e perplessità non solo nel mondo della musica, ma anche (e soprattutto) in tutti coloro che, in tanti anni di onorata carriera, l’hanno seguita e che continueranno, nonostante tutto, ad ascoltare ancora la sua voce suadente, intrisa di quella malinconia mista ad ironia che l’ha contraddistinta durante la sua lunga vita.

Una donna che ha saputo vivere: il mito di Ornella Vanoni

Immensa sia come artista che come donna, un connubio che ha espresso sempre, senza mai nascondersi dietro a quel dito profano di chi indossa maschere per celare il proprio dolore. Ornella si è saputa raccontare, non tralasciando i momenti di lotta dai quali ne è sempre uscita vittoriosa. Per lei l’amore è stato il centro della vita. Del resto, è possibile pensarla senza che non si pensi all’amore? No, in modo assoluto. Era divenuta persino un’icona del mondo LGBTQIA+, una realtà che ha sempre sostenuto. Il suo talento, in primis la voce, non poteva accostarsi a copioni, lei era così, spontanea, e negli ultimi anni aveva abbandonato ogni tipo di filtro. Sicuramente era un messaggio sibillino, il suo, rivolto a tutti coloro che ancora si ostinano a scindere la vita mascherata da quella vera, che non tutti riescono a vivere.

Credit: web

Non ho nulla da dire sulle sue capacità canore, cos’altro si potrebbe aggiungere? Era una voce che parlava da sé. Tuttavia, ci sarebbe tanto da raccontare del suo coraggio. Era una donna che non si arrendeva mai al male, un male che l’ha afflitta per quasi tutta la vita: la depressione. Fortunatamente, però, e in maniera consapevole, ha saputo esserle amica. D’altronde, lei stessa, in una delle sue apparizioni, disse che non c’è da reagire, ma capire l’utilità del farmaco. Lei la chiamava “la pillola” e in proposito il dottor Damiano Lorenzin de Capitani ha asserito: “Lei era tutto, era davvero senza fine”.

Ornella è stata tutto l’amore che ha dato

Ieri sera l’influencer Marco Bianco ha dato notizia della tragica morte attraverso i suoi canali multimediali, esprimendo il proprio dolore e dedicando un verso dell’ultima canzone stessa canzone: “Io sono tutto l’amore che ho dato”. Ed è stata davvero così! Mi rincresce soltanto non aver realizzato un piccolo sogno nel cassetto insieme a lei: uno spettacolo con Patrizia Valduga, poetessa contemporanea, al quale l’associazione culturale Mente-Cuore e il Sindaco di Baiano avevano dato pieno consenso. Ciò nonostante, non dimenticheremo la promessa!

Ornella aveva pensato di incidere il suo ultimo cd scegliendo due pezzi del maestro Bruno Lanza, della poetessa Mena Cirillo e di Peppe Maiulli, il quale ieri sera ha scritto sui social: “E ci lascia anche la Vanoni, stavolta l’appuntamento è con uno importante”. Chissà, adesso canterà tra le stelle.

Mente-Cuore, il Movimento ApplEtica, la Repubblica dei Poeti con il comune di Baiano ed io salutiamo insieme la grande Signora della musica italiana con un sonoro ed accorato “Arrivederci, cara Ornella. Grazie di tutto!“.

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Bartolomeo Di Giovanni (detto Theo) è nato a Palermo il 2 Giugno 1975, ha conseguito la laurea in filosofia presso l’università di Palermo, docente di materie umanistiche. Ha collaborato con realtà poetiche dei paesi dell’Est, e del Messico, ha in attivo diverse pubblicazioni di silloge poetiche e saggi di filosofia psicopedagogica, le opere sono state tradotte in Spagnolo, Russo, Rumeno, Arabo. Scrive per alcune riviste articoli sulla cultura letteraria antica e contemporanea, esperto e studioso di Dante Alighieri e di Ebraico biblico. Nel 2013 fonda il movimento culturale “Una piuma per Alda Merini” per la salvaguardia del patrimonio poetico della poetessa dei navigli. Collabora con Wikipoesia per la estensione della nascente Repubblica dei Poeti, di cui è console e cavaliere con distintivo dell’ Ordine di Dante Alighieri. Ha ricevuto da parte della Ordine dei poeti della Bielorussia, e di altre realtà culturali l’appellativo di “Vate”. Nel 2024 gli viene conferito il premio : Cattedra della Pace, tenutosi ad Assisi, nello stesso anno diviene vicepresidente di WikiPace.

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