La relazione è tossica, ma se resti il veleno sei anche tu. Sì, lo so, è una frase dura. La sentì dire per la prima volta da Roberta Bruzzone. Mi diede una forte scossa perché quando si parla di narcisismo, si tende sempre a puntare il dito su di lui, sul manipolatore, sul bugiardo, sull’ego ipertrofico che si nutre del tuo amore.
Ma c’è un’altra verità, più scomoda, più silenziosa, eppure altrettanto reale: tu puoi scegliere se restare o andartene. E se resti, scegli di continuare a farti male.
Visualizza questa immagine. Da una parte c’è lui, brillante, affascinante, seduttivo. Sa esattamente cosa dire, come guardarti, quanto farti sentire speciale. E dall’altra parte ci sei tu che ami profondamente, tu che credi nella forza dei sentimenti, tu che speri che l’amore possa cambiare tutto, anche lui.
Ecco, questa è la trappola.
E può caderci anche la donna più forte, anche l’uomo più sicuro, anche a chi pensa di aver già imparato la lezione. Il narcisista si presenta sempre con un grande biglietto da visita: sembra una persona di valore, ma in realtà è solo un venditore esperto di se stesso. Un prodotto mal riuscito ma confezionato benissimo.
La relazione tossica: perché ci caschiamo?
Il narcisista non ha un alto valore personale. Proprio per questo è costretto a vendersi più degli altri. Ha bisogno di conferme, attenzioni, applausi. E per ottenerli è disposto a mentire, manipolare, incantare.
Chi è risolto dentro, chi ha un sano rapporto con sé stesso, dopo qualche allarme si tira indietro. Ma chi ha delle ferite aperte (e non sempre ne è consapevole) resta. E inizia a scendere in un abisso di disvalore, confusione, colpa.
Non è debolezza. È dipendenza affettiva.
Il narcisista non cambia. Non vuole cambiare. La sua struttura psicologica si basa sul bisogno continuo di nutrirsi dell’altro. È una fame senza fondo. E più tu dai, più lui chiede. Più lo giustifichi, più si sente autorizzato. Più ti sacrifichi, più ti svuoti.
Ma allora la domanda vera è: chi deve cambiare?
Se resti, il veleno sei anche tu
È qui che il discorso si fa scomodo. Perché no, non possiamo aspettarci che il narcisista si redima. Non è suo interesse, non è nella sua natura. La vera responsabilità – dolorosa, ma liberante – è nelle mani di chi resta in quella relazione tossica. Se resti, il veleno sei anche tu.
Se vuoi uscirne, devi iniziare ad amarti.
Se vuoi salvarti, devi disintossicarti.
Se vuoi guarire, devi smettere di raccontarti che è colpa sua.
Perché se continui a dare tutta la colpa a lui, ti togli anche l’unico potere che hai: scegliere.
No, vuol dire anche decidere
No, non mi basta più sentirmi scelta ogni tanto.
No, non voglio più un amore che mi tolga il respiro.
No, non accetto più di chiamare amore ciò che mi svilisce.
Il primo passo per uscire da un legame narcisistico non è spiegare, non è convincere, non è attendere. È decidere. Smettere di essere la comparsa della vita di qualcun altro e iniziare a scrivere la propria sceneggiatura.
Ora tocca a te scegliere chi amare
Non basta smascherare il narcisista. Quello, ormai, lo conosci. Sai riconoscerlo, sai come funziona.
Ora la sfida è un’altra: chi scegli di amare, oggi?
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