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Musica da fabbrica o musica artigianale? L’emozione non si può pre-fabbricare!

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Musica

Eccomi qui, sono finalmente tornato con la mia rubrica Venerdischi. Non ci siamo visti per un po’, purtroppo, ma oggi, dopo tanto tempo, parleremo nuovamente di musica. In particolare, ci concentreremo sulla differenza tra musica da fabbrica e musica artigianale. Lo so, si avvicina il Festival di Sanremo, ma non vi dirò nulla sui brani in gara. Aspettiamo prima che escano e, quando lo faranno, ci soffermeremo sul loro contenuto e sulla loro originalità in base a quella che definirei come la differenza tra musica da fabbrica e musica artigianale.

Tralasciamo quale tipo di musica sia la migliore, penso sia scontato!

Cosa intendo dire? Ebbene mi riferisco al fatto che brani scritti da 6/7 autori sono effettivamente fabbricati. Vengono passati sulla catena di montaggio dell’industria musicale, su i diversi rulli di confezionamento dal prodotto grezzo che viene assemblato per poi passare alle verniciature di colore e di arrangiamento e ottenere la confezione finale. Tralasciando una critica su cosa sia meglio o peggio, un brano d’autore scritto da un cantautore e un paroliere o quello creata da un team di autori. Vorrei, piuttosto, fermarmi sulle differenze intrinseche ed intime.

Una canzone confezionata da un team di validi autori è un prodotto assai appetibile. Se lo paragonassimo all’arredamento potrebbe essere un articolo di design in serie limitata (ma pur sempre simile ad altro e appunto fatto in serie), avremmo qualcosa con un oggettivo gusto architettonico, ma che mancherebbe di quell’originalità che solo un prodotto di artigianato possiede. La sfumatura, la stonatura, l’eccesso poetico, la licenza che osa. Una canzone scritta da 7 autori è un prodotto. In pratica è come se ognuno mettesse una frase o una particella ritmica. Attraente radiofonicamente, con un packaging perfetto per il mercato della pornografia discografica, ma poi, infine, un saturnale musicale.

Come diceva Ennio Morricone:

In amore come in arte, la costanza è tutto. Non so se esistano i colpi di fulmine, o le intuizioni fulminee: so che esistono le lunghe fedeltà

Musica come sesso

Se paragonassimo la musica al sesso, ad esempio, queste sarebbero le differenze. Fare un orgia musicale non è come fare l’amore ed io, onestamente, preferisco l’amore al sesso occasionale o allo scambismo di gruppo. A questo punto, tanto meglio la masturbazione della creazione solitaria a un mix di sapori troppo diversi tra loro. Tutto ciò rischia di lasciare un sapore cattivo tra i tanti. Poi, per carità, sicuramente scriverò una canzone con altri 3 o 4 autori e verrete a criticarmi. Ma ho detto solo quello che preferisco, non ho messo paletti di alcun genere!

Al contrario, un brano creato da un cantautore, da un duo di autori e al massimo un producer, mantiene la sua originalità, la sua anima singolare, mentre un pezzo creato da un gran numero di autori l’assottiglia per consegnarsi e avvicinarsi alla perfezione di un canone. Funzionano entrambe, non c’è dubbio! Eppure, in quest’epoca di algoritmi e IA, la differenza la fa proprio questo.

IA come supporto non come sostituzione all’uomo

Per tornare a gamba tesa sul tema dell’intelligenza artificiale, una macchina può solo scimmiottare perché l’emozione non può essere riprodotta, al massimo imitata. La vita dietro le canzoni resta vita, la realtà virtuale rispetto alla realtà di terza dimensione è un approssimazione grottesca. Immaginare un robot che calcola la mescolanza percentuale dei colori per dipingere una tela e la mano del pittore che ne modifica passo passo la graduazione mentre dipinge fa molta differenza.

L’IA resta un acceleratore di risultati, un grande libro delle risposte da sfogliare, uno strumento socratico stolto, un suggeritore ignorante. Qualcosa creato dall’uomo non potrà mai superare l’uomo stesso. Questa resta la folle idea di certe correnti transumaniste, ma il vento come lo spirito, soffia dove vuole lui!

Alla prossima, magari in occasione del Festival della Canzone Italiana!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Venerdischi”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Paroliere saggista e narratore ha firmato brani per artisti del panorama musicale nazionale instaurando una prolifica collaborazione con il cantautore modenese Davide Ognibene. Tra le sue ultime pubblicazioni Il testo e la figura del paroliere (Arcana 2019) una raccolta di racconti noir e Il drago di carta (Augh 2017).

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