Treviso, città italiana più ecosostenibile del 2025: complottismi del “greenwashing” e pretese di onnipotenza non ci porteranno da nessuna parte

2 mins read
Treviso

Negli ultimi decenni, e in particolar modo in questi mesi, il tema della sostenibilità ha acquisito un ruolo sempre più centrale all’interno del dibattito pubblico. Oggi più di ieri, infatti, ci ritroviamo ad affrontare problematiche ambientali, economiche e sociali in costante e gravosa crescita. Ciascuna di esse richiederebbe risposte tempestive e concrete da parte dell’uomo, ma, nella maggior parte dei casi, queste tardano ad arrivare o non arrivano affatto. In più, come se il non essere in grado di far fronte a tali sfide non fosse già abbastanza, le attuali politiche occidentali, alimentate non solo da un’insana e assurda paura del cosiddetto “greenwashing”, ma anche (e soprattutto) dall’erronea idea che tutto ciò che la Terra ha da offrire sia a nostra esclusiva disposizione, dimostrano quanto minimo o nullo sia l’interesse di alcuni ad apportare delle soluzioni adeguate.

Eppure la crisi climatica, i recenti cataclismi, il progressivo esaurimento di materie prime e l’inquinamento atmosferico, per quanto “naturali” qualcuno li possa ritenere, sono sotto gli occhi di chiunque. Proprio per questo, complottismi e pretese di onnipotenza a parte, è necessaria l’adozione di un piano che implementi modelli di sviluppo sicuramente più responsabili e rispettosi per il mondo che ci circonda.

Un orgoglio italiano di cui Giorgia Meloni si è forse dimenticata: Treviso e la sua salvaguardia dell’ambiente

Certo, non si può comunque affermare che dei tentativi in questa direzione non siano stati fatti o che dei semi per dare il via ad un cambiamento non siano stati piantati. Anzi, sono diverse le realtà, seppur ancora meno di quelle che dovrebbero essere, che hanno ripensato le proprie abitudini quotidiane e il modo di approcciarsi all’ambiente, raggiungendo risultati che lasciano ben sperare. Basti pensare a quelle città che la Commissione Europea, attraverso l’assegnazione dell’European Green Capital Award e dell’European Green Leaf Award, ha definito le “più ecosostenibili del 2025”.

European Green Capital Awards 2025

Tra queste, in particolar modo, si sono distinte Vilnius in Lituania (giudicata Capitale Verde d’Europa 225), Viladecans in Catalogna e Treviso in Italia. La loro eccellenza ambientale e la capacità di avviare strategie sostenibili a lungo termine, affiancate all’attuazione di progetti innovativi, hanno fatto sì che suddetti contesti urbani potessero distinguersi e provare che la tanto temuta “transizione ecologica” non è quel “male” che i più sostengono.

Il caso trevigiano

Nello specifico il comune nostrano si è fatto notare per aver saputo coniugare sostenibilità e innovazione sociale, mostrando in che modo le comunità possono partecipare attivamente al processo ecologico. Insomma, un orgoglio tutto italiano, uno di quelli di cui la nostra esimia Presidente Giorgia Meloni deve essersi dimenticata, i cui traguardi assumono una maggior rilevanza in vista del Festival dello Sviluppo Sostenibile che si terrà dal 7 al 23 maggio 2025, a cura di ASviS (Alleanza Italia per lo Sviluppo Sostenibile), sull’intero territorio nazionale.

Nel dettaglio, la città veneta vanta un approccio intergenerazionale e creativo alla questione ambientale, reso possibile per mezzo di iniziative che potremmo ritenere inedite. Si guardi al “Green New Deal cittadino”, che prevede la costruzione di 18 nuovi parchi urbani e periurbani, parallelamente alla piantagione di 15mila alberi alla trasformazione di una discarica dismessa in un parco fotovoltaico. Oppure al “Bike to Work”, che premia quei cittadini che scelgono di spostarsi in bicicletta o a piedi. E infine, alle proposte di valorizzazione delle fontane cittadine e di creazione di ecosfere nelle scuole con un coinvolgimento diretto dei giovani e un’azione di sensibilizzazione mirata.

Perché, diciamocelo, sono proprio le nuove generazioni, le stesse che vengono puntualmente demonizzate da chi dovrebbe, al contrario, insegnar loro qualcosa, quelle che un giorno avranno in mano le redini di un mondo in cui tutti dovremmo poter continuare a vivere e non a sopravvivere.

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine ed EVA3000. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Obsession (1998), uno psicodramma a tinte forti con Gwyneth Paltrow

Next Story

Benvenuti in galera, dal 22 su RaiPlay il documentario sul primo ristorante al mondo in un carcere

Latest from Blog