C’è una frase che torna spesso quando si parla di relazioni tossiche:
il narcisista e la vittima sono due facce della stessa medaglia.
Questa affermazione non significa che i due abbiano le stesse responsabilità, né tantomeno che chi subisce manipolazioni o abusi sia responsabile di ciò che gli viene fatto. Esiste però un punto interessante sul quale riflettere.
La psicoterapeuta americana Sherry Gaba ha utilizzato proprio l’immagine delle “due facce della stessa medaglia” parlando del rapporto tra narcisisti e vittime. Secondo Gaba, entrambi possono entrare nella relazione portandovi bisogni profondi, ma lo fanno in direzioni opposte: uno mette se stesso al centro, l’altro rischia di cancellarsi mettendo al centro il partner. Ed è forse proprio questa complementarità a rendere certi legami così potenti e, soprattutto, così difficili da spezzare.
Narcisista e vittima: finché la medaglia resta intera
All’inizio sembra quasi un incastro perfetto. Da una parte qualcuno che vuole attenzione, conferme, disponibilità. Dall’altra qualcuno disposto a dare, comprendere, aspettare, perdonare.
Uno pretende di essere rassicurato. L’altro rassicura. Uno sposta continuamente il limite. L’altro continua a spostarlo pur di salvare la relazione.
Ed è proprio qui che nasce l’equivoco più pericoloso: scambiare la capacità di sopportare per capacità di amare. Finché nessuno rompe il meccanismo, quelle due facce appartengono davvero alla stessa medaglia. Si alimentano reciprocamente. Poi qualcosa accade.
Quando scopri l’inganno d’amore
Arriva un momento nel quale la persona che ha subito quella relazione vede ciò che prima non riusciva a vedere o meglio, non voleva vedere.
Una bugia scoperta. Un tradimento. Una manipolazione diventata troppo evidente. L’ennesima promessa smentita dai fatti. Oppure semplicemente l’esaurimento di ogni energia e pazienza. Ed è qui che ho incontrato una frase della psicologa e psicoterapeuta Marzia Fanale che racconta bene il bivio:
“I narcisisti voltano pagina trovando una nuova persona da abusare. Le vittime voltano pagina ritrovando se stesse.”
È una frase netta che contiene un’immagine interessante: fino a quel momento i due erano dentro lo stesso meccanismo; dopo, possono prendere due strade opposte.
Uno cerca un’altra persona. L’altra cerca se stessa
Chi non mette in discussione il proprio modo di stare nelle relazioni tenderà a riproporlo cambiando semplicemente la persona davanti a sé, non necessariamente il copione.
Cambierà il volto davanti a sé e da fuori potrà persino sembrare che abbia voltato pagina per primo cosa davvero dolorosa per chi rimane dall’altra parte. Tu sei ancora lì a raccogliere pezzi, mentre lui sembra già felice altrove. Avrai anche la sensazione che lui sia cambiato ma no… Cambiare persona e cambiare se stessi sono due cose molto diverse.
Ritrovare se stessi dopo una relazione tossica
Perché ritrovare se stessi non significa semplicemente smettere di amare qualcuno. Significa porsi tutta una serie di domande tanto severe quanto rivelatrici: “Perché ho accettato ciò che ho accettato? Perché ho ignorato segnali che oggi mi sembrano evidenti? Perché avevo così paura che quella persona se ne andasse Perché continuavo a spiegare, perdonare, aspettare?“
Ed è quando ti poni queste domande e affronti anche le risposte che qualcosa cambia! È un passaggio che avevamo già incontrato parlando della rinascita dopo una relazione tossica: il dolore può trasformarsi in capacità di riconoscere dinamiche, difendere confini e smettere di mendicare attenzione.
Le due facce della medaglia si separano
Torniamo alla medaglia: all’inizio erano due facce dello stesso oggetto ma dopo la separazione e lo sguardo nuovo con cui guardi il partner, la medaglia si spezza.
Da una parte può esserci chi continua a cercare fuori ciò di cui ha bisogno: un’altra persona, un’altra conferma, un’altra relazione nella quale riprodurre lo stesso schema. Dall’altra può esserci chi, per la prima volta, smette di cercare fuori, non vuole immediatamente una nuova storia ma desidera stare con se stesso, per ritrovarsi! A volte questo significa tornare davvero indietro nel tempo e fare un grande lavoro su stessi anche solo per riuscire a capire come mai cercavamo disperatamente di far funzionare una storia che ci stava distruggendo. Significa conoscersi veramente, accettare quella parte di noi che ci disturba e lavorarci. Questo richiede tempo, tempo da dedicare a noi stessi e non alla ricerca di un’altra persona.
E’ durante questo lavoro su stessi che avviene il vero punto di rottura di un inganno d’amore: non quando smetti di amare lui, ma quando ricominci a scegliere te.
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