Mi manca la persona che pensavo che fosse…
Ci sono assenze che fanno male non solo perchè abbiamo perso qualcuno, ma perché abbiamo perso anche tutto quello che avevamo immaginato insieme a quella persona.
A volte il dolore più grande non nasce dalla fine di una relazione, ma dalla scoperta che forse stavamo amando qualcosa che non esisteva davvero: un racconto che avevamo costruito nel tempo.
Avevamo idealizzato qualcuno che poi è cambiato.
Ma la vera riflessione è: è cambiato davvero oppure eravamo noi che prima vedevamo la persona che avevamo bisogno di vedere?
L’idealizzazione: quando il desiderio modifica la realtà
Tutti, nella fase iniziale di un amore, idealizziamo un po’ l’altro. E’ normale perché l’innamoramento porta con sé entusiasmo, proiezioni e sogni. Entrambi diamo la versione migliore di noi stessi e così idealizziamo l’altro. Il problema nasce quando questa idealizzazione diventa più forte della realtà perchè q quel punto ogni comportamento che ci ferisce trova una spiegazione: “Ha sofferto tanto”, “Ha paura di amare…”.
Il troppo amore, la troppa comprensione e l’empatia, ci impediscono di vedere ciò che accade davanti ai nostri occhi.
Il confine sottile tra amare e proiettare
Amare qualcuno significa vederlo, capirlo e accoglierlo nella sua complessità.
La proiezione, invece, è un’altra cosa: significa riempire gli spazi vuoti con ciò che desideriamo trovare.
A volte non amiamo davvero la persona che abbiamo davanti, bensì amiamo il ruolo che le abbiamo assegnato nella nostra vita che magari è quello di farci sentire scelti.
Ho imparato sulla mia pelle che questo è davvero un inganno d’amore, una vera e propria illusione.
Perché è così difficile lasciare andare un’illusione
Lasciare andare una persona può essere doloroso, ma lasciare andare l’immagine che avevamo di quella persona può essere ancora più difficile perché non perdiamo soltanto qualcuno: perdiamo il futuro che avevamo immaginato, le promesse mai mantenute.
Ed è per questo che alcune separazioni sembrano inspiegabilmente devastanti. Non stiamo piangendo solo ciò che è stato, ma stiamo piangendo ciò che avevamo creduto possibile e che era già “vivo” nel nostro futuro.
Se fosse sempre stato così, lo avrei scelto?
C’è un esercizio che dovremmo fare ogni volta che sentiamo la mancanza di quella persona: se fosse stato come si è poi rivelato fin dall’inizio, lo avrei scelto?
La risposta può essere dolorosa perché ci sentiremmo ancora più ingannati per il tempo che abbiamo speso dietro quell’amore sbagliato, ma può essere anche liberatoria perché -una volta esserci perdonate quella relazione tossica- potremmo davvero renderci conto che è stato meglio così: lasciarci.
L’amore vero incontra persone reali, non immagini perfette
Non esistono persone perfette, tutti abbiamo limiti, paure, contraddizioni.
Amare davvero significa vedere i difetti dell’altro, valutarli in base alla nostra persona e scegliere consapevolmente che ci stanno bene, guardando la persona nella sua totalità.
Smettiamo dunque di amare un ricordo, di amare una possibilità, di amare qualcuno che non esiste davvero.
Perché il più grande inganno d’amore, a volte, non è quello che gli altri raccontano a noi, ma è la storia bellissima che noi stessi abbiamo raccontato al nostro cuore.
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