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L’Arca di Noè è tornata a galla? Forse, ma per ora si troverebbe ancora sottoterra!

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Arca di Noè

Da che mondo è mondo, la storia, per come la conosciamo, è stata continuamente piena di contrapposizioni. C’è chi crede e chi dubita, chi cerca conferme e chi aspetta prove prima di lasciarsi convincere. In questo caso, da un lato, ci sono gli scettici, quelli che alla storia dell’Arca di Noè non hanno mai creduto, mentre, dall’altro, i credenti più ferventi sono fermamente convinti che la gigantesca nave citata nella Genesi, la stessa che avrebbe salvato la razza umana e numerose altre specie viventi da un presunto diluvio universale verificatosi più di 4.000 anni fa, non sia mero materiale da leggenda, buono giusto per quello che in molti ritengono sia uno dei più grandi libri fantasy scritti dall’uomo.

E per la prima volta in assoluto, per quanto strano possa sembrare alla maggior parte di noi oggigiorno, potrebbero addirittura avere ragione. Negli ultimi giorni, infatti, un gruppo di ricercatori internazionali guidati dal professor Cenker Atila, docente del Dipartimento di Archeologia della Sivas Cumhuriyet University, avrebbe scoperto nei pressi della formazione di Durupınar, situata nell’est della Turchia, area che da decenni viene indicata come il possibile luogo in cui si troverebbero i resti dell’imbarcazione sebbene non si tratti propriamente del monte Ararat, tracce che potrebbero decretarne ufficialmente l’esistenza. O perlomeno, questo è ciò che in tanti si augurano!

Tra radar, carotaggi e trivelle: abbiamo davvero trovato l’Arca di Noè?

Dopo anni di rilevamenti geofisici, nuovi carotaggi, ispezioni con radar e trivellamenti avrebbero portato a scoperte interessanti, fra le quali ci sarebbe persino uno strato di terra particolarmente duro, tanto da riuscire a rompere alcune delle trivelle. Le indagini del sottosuolo si sono spinte fino ai 18 metri di profondità ed è lì che i ricercatori si sarebbero imbattuti in quello che, dalle prime ipotesi, si pensa possa essere legno pietrificato o fortemente mineralizzato.

Al momento, sono in corso i prelievi di campioni di terreno sia dentro che al di fuori della formazione, così da poter avviare un confronto fra i materiali e stabilire se sotto quella formazione dalla sagoma decisamente inusuale (e che ricorda, in maniera neanche troppo vaga, quella di un’imbarcazione) ci sia la famosa arca oppure si tratti soltanto di una particolare conformazione geologica. Per di più, se in passato gli studiosi avevano confermato di essersi imbattuti in strati ricchi di materiale organico, presente circa tre volte in più rispetto alle aree circostanti, ora affermano di aver individuato alcune cavità sotterranee, mentre precedenti scansioni radar avrebbero mostrato strutture lineari, intersezioni ad angolo retto e altri elementi che il gruppo interpreta come possibili passaggi o ambienti.

Fatti un’arca di legno di cipresso; falla a celle e spalmala di bitume dentro e fuori — Genesi 6,14

Alle ricerche ha preso parte anche un piccolo robot chiamato GOPHER, nome che deriva, neanche a dirlo, dal “legno di gopher” citato nella Bibbia, che avrà il compito di esplorare le cavità individuate. Naturalmente, si tratta di interpretazioni da verificare, ma sono certo che anche i più diffidenti, me compreso, non sarebbero affatto dispiaciuti dalla scoperta di un manufatto millenario capace di riscrivere, seppur in parte, la nostra Storia. Del resto, alla fine, credenti e scettici si ritrovano quasi sempre dalla stessa parte: gli uni sperano di avere finalmente una prova, gli altri, invece, aspettano solo di avere qualcosa da smentire!

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Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

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