E così, proprio quando pensavamo di essercene finalmente liberati, eccoli lì che si ripresentano alla nostra porta o nella sezione “notizie” del nostro motore di ricerca. Della serie, “a volte ritornano“! Che si tratti di vecchie abitudini (ma di quelle dure a morire), di persone che pensavamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle, di un’idea che aveva fatto oramai il suo tempo o perfino di personaggi sgradevoli (o sgraditi, fate voi) di cui speravamo di non dover più sentir parlare, puntualmente la vita li fa riaffiorare rimettendoli sul nostro cammino.
Un po’ come quell’ex indesiderato che riappare nella homepage di Facebook, quella soubrette che pensavamo si fosse smarrita nei meandri della storia televisiva e una certa Stefania Nobile che, dopo esser divenuta nota alle cronache per le vicende che la vedevano implicata insieme alla madre, non pensavamo potesse mai tornare alla ribalta per qualcosa di addirittura peggiore.
Perde il pelo, ma non il vizio: ma chi? Il lupo o quella “volpe” di Stefania Nobile?
Ma che dire di Stefania Nobile? All’apparenza il suo sembrerebbe un cognome che promette aristocrazia e raffinatezza, ma che nella realtà di “nobile” non ha forse neppure mai avuto le intenzioni. Se fosse la protagonista di una serie televisiva, sarebbe senza ombra di dubbio quella figura che compare a metà stagione per complicare ulteriormente una trama che, di per sé, ha già del grottesco. (S-)fortunatamente, però, invece che su Netflix, la sua storia la (ri-)troviamo su tutti i rotocalchi d’Italia, raccontata con una sequela di colpi di scena, drammi, tinte crime e una buona dose di tragicommedia che farebbero invidia perfino al teatro dell’assurdo.
Nel passato le persone nascevano nobili. Oggigiorno la nobiltà deriva dalle proprie azioni
Diceva così, molto tempo fa, il grande stilista e visionario Gianni Versace, ma chi avrebbe mai creduto che, dopo tutti questi anni, ci saremmo ritrovati qui a dovergli dare ragione? Comunque, per chi non la conoscesse (fortunati loro, aggiungerei io) o non ricordasse chi è (la vedo dura!), Stefania è la figlia di Wanna Marchi, la regina indiscussa delle televendite truffaldine degli anni ’90 e 2000. Sì, esattamente quella che riusciva a vendere sale da cucina spacciandolo per polvere magica anti-sfortuna: l’antesignana degli influencer contemporanei, per farvela breve, peccato solo che quest’ultimi siano facilmente sgamabili tra una fetta di pandoro e una spruzzata di zucchero a velo.
Errare è umano, perseverare è diabolico!
E indovinate chi c’era al suo fianco della Wanna più famosa del panorama televisivo nostrano, in quell’impresa di dubbia moralità? Stefania, per l’appunto! Insieme formarono un duo che, anziché accumulare premi e riconoscimenti, collezionò processi e condanne per truffa e associazione a delinquere, roba che gli sceneggiatori de “La Casa di Carta” avrebbero potuto prendere spunto dalla loro vita per creare una storia assai ben più avvincente!
Ma Stefania non si è fermata lì. Dopo aver scontato la sua pena, infatti, ha deciso che la redenzione evidentemente non faceva per lei. D’altronde, perché aprire un’onesta ferramenta o un chiosco di gelati quando si può puntare direttamente ad un’attività in grado di generare titoli scandalistici? E così, insieme al compagno Davide Lacerenza, ha inaugurato “La Gintoneria di Davide”, un locale milanese famoso per i cocktail e l’ambiente decisamente sopra le righe. Il problema è che, secondo le recenti indagini, il gin non era l’unica sostanza che girava in quel locale!
Il caso della Gintoneria
La notizia più fresca ci racconta che Stefania e Davide sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari con accuse che vanno dal favoreggiamento allo sfruttamento della prostituzione, dall’auto-riciclaggio allo spaccio di droga. Insomma, una carriera criminale a tutto tondo, con un curriculum che sembra aggiornarsi con la puntualità di un orologio svizzero.
Durante l’interrogatorio di garanzia, Stefania ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Chissà, magari si sarà detta: “Se parlo, rischio di finire per dar loro ragione”. O forse, al contrario, aveva semplicemente esaurito la sua proverbiale parlantina, quella che nelle televendite la faceva sbraitare al grido di slogan del tipo “comprate! Non fatevi sfuggire quest’occasione!”. Chissà se il giudice ha rimpianto di non averla vista ai tempi d’oro, quando Stefania dispensava presunti miracoli neanche fosse la Madonna di Trevignano!
A questo punto, sorge spontanea una domanda: cos’altro dobbiamo aspettarci da questa “nobile” protagonista? Un nuovo documentario dedicato alle sue gesta? Un manuale dal titolo “Come (ri-)rovinarsi la reputazione in 10 semplici mosse”? O magari un ritorno in TV per una nuova televendita, questa volta con Stefania che promuove il suo manuale su come evitare le trappole legali (spoiler: non seguitelo).
In fondo, l’unica cosa veramente “nobile” in questa storia è la nostra pazienza nel continuare a leggere le sue disavventure. E, visti i precedenti, è probabile che il capitolo finale sia ancora lontano dall’essere scritto!
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