Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che sarebbe dovuta sbarcare su Netflix e che colosso dello streaming si è affrettata a smentire alla velocità della luce. Un progetto fantasma, dunque, talmente esclusivo da non esistere nemmeno! Oppure, mi sarei potuto dedicare a Geolier, Chiara Frattesi e a quelle vacanze da sogno alle Maldive che in molti, me compreso, non potrebbero permettersi neppure se vivessero altre cento vite. E ancora, avrei potuto riservare uno spazio a Marina La Rosa, la “gatta morta” più famosa del piccolo schermo che, stando alle ultime indiscrezioni, rimetterà piede nella casa più spiata d’Italia. Invece, alla fine, ho preferito di gran lunga prestare attenzione a Fabio Tomei, incoronato Gay Più Bello d’Italia 2026 a Torre del Lago.
Peccato solo che come al solito c’è chi riesce a trasformare persino due bellissime storie che varrebbero la pena di essere raccontate in qualcosa che finisce puntualmente per farla.
Può la bellezza essere considerata davvero una colpa?
Tomei è sordo e gay e sul palco ha portato la propria esperienza, parlando di barriere comunicative e inclusione. Per carità, non è diventato bello perché è sordo, ma si è aggiudicato quell’ambita fascia perché possedeva determinate qualità, le stesse che con ogni eventualità gli altri partecipanti non avevano. Insomma, i proverbi, quelli, non sbagliano mai e se a pensar male, si fa sempre bene, qui sarebbe proprio il caso di dire che:
L’invidia è una brutta bestia!
Ebbene sì, perché se Fabio pensava di portare sul palco un messaggio di inclusione, e perché no, magari pure un bel paio di occhi, si è ritrovato, suo malgrado, a dover fare i conti con quell’infinità di utenti buoni a nulla, e magari pure brutti, sempre pronti a puntare il dito e mai a guardarsi allo specchio. E così, quasi fosse stato commesso chissà quale reato imperdonabile, qualcuno ha iniziato a chiedersi se la sua vittoria non sia arrivata per compassione. Certo, perché nella testa dei soliti leoni da tastiera non ha preso parte ad un concorso di bellezza, bensì ad una riffa della Caritas! Perché un ragazzo non può essere semplicemente bello, piacere alla giuria e vincere?
Il tempo, prima o poi, passa per chiunque
Non vorrei essere io a doverlo ricordare, ma per fortuna la bellezza è quell’unica qualità che in quest’era di digitali speranze e multimediali illusioni non possiamo vantarci di possedere: o si è o non lo si è, belli! Che dire, in una società che si definisce sempre più aperta, un numero crescente di persone non è più in grado di guardare oltre la punta del proprio naso e se qualcuno dovesse mai avere qualcosa di diverso o di veramente bello da raccontare e da mostrare, al di là di quel mero aspetto esteriore che, ci piaccia oppure no, si deteriora per TUTTI con il trascorrere del tempo, sappia che oggigiorno dovrà purtroppo faticare il doppio. Dopotutto, in Italia la sola cosa gratis che ci è rimasta è criticare. E quando qualcosa non si paga, noi non ci facciamo mai mancare niente!!!
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