Cambiamento? Potrà esserci solo quando la nostra società smetterà di essere maschilista

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Cambiamento

Che piaccia oppure no, è impossibile negare che la nostra società sia ancora fortemente maschilista. Si tratta di un dato di fatto, palpabile e visibile ovunque, che sia tra i pedoni in attesa al semaforo, chi viaggia in coppia in macchina, all’interno dei bar o sul posto di lavoro. Quante volte, ad esempio, vi è capitato che il vostro compagno, o marito in certi casi, parlasse al posto vostro? Oppure, in quante occasioni avete notato un atteggiamento diverso di chi ascolta quando ad esporsi è un uomo? Sicuramente in tante, forse troppe. E l’ennesima dimostrazione ci è stata data proprio di recente dal caso emblematico di una piccola impresaria milanese, ritrovatasi improvvisamente alle prese con tutto ciò che di stereotipato la nostra realtà ha da offrire.

I semi del cambiamento devono essere ancora piantati

Alcuni giorni fa, infatti, in zona Cadorna a Milano, la titolare in questione, in occasione dell’attesissima Design Week, si è vista collocare davanti alle vetrine cartelli per la manutenzione della strada. E fin qui nulla di strano, se non fosse che ciò è accaduto durante le giornate “calde” di una delle settimane più gettonate da cittadini e turisti internazionali, da designer e architetti. Per di più, come se non fosse già abbastanza, ho assistito personalmente ad una scena fatta prima di richieste cortesi agli operai che lavoravano sul campo e poi, subito dopo, di prese in giro da parte degli stessi (naturalmente tutti uomini) nei confronti di questa donna, finché, alla fine, è miracolosamente uscito il custode del palazzo, che ha ha provveduto a far sì che la rimozione dei suddetti cartelli venisse effettuata.

La battuta della signora, neanche a dirlo, era scontata: ”uscito lui, che è un uomo e vi siete convinti eh?”, mentre gli operai a bassa voce commentavano rivolgendole epiteti a dir poco indecorosi. A quel punto, non ho potuto fare a meno di costeggiare con la macchina e abbassare, per fornire sostegno alla signora e criticare le parole di determinati individui, quasi sgomenti dinanzi a tale presa di posizione e difesa. Ebbene sì, perché è necessario intervenire, difendere gli altri, non voltare la faccia di fronte a possibili soprusi o forme di violenza (quest’ultima e il maschilismo sono strettamente correlate!), per quanto “insignificanti” essi si possano ritenere!

Se tutti facessimo così, forse, gli arroganti alzerebbero meno la testa.

Una quotidianità destinata a rimanere statica

Passando dal serio al faceto, spesso capita di entrare in un bar per un caffè con il proprio marito e di incontrare amici o conoscenti che salutano l’uomo al proprio fianco chiamandolo “dottore” mentre a noi si rivolgono con un banale “signora“. Per non parlare delle discussioni, specialmente in ambito lavorativo, nel corso delle quali l’uomo sembra avere sempre più autorità dinanzi ad una moltitudine rispetto ad una donna. Insomma, è evidente che la società guarda sempre in una sola direzione, quella degli schemi fissi.

Eppure, come diceva Christabel Harriette Pankhurst:

L’abilità non ha sesso

Ma siamo sicuri che i più l’abbiano compreso?

Le parole di Paolo Crepet

A tal proposito, tempo fa lessi alcune dichiarazioni di Paolo Crepet, che stimo profondamente e spesso cito all’interno dei miei interventi. Parlava di “figliocrazia”, cioè di genitori schiavi dei figli, ai quali non si fa mancare nulla, diseducati alla sconfitta e alla frustrazione. Ed è magari proprio qui il punto: per ottenere un autentico cambiamento dovremmo educare i nostri figli alla sua attuazione! Una rivoluzione sociale profonda è d’obbligo, a partire dall’educazione che le famiglie impartiscono alle nuove generazioni perché il maschilismo è un po’ come l’emofilia: attacca gli uomini, ma di solito, purtroppo, è trasmesso dalle donne!

Siamo noi a fare la nostra società ed è nostra la responsabilità, svegliamoci.

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Giornalista, Blogger, Autrice SIAE, Ufficio Stampa, esperta di cultura e comunicazione, con oltre 20 anni di esperienza nel settore della carta stampata, del web, della radio e della tv. Founder di Studio Lovatelli, è autrice di un docufilm, ha diretto e dirige alcuni magazine online. Rappresentante di Interessi Camera Deputati ed è socio fondatore dell’Associazione Mai Più Solo ODV ETS

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