E così, anche un altro anno sta per andarsene e a noi non resta nient’altro che la speranza, il più delle volte vana, di non dover tornare a fare i conti con l’ansia, lo stress, i chili di troppo in seguito alle numerose abbuffate delle festività natalizie, la miseria quotidiana e tutto ciò che di più becero questa nostra sconclusionata contemporaneità può regalarci. Inutile fare pronostici oppure stilare una lista di propositi, tanto non si avvereranno mai o saremo subito pronti ad infrangerli alla prima occasione. Pensate un po’ che io devo ancora portare a compimento quelli che mi ero ripromesso per il 2022!
Perciò, senza eccessivi fronzoli o superflui giri di parole, per il 2026 che si pone dinanzi a noi vi augurerò soltanto una cosa, una sconfinata dose di buona fortuna, perché alla fine, credetemi, si scoprirà che la vita non è una mera questione di scelte, o ancor peggio, di verità, ma solamente una questione di gran belle botte di cu*o, e questo 2025, ormai quasi conclusosi, ce lo ha dimostrato!
Il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori – William Shakespeare
Alla fine si scoprirà che il “buon anno” potrà esserci solo se smettiamo di prendere sul serio chi ci promette miracoli
Tra addobbi spesso e volentieri carnevaleschi, quegli “a te e famiglia” sconsiderati e gettati lì a caso, e l’imperante, quanto puntuale, ipocrisia che accompagna le vacanze invernali, alla fine si scoprirà che, in realtà, le Gemelle Kessler non si sono mai suicidate, ma si sono semplicemente clonate per poter continuare a vivere, lontano dai riflettori da cui sembravano essere quasi sempre infastidite, quella mitica sorellanza simbiotica che neppure la morte poteva sconfiggere. Un po’ come fossero un algoritmo ante litteram, che si ripete e si rinnova all’infinito, pur ripresentandosi ogni volta uguale a se stesso!
Alla fine si scoprirà che Barbara d’Urso, l’instancabile e sempreverde ex-Wonder Woman di Cologno Monzese, roba che Aleksej Stachanov assomiglierebbe ad un fannullone in confronto, non è arrivata terza a Ballando Con Le Stelle, bensì è stata la vera vincitrice del programma. Il podio, a dirla a tutta, è solo un dettaglio, perché Selvaggia Lucarelli le avrà pure passato la medaglia di bronzo, ma lei si è ripresa quell’esistenza mediatica che più di qualcuno le aveva ingiustamente rubato!
Alla fine si scoprirà che il famoso “sistema” di Alfonso Signorini, autosospesi di recente da Mediaset, presumibilmente svelato da Fabrizio Corona non era altro che un “segreto di Pulcinella” orchestrato ad arte perché tanto, si sa, in un mondo di digitali speranze e multimediali illusioni, la realtà non interessa più a nessuno. Importa il modo in cui la si racconta, ma, prima di ogni altra cosa, la maniera con la quale si riesce a monetizzare ciò che si dice in un eterno gioco dell’oca fatto di rivelazioni e smentite dove l’unico a guadagnarci è proprio l’ex Re dei Paparazzi, che non mente, ma non dice mai nemmeno la verità!
Alla fine si scoprirà che il mondo andava già a rotoli prima e che noi non ce ne siamo accorti!
Alla fine si scoprirà che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la politica più lungimirante dell’ultimo ventennio, degli anni duemila, sia chiaro! In effetti, in molti hanno millantato di voler fare il bene dell’Italia, ma sembra che nessuno sia mai riuscito a fare concretamente l’opposto come starebbe facendo lei. Una cosa positiva, dunque, perché adesso sì che alle prossime elezioni potrà ricandidarsi con lo slogan: “Lo abbiamo promesso, lo abbiamo fatto“!
Alla fine si scoprirà che tra Papa Francesco e Papa Leone non c’è alcun tipo di differenza, se non quella di appartenere a due capitoli differenti di un libro solo. D’altronde, l’uno si mostrava uomo del popolo, mentre l’altro come l’autorità nel suo palazzo, ma entrambi parlavano allo stesso gregge smarrito, usando registri diversi per dire la medesima e identica cosa, ossia che il mondo va a pu**ane, che la fede resiste più per abitudine che per convinzione e che se Dio ha un senso dell’umorismo, l’Italia resta una delle sue battute migliori!
La musica diceva la verità, ma nessuno la stava ascoltando
Alla fine si scoprirà che, per la fine di gennaio, l’uomo più abbronzato d’Italia Carlo Conti avrà già annullato la nuova edizione del Festival della Canzone Italiana, e non tanto per la pochezza del cast svelato o per rispetto verso un insostituibile Beppe Vessicchio che ci ha lasciati troppo presto, quanto più perché la sua fretta di chiudere ogni puntata il prima possibile sarà diventata così patologica da trasformare Sanremo in un esperimento di speed-tv: canzoni ridotte a trailer, monologhi compressi come file zip, standing ovation cronometrate e applausi anticipati per non perdere tempo, con l’Ariston svuotato alle 22:47 e gli italiani ancora sul divano a chiedersi se fosse una prova generale o direttamente il riassunto della settimana successiva!
Alla fine si scoprirà che Ornella Vanoni ha sempre saputo tutto, ma ha scelto deliberatamente di non spiegare niente, perché spiegare è faticoso, e soprattutto inutile, quando l’umanità insiste nel non voler capire. Ogni sua risposta evasiva, ogni pausa, ogni suo “Non so se arrivo a Natale” erano un sintomo di chi sapeva già come sarebbe andata a finire. In fondo, non è stata lei quella che ha passato una vita a cantare l’amore sapendo che sarebbe finito, la libertà sapendo che sarebbe stata negoziabile, la sincerità sapendo che sarebbe risultata scomoda? Ornella non era una disillusa, al contrario di quel che piaceva ripetere a tanti, ma era semplicemente una donna che ci era arrivata prima di tutti!
Commettete i vostri sbagli, perché al peggio non c’è mai fine!
Insomma, alla fine si scoprirà che tutto è il contrario di tutto e che nulla ha più senso. Perciò fate i vostri errori, compite i vostri passi falsi, il prossimo anno e in quelli a venire. Dopotutto, lo scoccare della mezzanotte che si avvicina non è un’autentica fine e neppure un nuovo inizio. Anzi, corrisponde soltanto al passaggio ad una fase che, nel bene o nel male, deve fare il suo corso e con cui noi non possiamo farci assolutamente niente. Possiamo solo augurarci che peggio di così non possa andare, ma, visto l’andazzo, la vedo incredibilmente dura!
Buon 2026 e Felice Anno Nuovo a tutti voi
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