Naomi Tisdale debutta nel mondo drag nel 2018, dando vita ad un percorso artistico costruito con determinazione, passione e forte identità visiva. Senza una formazione accademica nel settore, rappresenta l’emblema della “drag del nulla”: un talento nato spontaneamente, sviluppato attraverso ricerca estetica, autoformazione e dedizione.
La sua cifra stilistica affonda le radici nell’universo Disney, con particolare ispirazione da icone pop come Ashley Tisdale, Hannah Montana e le classiche principesse più incantate del regno animato che hanno segnato la sua infanzia. Il risultato è un personaggio fortemente riconoscibile, che unisce elementi di cultura pop anni 2000 con una sensibilità moderna e performativa. I capelli naturalmente rossi sono diventati un elemento chiave della sua persona, portandola a scegliere come segno distintivo una parrucca arancione, simbolo di energia originalità e presenza scenica.
Le parole di Naomi Tisdale

Ed è esattamente in merito a questa forte ricerca di se stessi e a quell’instancabile volontà di rimanere fedeli al proprio io, senza tralasciare gli stereotipi che continuamente colpiscono il mondo drag, che Naomi ha deciso di condividere con noi il suo punto di vista:
“L’arte drag è molto più di trucco, costumi e performance: è una forma di resistenza, un atto politico, un grido di libertà. Attraverso il drag possiamo raccontare storie, sfidare stereotipi e riscrivere le regole del genere e dell’identità. È un’arte che crea comunità, che accoglie e dà voce a chi troppo spesso viene ignorato o marginalizzato. Io sono un corpo politico, un atto di resistenza, una dichiarazione d’amore radicale verso me stessa e verso chi ogni giorno lotta per esistere.
L’arte drag per me non è solo spettacolo: è militanza, è lotta, è memoria queer. In un mondo che ancora ci vuole invisibili, silenziati o ‘tollerati’, io scelgo di essere ipervisibile. Essere una drag queen oggi significa occupare spazio, sfidare il patriarcato e creare bellezza come forma di disobbedienza. E questa è una battaglia culturale che non combatto da sola.”
Da La Boum a San Siro
Dal palco de La Boum, storico spazio di espressione e libertà queer, ha poi saputo affermarsi come una presenza sempre più rilevante nella scena artistica drag italiana. Un percorso in continua ascesa, dunque, che l’ha portata, nel 2025, a calcare il prestigioso palco di San Siro al fianco di Elodie: un traguardo che testimonia la forza del talento e della perseveranza.
“Per me è stato un momento profondamente emozionante – rivela Naomi in proposito -, non solo perché ho potuto portare il mio corpo e la mia voce su uno dei palchi più importanti d’Italia, ma perché lì, tra luci, musica e libertà, eravamo la prova vivente che non ci possono più ignorare. Lì non ero sola: c’erano tutte le persone che ogni giorno lottano per esistere, per essere sé stesse, per amare apertamente. E c’era Elodie, un’artista che usa il suo spazio per dare voce a chi spesso non ce l’ha.
Il palco come dichiarazione
San Siro rappresenta visibilità, orgoglio e unione. È una celebrazione pubblica della diversità, non è solo un concerto, è un segnale. In altre parole, equivale a dire che non torneremo nell’ombra, che la nostra gioia è anche politica e ogni applauso è anche un atto di alleanza e di affermazione collettiva. Servono momenti come questi per ricordare a tutti che esistiamo, resistiamo e brilliamo: nessun tentativo di silenziarci riuscirà mai a spegnere la nostra voce.
In tempi come questi, dove l’odio e la paura cercano di alzare muri, dove la nostra comunità è ancora troppo spesso bersaglio di odio, disinformazione e politiche escludenti, noi saliamo sui palchi e li trasformiamo in ponti, in dichiarazioni, in atti d’amore. Questo è il potere dell’arte drag: rendere visibile l’invisibile, trasformare la sopravvivenza in celebrazione, e dire, una volta per tutte, che noi non siamo una moda. Siamo cultura, siamo politica e siamo futuro.”
La drag queen che incanta con il colore e resiste con la voce
Un momento storico, pertanto, che segna non solo un traguardo personale, ma anche un passo importante per la visibilità e il riconoscimento dell’arte drag del mainstream italiano, nella speranza che possa trasformarsi in un ambito scevro da tutti quei preconcetti che lo hanno accompagnato fino ad ora. Ora Naomi è Tisdale una performer e questo la rende abile nel saper coniugare immaginario infantile e consapevolezza adulta, per mezzo di un linguaggio artistico che parla a diverse generazioni e si afferma con autenticità nel panorama drag contemporaneo ricolmo di musica, emozione, trasformazione e libertà.

“Per me il drag è stato prima di tutto una salvezza. – spiega – È lo spazio in cui ho potuto finalmente essere me stessa, senza paura, senza dovermi spiegare. È un modo per esplorare e celebrare la mia identità, ma anche per portare qualcosa agli altri: emozione, riflessione, forza. Oggi il drag è il mio linguaggio. Mi ha cambiato la vita, e continua a farlo ogni volta che salgo su un palco o incontro una persona che si sente vista attraverso quello che faccio.”
Naomi è colore, è nostalgia, è un cartoon che prende vita sul palco pronta a incantare e divertire. Uno sguardo che grida a voce alta che l’identità non ha confini.
Ai margini si coltiva il futuro che il centro teme
In definitiva, è da questa consapevolezza che nasce l’urgenza di continuare a lottare e a brillare ogni giorno. Ed è proprio da suddetta verità che si deve ripartire, se vogliamo costruire spazi realmente liberi e inclusivi. Perché una dichiarazione come questa non chiede il permesso, ma segna il punto: il cambiamento passa anche da qui.
In quel frammento di verità, infatti, si riflette il desiderio profondo di esistere senza condizioni. E se oggi suonano come un grido, domani queste parole saranno una strada percorsa insieme, con una frase, un tacco e la certezza che certi glitter fanno più rumore di mille comizi. Del resto, se il mondo è un palcoscenico, tanto vale riscrivere il copione.
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