Leggere è l’unica dipendenza che non nuoce, ed è la miglior cura per l’anima – Dumitru Novac
Non è la fine del mondo, romanzo di Alessia Gazzola, è una commedia brillante e sagace che racconta la storia di Emma De Tessent, una trentenne tenace e appassionata del proprio lavoro. Emma è una stagista seria, stakanovista, con un curriculum di tutto rispetto. Eppure, nonostante l’impegno e le competenze, non riesce a ottenere un contratto stabile. La Fairmont, società di produzione cinematografica presso cui lavora, le propone solo contratti annuali, mentre l’azienda stessa versa in condizioni precarie.
Emma conduce una vita semplice: si occupa delle nipotine, coltiva sogni che sembrano irrealizzabili — come l’acquisto di una villa con i glicini — e affronta ogni giorno con determinazione, pur consapevole dell’instabilità che la circonda.
Il cambiamento che parte dal lavoro: la punizione diventa salvezza in “Non è la fine del mondo”
Tutto cambia quando viene convocata nell’ufficio del suo capo, un uomo presuntuoso e arrogante. Qui riceve una notizia devastante: il suo contratto non sarà rinnovato. Il licenziamento la coglie di sorpresa, nonostante anni di dedizione, talento e passione. La sua scrivania va svuotata, senza appello.
Inizia così un mese difficile, alla ricerca di una nuova opportunità. Emma desidera un impiego che sia all’altezza delle sue qualifiche, ma, non trovandolo, finisce per accettare un lavoro in un negozio di abiti per bambini cuciti a mano. Un ruolo umile, distante anni luce dal mondo del cinema e dai suoi studi.
Eppure, proprio quel lavoro si rivelerà salvifico: le permette di guarire dentro, di riscoprirsi, di rivedere il mondo con occhi nuovi. Alla fine, come in ogni buona commedia, tutto si sistema. Ma il percorso non è semplice: Emma dovrà tirare fuori coraggio, resilienza e forza interiore per ricominciare davvero.
Un romanzo scorrevole e coinvolgente
Il romanzo è scorrevole, intelligente e coinvolgente. Emma De Tessent incarna perfettamente il ritratto della giovane donna italiana: preparata, ambiziosa, ma intrappolata in un sistema che non premia il merito. La sua frustrazione è palpabile, così come il senso di smarrimento davanti a un mondo che sembra non riconoscere il valore autentico delle persone.
Quando ci si sente invisibili, quando si ha la sensazione che il treno dei sogni sia già passato, affiorano ansia, panico, disillusione. Ed è proprio questo il cuore del romanzo: la denuncia di una società in cui contano più le conoscenze che le competenze.
Emma è onesta, generosa, incapace di compromessi meschini — e, in un certo senso, è proprio questa sua purezza a salvarla. Con delicatezza e ironia, Alessia Gazzola ci consegna un personaggio nel quale è facile identificarsi. Insomma, è ciò che molti di noi sono stati o sono ancora oggi: persone che cercano di resistere, di sognare e di non arrendersi, nonostante tutto.
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