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Pierina Paganelli, Louis Dassilva innocente e fuori dal carcere: i media corrono più della giustizia?

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Pierina Paganelli

Pochi giorni fa la Corte d’Assise ha pronunciato la piena assoluzione di Louis Dassilva, il trentacinquenne senegalese detenuto da circa due anni con l’accusa dell’omicidio di Pierina Paganelli. Sedici ore di camera di consiglio hanno preceduto il verdetto. I giudici hanno dovuto confrontarsi con un impianto accusatorio fondato quasi esclusivamente su indizi, senza prove certe né elementi inequivocabili in grado di dimostrare la responsabilità dell’imputato.

Sebbene, in un primo momento, l’attenzione investigativa si fosse concentrata su Louis Dassilva, anche a causa delle ambiguità legate alla sua relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, nuora della vittima, l’incidente probatorio aveva dimostrato che la persona ripresa dalle telecamere di videosorveglianza la sera del delitto non era lui. Inoltre, non sono stati rinvenuti né tracce di DNA né intercettazioni tali da dimostrare con certezza un suo coinvolgimento nell’omicidio.

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Il principio dell’«oltre ogni ragionevole dubbio» e il richiamo al caso Garlasco

Il caso Garlasco docet. La grande risonanza mediatica di quella vicenda ha infatti contribuito a ribadire un principio fondamentale del diritto: non si può accusare e condannare una persona in assenza di prove solide, tali da dimostrarne la colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio“. Quello appena concluso può essere definito un processo eminentemente indiziario, nel quale è mancata la cosiddetta “prova regina” o “pistola fumante”. Suggestioni, ipotesi e ricostruzioni investigative devono sempre trovare riscontro in elementi concreti; diversamente, il quadro accusatorio non può assumere un reale valore probatorio.

La morte di Pierina rimane quindi, almeno per il momento, un caso irrisolto. Gli inquirenti dovranno proseguire il loro lavoro per individuare il responsabile dell’omicidio della donna di 78 anni, che conduceva una vita tranquilla nell’elegante condominio di Rimini dove abitano anche tutti i protagonisti di questo giallo. Una mattina di tre anni fa fu la nuora Manuela a scoprire il corpo della suocera nei sotterranei adibiti ai box condominiali, dando così inizio a una delle vicende di cronaca più controverse degli ultimi anni

Dalle recenti dichiarazioni di Valeria, moglie di Louis, emerge inoltre l’intenzione della famiglia di trasferirsi a breve, per allontanarsi da quel condominio divenuto il simbolo di tante sofferenze e di dolorosi ricordi.

Le nuove prospettive investigative e il possibile ricorso in appello

I legali dei familiari di Paganelli hanno già annunciato il ricorso in appello e, pertanto, non è escluso che Dassilva possa tornare al centro dell’attenzione investigativa, qualora emergessero nuovi elementi. Allo stesso tempo, gli inquirenti continueranno a cercare il responsabile del delitto, valutando anche altre possibili piste e l’eventuale coinvolgimento di una o più persone, soprattutto alla luce di un movente che, a tutt’oggi, resta ancora sconosciuto.

Sembra dunque che la direzione delle indagini seguita fino a questo momento non abbia prodotto risultati decisivi ai fini dell’individuazione del colpevole e che le dinamiche di questo omicidio debbano essere ancora approfondite, forse anche attraverso una prospettiva investigativa diversa. Si dice che, a volte, si cerchi lontano ciò che in realtà è sotto i nostri occhi, molto più vicino di quanto immaginiamo, ma che non riusciamo a vedere né a riconoscere.

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Nata a Milano, si interessa da sempre di tutto ciò che, nel bene e nel male, colpisce il mondo che la circonda. Attualità, politica, cronaca e spettacolo sono da sempre il suo pane quotidiano. Nutre un profondo e smisurato affetto nei confronti degli animali, ama la moda ed è una grande appassionata d'arte. Scrive per passione e commenta quello che, secondo lei, merita attenzione.

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