Sanremo, chi ha vinto più volte il Festival della Canzone Italiana? La scaletta della finale 2026

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Sanremo serata finale

E così, la famosa ‘settimana santa sanremese’ sta finalmente per giungere al termine. Il sipario si prepara a calare sul Teatro Ariston per darci appuntamento al prossimo anno, ma questa sera, dopo ben 4 puntate per certi versi estenuanti, dovremmo ancora fare i conti con i nostri 30 Campioni e le loro canzoni, per poter infine decretare il vincitore della 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana.

Del resto, si sa, Sanremo è sempre un’esperienza totalizzante, che monopolizza l’informazione, la scena discografica nostrana e la quotidianità italiana, senza contare le conversazioni da bar di coloro che (neppure) lo seguono, in ogni angolo della penisola. E, al pari di qualsiasi altra esperienza intensa, ogni volta lascia un retrogusto, che in determinati casi risulta amaro, mentre in altri piuttosto dolce. E quest’anno? Beh, purtroppo ho la sensazione che l’amarezza e la mestizia si siano percepite sin dall’inizio!

Chi vincerà la 76esima edizione del Festival di Sanremo?

Per quel che mi riguarda, infatti, sono ben poche le soddisfazioni che Sanremo 76 è riuscito a regalarmi, tra cui la vittoria di Nicolò Filippucci tra le Nuove Proposte. La definirei un’edizione particolarmente tiepida, forse addirittura irrilevante se paragonata alle precedenti, sprovvista di quel “picco emotivo”, o di quell’hype che solitamente genera, in grado di trasformare un pezzo o un momento qualunque in un fenomeno culturale.

Non c’è, per adesso, un brano che potremmo ritenere realmente iconico e nemmeno un tormentone che risuona nella mente del pubblico. Anzi, le sole cose che restano, ma neanche tanto, sono i siparietti che poco hanno a che vedere con la musica e quei retroscena da dibattito social che ronzano attorno al backstage, spesso più rumorosi delle esibizioni stesse. Le sole parentesi degne di nota, a mio avviso, tralasciando l’aspetto televisivo e della conduzione, sono state le performance canore di Laura Pausini e l’intervento della signora Gianna Pratesi.

Laura Pausini, medley nella serata delle cover/Credit: Rai1

Ciò non toglie, però, al netto di quanto affermavo all’inizio, che siamo tutti qui, nessuno escluso, a chiederci chi sarà colui o colei che riuscirà a guadagnarsi l’ambito Leone d’Oro. Se fossi io a scegliere, credo proprio che lo consegnerei ad uno tra Ermal Meta, Fulminacci e Ditonellapiaga, benché, considerati i risultati dello scorso anno, è oltremodo risaputo che le cose non vadano mai come vorremmo o come dovrebbero.

I re e le regine indiscusse del Festival di Sanremo

Oggigiorno, in fondo, un po’ ovunque il merito viene sacrificato in nome dell’audience, divenendo tranquillamente trascurabile, e il talento, quello vero, passa in secondo piano ogniqualvolta non ammicca alla telecamera. In passato, invece, la situazione era decisamente differente. Gli artisti che conquistavano il podio possedevano qualità che risulterebbero ormai difficili da trovare e i loro singolo sono diventati capolavori senza tempo che hanno attraversato decenni di cultura popolare e non solo.

E chissà, magari non è un caso (e non solamente il mero risultato di una somma tra voti di giurie differenti) che molti di loro abbiano scalato la vetta della classifica della serata finale, fino ad occuparne il primo posto in più di un’edizione.

Basti pensare a Claudio Villa che, con Buongiorno tristezza (1955), Corde della mia chitarra (1957), Addio…addio (in coppia con Modugno, 1962) e Non pensare a me (in coppia con Zanicchi, 1967), detiene il record per il maggior numero di vittorie (4). Insieme a lui Domenico Modugno, con Nel blu dipinto di blu (1958), Piove (Ciao ciao bambina) (1959), Addio… addio (in coppia con Villa, 1962) e Dio, come ti amo (1966) (4). A seguirli Iva Zanicchi, l’artista femminile con maggior numero di vittorie (3) grazie alle canzoni Non pensare a me (in coppia con Villa, 1967), Zingara (in coppia con Bobby Solo, 1969) e Ciao cara come stai? (1974). E per finire Nilla Pizzi, prima (e seconda) vincitrice in assoluto della manifestazione, con i brani Grazie dei fiori (1951) e Vola colomba (1952).

I più quotati

Per carità, è vero che la musica è sempre figlia del proprio tempo e che perfino Sanremo, inevitabilmente, finisce per riflettere mode, linguaggi e sensibilità della società a lui contemporanea. Ogni edizione diventa lo specchio dell’anno in cui nasce, con le sue urgenze, le sue estetiche e le sue fragilità. È naturale, dunque, che il Festival cambi pelle, ritmo e suono, e si metta continuamente in discussione insieme al pubblico che lo guarda. Tuttavia, un po’ di memorabilità e di coraggio in più, con qualche melodia capace di restare, non guasterebbero affatto.

Ermal Meta, Fulminacci e Ditonellapiaga

In quest’ottica, tra i più quotati, da me s’intende, c’è senza ombra di dubbio Ermal Meta, presentatosi all’Ariston con un abito sul quale sono stati cuciti i nomi delle bambine uccise a Gaza. Inizialmente avevo sottovalutato la sua Stella stellina, che ci regala uno sguardo sulla guerra e sulla fragilità dei più piccoli, ma devo ammettere che si tratta di un bella storia di resistenza e speranza vista attraverso gli occhi di una bambina.

Stella stellina,
La notte si avvicina,
non basta una preghiera per non pensarci più… – Stella stellina, Ermal Meta

Un altro nome che ha sicuramente attirato la mia attenzione è quello del cantautore romano Fulminacci, sebbene io non abbia particolarmente compreso la scelta di duettare con Francesca Fagnani sulle note di Parole parole di Mina. Si salva soltanto grazie alla sua Stupida sfortuna, un pezzo che, con ironia e malinconia, riesce a raccontare, con delicatezza e con estrema sincerità, sensazioni universali di incertezza e di crescita interiore.

E infine, nonostante avessi tifato per la versione rock (e mixata con un pizzico di Led Zeppelin) di Occhi di gatto di Cristina d’Avena e Bambole di Pezza nella serata delle cover, roba da vero e proprio multiverso, non posso non citare Che Fastidio! di Ditonellapiaga, una delle poche voci che, secondo me, si sono distinte con personalità e originalità in una kermesse decisamente statica. Il suo brano in gara non è semplicemente un pezzo ben cantato o ben scritto, ma è un invito a prendere la musica sul serio senza prendersi troppo sul serio, a mescolare ironia e sentimento, a giocare con i generi e con le aspettative.

Credit: web

Scaletta della finale di Sanremo 2026

Certo, non saranno le proposte più rassicuranti o più ‘comode’, ma sono le sole che mi hanno trasmesso (e da quello che vedo in giro, non soltanto a me!) qualcosa di autentico. E se questa edizione non ci ha lasciato un tormentone travolgente o non ha dato vita ad un’onda emotiva collettiva, ci resta comunque la possibilità di individuare chi ha saputo veramente distinguersi. Perciò, se devo scegliere chi potrebbe restare più di qualcun altro, io una risposta (o meglio, tre opzioni di risposta) ce l’ho già.

Per coloro che, al contrario, fossero ancora indeciso, sarà sufficiente guardare al programma della serata e riascoltare i Campioni, che nel corso finale torneranno ad esibirsi tutti. I voti accumulati nelle serate precedenti verranno aggregati e si effettuerà una nuova votazione (televoto – 34%; Giuria sala Stampa, Web e Tv – 34%; Giuria delle Radio – 33%) per decretare il vincitore. Questa volta alla conduzione ci sarà la giornalista e conduttrice del TG1 Giorgia Cardinaletti, che affiancherà Carlo Conti e Pausini, mentre in qualità di super ospiti ci saranno Andrea Bocelli all’Ariston e i Pooh in Piazza Colombo per celebrare i 60 anni di carriera.

Per quanto riguarda l’ordine di uscita e la consegna dei premi, di seguito la scaletta definitiva:

20.40 Apertura serata finale

20.44 Ingresso Laura Pausini
20.45 Francesco Renga – “Il meglio di me”
20.50 Chiello – “Ti penso sempre”
20.55 Ingresso Nino Frassica
20.58 Raf – “Ora e per sempre”
21.09 Bambole di Pezza – “Resta con me”
21.14 Ingresso Giorgia Cardinaletti
21.16 Leo Gassmann – “Naturale”
21.22 Malika Ayane – “Animali notturni”
21.28 Tommaso Paradiso – “I romantici”
21.34 J-Ax – “Italia starter pack”
21.44 LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”
21.53 Serena Brancale – “Qui con me”

21.59 Sketch con Nino Frassica e Gigi Rock “Il vero Sandokan”

22.03 Patty Pravo – “Opera”
22.09 Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
22.14 Andrea Bocelli – “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”
22.39 Elettra Lamborghini – “Voilà”
22.46 Dal Suzuki Stage Pooh – “Uomini soli”
22.59 Ermal Meta – “Stella stellina”
23.05 Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
23.13 Nayt – “Prima che”
23.19 Nino Frassica con “Novella Bella a Sanremo 1”
23.22 Arisa – “Magica favola”
23.28 Sayf – “Tu mi piaci tanto”
23.39 Dalla nave Max Pezzali – “Come mai” e “Nessun rimpianto”

23.45 Ingresso Manola Moslehi, Carolina Rey ed Ema Stokholma

23.47 Levante – “Sei tu”
23.53 Fedez & Masini – “Male necessario”
00.01 Samurai Jay – “Ossessione”
00.07 Michele Bravi – “Prima o poi”
00.14 Nino Frassica con “Novella Bella a Sanremo 2”
00.19 Fulminacci – “Stupida sfortuna”
00.24 Ingresso Nicola Savino
00.26 Luchè – “Labirinto”
00.38 Sul palco Gino Cecchettin per parlare di violenza di genere
00.42 Tredici Pietro – “Uomo che cade”
00.48 Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
00.59 Dargen D’Amico – “Ai ai”
01.05 Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
01.10 Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
01.16 Eddie Brock – “Avvoltoi”
01.23 Sketch con Nino Frassica

01.30 Annuncio classifica dal 30° al 6° posto

01.34 Annuncio primi 5 in classifica
01.44 Laura Pausini – “In assenza di te”, “Incancellabile” e “Invece no”
01.51 Annuncio Premio della Critica “Mia Martini”, Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, Premio Sergio Bardotti per il miglior testo e Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior componimento musicale
01.59 Annuncio 5°, 4° e 3° classificato
02.05 Proclamazione vincitore di Sanremo 2026

E voi chi vorreste vedere al primo posto?

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Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

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