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Da Meloni cherubina alle “letterine” di Scotti, alla fine si scoprirà che è il mondo a farsi beffe di noi!

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Meloni Scotti letterine

Al giorno d’oggi, disgraziatamente, viviamo in un mondo in cui sono sufficienti un affresco mal-restaurato, un fetish per le uniformi da infermiere, profili social che ‘misteriosamente’ scompaiono dopo aver violato disposizioni legali ben precise, accuse non provate e gag televisive che non fanno più ridere nemmeno chi le ha inventate per trasformare l’Italia intera in un tribunale permanente fatto soltanto di like, commenti o meme privi di alcun tipo di senso. Che dire, è come se la società odierna assomigliasse, ad ogni giorno che passa, sempre più ad un conglomerato informe di internauti incapaci di navigare seriamente il vasto, vario, variegato e avariato mare del web, subito pronti ad ergersi a giudice e giuria, ma mai a metterci la faccia quando poi si tratta di far i conti con le responsabilità (e le conseguenze) delle proprie parole e azioni.

Oramai, è piuttosto frequente che l’eco delle notizie si confonda con la voce dei pettegolezzi e che le cose serie, le stesse che meriterebbero una maggiore attenzione, passino inevitabilmente in secondo piano o, in certi casi, addirittura inosservate. Non sappiamo più dove la logica stia di casa, la coerenza pare essere andata una volta per tutte a farsi benedire e il caos delle assurdità che prendiamo per “buone” guidano una narrazione alla quale finiamo per credere ciecamente. E così, mentre la realtà si complica, noi continuiamo tranquillamente a trastullarci nella nostra beata ignoranza! Della serie, come diceva Oscar Wilde:

La vita è troppo importante per essere presa sul serio

Tra il ritratto di Meloni e la censura di Corona, solamente Sconsy può salvare il mondo!

Alla fine, infatti, si scoprirà che il restauro di uno dei cherubini presenti nell’affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina (Roma) con il volto di Giorgia Meloni, non è il frutto di un sentimentalismo nostalgico. Al contrario, si tratta soltanto dell’ennesimo espediente del Governo per immortalare fedelmente una leader che, se non altro, lascerà quantomeno la sua effige appesa ad un muro!

Alla fine si scoprirà che i profili social di Fabrizio Corona non sono spariti per via di complotti orditi dal potere o per censura politica, ma semplicemente perché Donald Trump, visto il cortocircuito mediatico che l’ei fu Re dei Paparazzi ha generato, era stufo che il sistema di qualcun altro gli rubasse la scena ora che i fantomatici “file di Jeffrey Epstein” sono stati finalmente rilasciati!

Così come alla fine si scoprirà che Gerry Scotti non ha mai avuto relazioni con le “letterine”, e che l’unico davvero caduto nel suo tranello è stato proprio Corona, che mentre predica a tutti di non credere a ciò che si dice e di guardare con sospetto i pettegolezzi, si è trovato lui stesso a farsi beffe della realtà, trasformando la sua ossessione per lo scoop in un boomerang perfetto che, ironia della sorte, lo ha lasciato impotente davanti ad un uomo che non ha bisogno di difendersi perché non ha nulla da nascondere.

Alla fine si scoprirà che tutto è il contrario di tutto!

Alla fine si scoprirà che gli autori del Festival di Sanremo 2026 non hanno scelto Can Yaman per il suo fascino da “Tigre della Malesia” o per un supposto carisma che forse non ha mai avuto. Piuttosto, semplicemente perché, dopo il recente fermo (e rilascio) a Istanbul, dove avrebbe dimostrato di essere più portato per la realizzazione di foto segnaletiche che per la recitazione davanti alla telecamera, gli autori devono aver pensato che la sua presenza avrebbe di certo fatto fare una più bella figura a quelli che saranno gli scatti ufficiali dell’attuale cast!

Alla fine si scoprirà che la mia amata Sconsy, per gli amici Sconsolata e in arte Anna Maria Barbera, non è soltanto una comica come le altre, ma la sola ed unica ragione per cui qualcuno ha ancora il coraggio di guardare Zelig senza addormentarsi, perché riesce a far ridere persino chi ha dimenticato il senso della comicità e a far ragione pure quelli che il senso critico non hanno mai saputo dove stia di casa, mentre Claudio Bisio e Vanessa Incontrada restano comparse anonime nel trentennale di una trasmissione che, forse, non ha più senso di esistere.

E alla fine si scoprirà che non siamo noi a ridere del mondo, ma che è quello stesso mondo, che noi crediamo di avere in pugno, a farsi beffe di noi!

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Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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