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Sigfrido Ranucci e il peso delle frequentazioni: quando le amicizie diventano un caso pubblico

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Sigfrido Ranucci

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Recita così un antico proverbio, ma nel mondo dell’informazione e della politica il confine tra rapporti personali e conseguenze pubbliche può diventare molto più complesso. La vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, dopo l’attentato subito e le successive indagini, apre infatti un dibattito che va oltre il singolo episodio: quello del peso delle relazioni, delle frequentazioni e delle persone che si scelgono al proprio fianco quando si ricoprono ruoli esposti e delicati.

Un rapporto nato negli anni e finito al centro delle indagini dopo l’attentato a Sigfrido Ranucci

Per avere un quadro completo, però, bisogna fare qualche passo indietro. Nel 2015, ad esempio, Valter Lavitola, indicato oggi dagli inquirenti come il possibile mandante dell’attentato, allora detenuto nel carcere di Secondigliano, stringe amicizia con un certo Gomez Tavares. Questo rapporto si consolida in seguito, una volta scontata la pena fuori dal carcere, e permetterà a Lavitola di concludere diversi affari, a detta di molti poco trasparenti, in Sudamerica grazie all’amico Tavares.

Lavitola risulta inoltre avere uno stretto e lungo rapporto d’amicizia con Ranucci. Gli investigatori ipotizzano che sia iniziato in quanto il giornalista, per i suoi servizi in cui il tema è la denuncia di illeciti e scandali da parte delle amministrazioni pubbliche e politiche a danno dei cittadini, attingesse a fonti e fatti che Lavitola era in grado di proporgli, diventando di fatto un suo collaboratore di fiducia. A quanto sembra, però, l’amicizia sarebbe diventata così stretta che Ranucci gli avrebbe fatto addirittura conoscere moglie e figli, aprendogli le porte di casa sua. In questi anni sono stati visti spesso insieme a cena nel ristorante di proprietà dell’amico a Roma, anche in compagnia di persone importanti, giornalisti ed esponenti della Chiesa.

Le ipotesi al vaglio

Le indagini sono ancora all’inizio, ma sono emerse diverse ipotesi: Lavitola avrebbe avuto in mente di aiutare Ranucci a candidarsi in politica. Non a caso, sarebbero stati trovati in casa sua studi e sondaggi su una possibile collocazione del conduttore all’opposizione, nel cosiddetto “campo largo”, tra Pd, Movimento 5 Stelle e altri partiti minori. L’attentato dinamitardo, dunque, avrebbe conferito a quest’ultimo una notevole visibilità e lo avrebbe fatto apparire come una persona scomoda, vittima dei poteri forti che attaccava nella sua trasmissione e che avrebbero voluto fermarlo.

Naturalmente, il movente potrebbe essere un altro e i possibili scenari non mancano. In un primo momento, da parte dell’opposizione era stata accusata addirittura la premier Giorgia Meloni quale mandante e responsabile dell’accaduto. In realtà, stando a quello che è emerso finora, la Presidente del Consiglio risulta estranea ai fatti. Perciò, per adesso, gli occhi sono puntati su Lavitola e i suoi contatti, ritenuti fondamentali per ciò che è accaduto. Sarebbe stato lui, il condizionale qui è d’obbligo, ad organizzare tutto, reclutando coloro che si sarebbero occupati materialmente dell’operazione, che per fortuna non ha causato nessuna vittima.

Lavitola, al momento, figura chiave

Dai rapporti nel mondo dell’informazione e della politica alle indagini sull’attentato a Ranucci: la figura di Valter Lavitola resta uno dei nodi principali dell’inchiesta/Credit: web

Difatti, nella perquisizione sarebbero state rivenute anche delle valigie, interpretate come un possibile elemento compatibile con l’ipotesi che fosse in procinto di lasciare la Capitale. In più, gli agenti hanno sequestrato tutti i suoi dispositivi informatici e cellulari per esaminarne il contenuto, che sarà fondamentale per le indagini. Attualmente è ai domiciliari e, tramite il suo avvocato, continua a professarsi innocente.

Contemporaneamente, i rilevamenti si stanno concentrando sul cellulare e sul pc di Ranucci, che dichiara di credere assolutamente nell’innocenza di Lavitola. Nel frattempo, la Rai ha deciso, per via degli ultimi sviluppi, di non mandare più in onda le repliche di Report in estate, in attesa della conclusione dell’inchiesta. Perciò, quale sarà il destino futuro di Ranucci? Lo ritroveremo in televisione a settembre?
Penso sia poco probabile. Del resto, ritengo abbia commesso un errore ad inimicarsi persone che giudicherei piuttosto opache. È buona norma scegliere molto bene e oculatamente i propri amici e le persone che ti stanno intorno, perché alla fine si rischia di rimanere coinvolti in vicende in cui a pagare è proprio chi non dovrebbe, forse!

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Nata a Milano, si interessa da sempre di tutto ciò che, nel bene e nel male, colpisce il mondo che la circonda. Attualità, politica, cronaca e spettacolo sono da sempre il suo pane quotidiano. Nutre un profondo e smisurato affetto nei confronti degli animali, ama la moda ed è una grande appassionata d'arte. Scrive per passione e commenta quello che, secondo lei, merita attenzione.

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