Sono moltissime le figure illustri che si sono susseguite nel corso della storia della scienza e della filantropia. Menti eccelse che, grazie alle loro abilità, sono state in grado, più di chiunque altro, di apportare un notevole contributo in ciascuno di quegli ambiti a cui si sono approcciate e tra le quali non si può di certo non annoverare il celeberrimo Alfred Nobel. Chimico, ingegnere, inventore e industriale, un uomo di grande successo insomma, a cui si devono la creazione dell’omonimo Premio e molto altro ancora. Lui stesso, in effetti, una volta disse:
Preferisco prendere una cattiva idea e farci qualcosa piuttosto che una buona idea e non fare nulla
Il suo rinomato pragmatismo e la smisurata passione per l’innovazione lo hanno spinto ad approfondire costantemente il suo lavoro di ricerca e sviluppo, rendendolo uno dei personaggi più rispettati dalla comunità internazionale.
Alfred Nobel, tra critiche e innovazione

La dinamite
Nato il 21 ottobre 1833 a Stoccolma, in Svezia, Nobel viene ricordato principalmente per la decisione di destinare gran parte delle sue risorse alla creazione dell’omonimo Premio, un prestigioso riconoscimento che ancora oggi celebra alcune delle più grandi menti dell’umanità, ma sono davvero in pochi quelli che si soffermano a riflettere sulle scoperte ingegnose che fecero la sua fortuna e la volontà di costruire (cosa per la quale cercò di battersi ardentemente) una società improntata alla pace.
Difatti, egli accumulò la sua ricchezza grazie all’invenzione della dinamite risalente al 1867, un’innovazione che risultò utile sin da subito per la semplificazione dei lavori di costruzione e di quelli in miniera. Sfortunatamente, però, Nobel si rese presto conto che tale scoperta rivoluzionaria poteva essere usata perfino per scopi distruttivi o bellici. Un pensiero, quest’ultimo, che lo tormentò per molti anni soprattutto perché, di fatto, l’esplosivo da lui brevettato venne impiegato senza troppe remore da chi, a differenza sua, di scrupoli non se ne faceva.
La svolta e la nascita del Premio
Un momento decisivo per Nobel fu la lettura di un necrologio pubblicato erroneamente mentre era ancora in vita. Il titolo dell’articolo, “Il mercante di morte è morto”, rifletteva un’immagine negativa di lui, dipingendolo come l’uomo che aveva contribuito alla morte di innumerevoli persone a causa della sua invenzione. Ciò lo spinse a riflettere sul suo lascito, tanto da portarlo alla decisione di impiegare quasi tutto il suo patrimonio per l’istituzione di un premio destinato a coloro che avrebbero contribuito al progresso dell’umanità (e non al regresso!).
E così, prima della sua dipartita, che avvenne nel 1896, Nobel redasse un testamento in cui stabiliva di riservare il 94% delle sue ricchezze alla creazione di un fondo per i Premi Nobel, i quali avrebbero riconosciuto individui meritevoli in sei ambiti differenti: Fisica, Chimica, Medicina, Letteratura, Pace e, dal 1968, anche Economia, grazie ad un’iniziativa della Banca di Svezia.
I Premi Nobel più famosi della Storia
E neanche a dirlo, nel tempo sono state molte le personalità più eminenti e i contributi più rivoluzionari che hanno ricevuto quello che è divenuto, a tutti gli effetti, un ambitissimo riconoscimento. Tra i più celebri, in particolare, ne vogliamo ricordare sei:
Curie, Einstein e Luther King Jr.

- Marie Curie, una scienziata polacca-francese che divenne la prima donna a vincere un Nobel e che rimane tutt’ora una delle poche persone ad averne vinti addirittura due in due campi diversi. Il primo, infatti, le venne consegnato per il suo impegno per la Fisica (insieme al marito Pierre Curie) e per i suoi studi sulla radioattività nel 1903. Il secondo, invece, per la Chimica nel 1911 per la scoperta del polonio e del radio.
- Albert Einstein, il famoso fisico tedesco che si aggiudicò il Premio Nobel per la Fisica nel 1921, non per la teoria della relatività come in tanti potrebbero pensare, ma per i suoi contributi alla fisica teorica, in particolare per la scoperta dell’effetto fotoelettrico.
- Martin Luther King Jr., il leader del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti che fu insignito del Premio Nobel per la Pace per la sua lotta non violenta contro la segregazione razziale e la discriminazione.
Fleming, Yousafzai e Obama
- Alexander Fleming, il medico britannico che ottenne con il Nobel per la Medicina insieme ai colleghi Howard Florey e Ernst Boris Chain per la scoperta della penicillina, il primo antibiotico che ha salvato milioni di vite.
- Malala Yousafzai, l’attivista pakistana per i diritti delle donne e delle bambine all’istruzione che ha vinto il Premio Nobel per la Pace all’età di 17 anni, diventando la più giovane vincitrice di sempre.
- Barack Obama, il Presidente americano che ricevette il Premio Nobel per la Pace poco dopo l’inizio del suo mandato, un riconoscimento che destò ampie discussioni e perplessità, poiché molti ritenevano prematuro conferire un premio così prestigioso a un leader che non aveva ancora espresso pienamente le sue intenzioni o azioni di pace.

I più controversi
Se per alcuni conferimenti, infatti, l’opinione pubblica si dimostrò piuttosto entusiasta, per altri si è espressa aspramente e ha rivolto dure critiche circa le scelte o il tempismo, tanto da generare delle vere controversie. Tra i casi più discussi ci sono:
- Henry Kissinger e Lê Đức Thọ (1973) – Kissinger, segretario di Stato statunitense, e il leader del Vietnam Lê Đức Thọ ricevettero insieme il Premio Nobel per la Pace per i loro sforzi nella negoziazione della fine della guerra nel Paese orientale. Tuttavia, Lê Đức Thọ rifiutò di ritirarlo, sostenendo che non c’era alcuna sigla di pace, mentre Kissinger lo accettò tra le forti polemiche per il suo ruolo che svolse durante il conflitto.
- Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzhak Rabin (1994) – Il Premio Nobel per la Pace di questi tre leader per i loro sforzi di pace tra Israele e Palestina (un tema che, oggi più di ieri, assume una certa rilevanza) attraverso gli accordi di Oslo finì al centro di un acceso dibattito poiché molti sostenevano che Arafat non fosse un candidato idoneo per via del suo precedente coinvolgimento in attività terroristiche.
Il caso di Bob Dylan e Suu Kyi
- Dylan Bob (2016) – Il famoso cantautore vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 2016 “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. Molti critici letterari considerarono la scelta inappropriata, sostenendo che le canzoni, pur essendo un mezzo potente di espressione, non dovessero essere considerate al pari delle opere letterarie o di altri scritti di carattere, a detta loro, ben più elevato.
- Aung San Suu Kyi (1991) – Leader del movimento non violento per la democrazia in Myanmar, Suu Kyi vinse il Premio Nobel per la Pace nel 1991. Ciò nonostante, successivamente accuse di complicità nei confronti del governo birmano per il trattamento della minoranza Rohingya presero piede, portando molti a criticare la sua premiazione.
Il futuro del Premio Nobel
Al di là delle critiche, comunque, il Premio Nobel continua a rappresentare il massimo riconoscimento per coloro che operano nei campi della scienza, della letteratura e della pace sebbene la sua storia dia prova di quanto sia difficile mantenere una linea costante nel riconoscere meriti indiscutibili. Una complessità che si riscontrerebbe principalmente con i premi per la pace e la letteratura, i quali, secondo i più, subirebbero spesso e volentieri l’influenza del contesto politico, sociale e culturale del momento.
Per carità, tutto questo non mette sicuramente in dubbio la sua prestigiosità nel mondo, dal momento che è e rimane un simbolo di eccellenza. Ad ogni modo, la sfida del futuro sarà quella di cercare di continuare ad onorare conquiste innovative e personaggi meritevoli in un’epoca sempre più all’avanguardia e all’insegna della globalizzazione, dove la definizione di merito, però, rischia di diventare piuttosto sfumata nonché complessa da definire.
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