Il bacio è sempre stato fonte di ispirazione per poeti, pittori, scultori e artisti di ogni genere, tant’è che l’arte lo celebra come il punto di congiunzione tra due anime. Tuttavia, nella realtà quotidiana poteva (e può tutt’ora) non ricevere il medesimo apprezzamento. Basti pensare al fatto che esiste una insolita storia che non tutti conoscono e che è legata alla città di Napoli, una dimostrazione di quanto le cose nel tempo possano davvero cambiare, o forse no?
In una notte di tradimenti,
dove tutti consumano amplessi
che non hanno profumo,
il tuo bacio febbricitante,
il candore delle tue labbra,
somiglia alla mia porta
che non riesco ad aprire – Il bacio appena sognato
La legge di Napoli sui baci del 1562

Difatti, era il 9 marzo del 1562 quando a Napoli furono vietati i baci in pubblico. Chiunque fosse stato sorpreso a scambiare effusioni di qualsiasi genere in luoghi cittadini sarebbe stato condannato a morte. Questa notizia assai curiosa è riportata negli Almanacchi dell’epoca ed ancora oggi esistono diverse testimonianze riguardanti questa bizzarra vicenda. Ma perché furono vietati i baci? Il motivo era di pudica natura? No, ma fu una norma atta a tutelare la pubblica salute, la peste era finita e, quindi, per paura di una ipotetica trasmissione virale “niente baci” Ma anche per tutelare le donne da eventuali avventori di baci.
Una delle testimonianze
In uno dei registri, ad esempio, si legge:
Le ragioni che condussero il Vicerè Fernando di Toledo ad istituire tale reato dalla sera alla mattina, furono essenzialmente due.
La prima era inerente alla protezione di tutte le donne della città: era una brillante soluzione atta a limitare le aggressioni, gli abusi e le violenze su giovani e non, tutelandole con il seguente articolo: ”Gli atti violenti esercitati contro l’altrui pudicizia, che non consistono nella congiunzione carnale, tutti indistintamente noverano nella categoria degli stupri tentati”, come riporta anche Agnese Palumbo nel suo libro “101 storie su Napoli che non ti hanno mai raccontato”. Era perseguibile dunque, chiunque avesse tentato di ottenere un bacio senza consenso.
Quindi, oltre alla cautela dovuta al virus, c’era perfino la tutela di povere sventurate che dovevano acconsentire ad un bacio non desiderato.
La situazione odierna
Guardando a quella decisione del 1562 con gli occhi di oggi, la distanza sembra enorme. Attualmente, in effetti, i baci in pubblico non solo non sono vietati, ma sono pure considerati un’espressione normale di affetto e libertà personale. O perlomeno, e generalmente più per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali (ancora oggetto di scherno o aggressioni o propagande), è ciò che accade qui da noi in Italia.
Allo stesso tempo, però, alcuni temi restano sorprendentemente attuali: la tutela della salute collettiva, come si è visto durante la pandemia di COVID-19, e soprattutto il tema del consenso nelle relazioni. Se nel XVI secolo il divieto nasceva, tra le altre ragioni, come tentativo drastico di proteggere le donne da baci non desiderati, adesso la società cerca di affrontare lo stesso problema attraverso educazione, leggi e cambiamenti culturali.
Alcune questioni irrisolte
Ma questo solleva alcune domande: quanto siamo davvero più avanzati rispetto al passato? Le norme sociali riescono davvero a prevenire abusi e molestie oppure sono ancora insufficienti? E, paradossalmente, in una società che difende la libertà individuale, fino a che punto lo Stato può o deve intervenire nei gesti più intimi delle persone quando entrano in gioco salute pubblica o sicurezza? E perché se c’è chi per alcuni baci non sembra aver nulla da dire, altri sono soggetti a continue recriminazioni? Domande che dimostrano come anche una storia curiosa sul divieto di baci possa aprire riflessioni molto contemporanee.
Cosa dice, invece, la scienza sul bacio?
In merito alla questione legata alle tutele per la salute, la scienza afferma qualcosa di sensazionale:
- Il bacio accelera il battito cardiaco e rilascia un cocktail di ormoni: dopamina (desiderio/euforia), ossitocina (attaccamento/fiducia) e serotonina (buonumore).
- Riduzione dello Stress: Il contatto fisico riduce il cortisolo, l’ormone dello stress, abbassando la pressione sanguigna.
- Antidolorifico Naturale: Il rilascio di endorfine prodotto da un bacio può agire come un potente antidolorifico.
- Valutazione del Partner: Il bacio serve per “valutare” biologicamente il partner. Attraverso lo scambio di feromoni e segnali chimici, il cervello analizza la compatibilità genetica (specialmente nelle donne).
- Allenamento Immunitario: Uno scambio prolungato (es. 10 secondi) comporta un trasferimento di circa 80 milioni di batteri, che stimola e rafforza il sistema immunitario.
- Origine Evolutiva: La scienza ipotizza che l’origine del bacio risalga alla preistoria, derivando dalla pratica del “pre-masticare” il cibo per i piccoli, evolvendosi poi come atto di legame.
- Sincronizzazione Cerebrale: Baciarsi, specialmente quello materno, sincronizza l’attività cerebrale tra le persone coinvolte.
Perciò, alla luce di tutto ciò, il bacio è molto più di quello che si potrebbe credere. C’è un oltre che, pur non vedendolo, coinvolge l’intero assetto normativo sociale, la biologia della persona e le percezione che gli altri hanno del mondo che li circonda. E allora, più baci e meno guerra!
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