La verità è figlia del tempo, non dell’autorità — Francis Bacon
Il caso Garlasco, da molti anni uno dei fatti di cronaca più mediatici degli ultimi trent’anni, è diventato virale nelle ultime settimane. Informazione, televisione, social network e quotidiani si sono mobilitati attorno alla vicenda, descrivendo ipotesi differenti e scenari alternativi alla luce delle ultime indiscrezioni su Andrea Sempio. Uno dei motivi è senza dubbio la necessità di arrivare, dopo tanti anni, a una conclusione dell’inchiesta e alla verità, oltre alle nuove intercettazioni che riguardano Sempio.
Le importanti intercettazioni ambientali sul nuovo indiziato e il recente interrogatorio presso la Procura di Pavia hanno portato gli investigatori a indicarlo come presunto responsabile del delitto e a iscriverlo nel registro degli indagati.
Le nuove indagini e il profilo tracciato dagli inquirenti sul caso Garlasco
I suoi legali, gli avvocati Taccia e Cataliotti, hanno una ventina di giorni di tempo per studiare gli atti e preparare la strategia difensiva prima dell’udienza preliminare. A questo proposito hanno ritenuto opportuno sottoporre il loro assistito a una perizia psicologica, la cui relazione sarà, secondo la difesa, un elemento importante rispetto all’impianto accusatorio della Procura, che descrive Sempio come un soggetto problematico, con un rapporto conflittuale nei confronti delle donne, considerate subordinate all’uomo e ridotte a oggetto.
Questo e molto altro emergerebbe dai migliaia di dialoghi, domande e commenti pubblicati su un sito nel quale lui, diciannovenne, utilizzava lo pseudonimo Andreas. La piattaforma trattava temi legati alla seduzione e al rapporto con le donne, ai quali Sempio partecipava raccontando i propri insuccessi sentimentali e cercandone le cause. Da questo materiale gli investigatori avrebbero delineato il profilo di un soggetto disturbato, socialmente isolato, aggressivo e autolesionista.
Prove concrete?
Si parla di migliaia di commenti e dichiarazioni finite agli atti, oltre alle intercettazioni ambientali, attraverso cui gli inquirenti sostengono di avere tracciato un quadro compatibile con la capacità di uccidere e con la responsabilità nell’omicidio di Chiara Poggi.
Dalle intercettazioni emergerebbe inoltre che Sempio avrebbe visualizzato e salvato su una chiavetta alcuni video intimi tra Chiara e Alberto. Inoltre avrebbe telefonato più volte a casa Poggi nel tentativo di parlare con Chiara, che però avrebbe interrotto le conversazioni rifiutando il contatto. Secondo gli investigatori, questi elementi indicherebbero una forma di ossessione nei confronti della ragazza e rappresenterebbero il possibile movente del delitto: il rifiuto di un approccio sentimentale.
Oltre a questo, gli investigatori si basano anche sulle relazioni di consulenti specializzati riguardanti gli esami del DNA repertato, su studi altamente tecnologici come la BPA della dottoressa Cattaneo — l’analisi della dinamica del delitto attraverso le tracce ematiche — e sulle misure antropometriche del corpo di Sempio, oltre alla mappatura tridimensionale che consentirebbe di collocarlo virtualmente sulla scena del crimine. Tutti elementi ritenuti ammissibili in sede giudiziaria.
L’alibi dello scontrino e la nuova ricostruzione del delitto
Da ultimo, un altro elemento contro Sempio è il noto scontrino del parcheggio di Vigevano, utilizzato come alibi ma che, secondo gli investigatori, risulterebbe inattendibile. A quell’ora, infatti, il cellulare di Sempio avrebbe agganciato le celle di Garlasco, collocandolo nel paese mentre entrava nell’abitazione di Chiara. Era il 13 agosto 2007, il giorno dell’omicidio.
In ogni caso le Procure avrebbero a disposizione ulteriore materiale secretato, confluito nella discovery consegnata dal dottor Napoleone alla dottoressa Francesca Nanni, procuratrice generale presso la Corte d’Appello di Milano, insieme alla richiesta di scarcerazione per Alberto Stasi. Il fascicolo comprenderebbe anche una nuova ricostruzione del delitto, nella quale viene indicato Sempio come autore dell’omicidio di Chiara Poggi. Si apre quindi la fase 2 del caso Garlasco, a diciotto anni di distanza, con un nuovo indagato, nuovi investigatori e un uomo ancora detenuto che gli attuali inquirenti ritengono innocente.
Un accanimento mediatico verso Sempio?
Alcuni parlano di accanimento mediatico contro Sempio, altri continuano a sostenere la colpevolezza di Alberto Stasi, tra cui la famiglia Poggi. L’opinione pubblica, ancora una volta, si divide tra innocentisti e colpevolisti. Gli attuali investigatori e le Procure che hanno deciso di riscrivere il delitto a distanza di diciotto anni, convinti dell’innocenza di Alberto Stasi, avrebbero impiegato circa due anni per ricostruire integralmente la dinamica dell’omicidio.
Il dottor Napoleone, secondo questa ricostruzione, non si sarebbe lasciato intimidire né influenzare da consulenti di parte e avvocati che continuano a ritenere Stasi colpevole, proseguendo invece con determinazione nel proprio lavoro, in nome della trasparenza, della legalità e del dovere della magistratura di arrivare alla verità e ai reali responsabili di un crimine, anche nei casi più complessi.
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