Giornata contro il body shaming: il corpo non è un tribunale in cui chiunque può sentenziare!

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Se Fabrizio De Andrè avesse scritto Il Giudice oggi, probabilmente la sua poesia in versi sarebbe stata meno potente: probabilmente il nano diventato giudice dopo una vita di sguardi mortificatori, sarebbe stato meno accidioso e vendicativo. Ma forse no, perché parlare di body shaming e di body positivity è ancora una sensibilità poco diffusa.

La Giornata contro il body shaming è un invito a guardare il mondo con occhi diversi

Da quando è stata istituita ufficialmente con una legge approvata dal Parlamento nel 2025, la ricorrenza del 16 maggio è un giorno scelto per fermarsi, riflettere, creare consapevolezza e mettere in discussione uno dei comportamenti più diffusi e normalizzati della nostra società: il giudizio sul corpo. Riflettere per contrastare il fenomeno del body shaming e promuovere una cultura del rispetto, dell’accettazione e delle culture delle differenze è diventato sempre più necessario ed urgente perché non è una semplice “giornata simbolica”, ma un tentativo concreto di portare alla luce una forma di violenza spesso invisibile, fatta di parole, sguardi e commenti che feriscono.

Ho smesso di definirmi curvy o morbida ma parlo di me come di una fiera ragazza grassa, perché è quello che sono – Dalila Bagnuli, da vittima di cyberbullismo a consulente sui social in nome della fat acceptance

Quante volte l’abbiamo subita sminuendola apparentemente, e quante volte l’abbiamo perpetuata inconsapevolmente! Il body shaming non è solo una battuta di cattivo gusto. È una forma di discriminazione che colpisce la dignità delle persone, basata sul loro aspetto fisico. Può riguardare il peso, l’altezza, la pelle, i capelli – qualsiasi cosa non rientri nei canoni dominanti. Non ci troviamo solo di fronte ad una campagna di sensibilizzazione, ma ad un riconoscimento collettivo: il dolore legato al body shaming esiste, ed è reale.

Negli ultimi anni, soprattutto con l’esplosione dei social media, questo fenomeno si è amplificato in modo esponenziale. Commenti, paragoni e immagini ritoccate hanno contribuito a creare un ambiente in cui il corpo diventa costantemente esposto al giudizio pubblico. E a farne le spese sono principalmente i più giovani che per la loro età sono delicata e vulnerabile materia in fieri.

L’influenza del body shaming sulle persone giovani

Il body shaming ha un impatto profondo sulle giovani generazioni, perché colpisce in uno dei momenti più delicati dello sviluppo: quello in cui si costruiscono identità, autostima e senso di appartenenza. Non è solo un fenomeno “social” o un problema superficiale: è una forma di pressione costante che può influenzare il modo in cui i ragazzi e le ragazze percepiscono sé stessi e il loro valore nel mondo. Durante l’adolescenza, il corpo è centrale: cambia, si trasforma, diventa oggetto di confronto.

Quando questo corpo viene giudicato o ridicolizzato: il ragazzo o la ragazza interiorizza l’idea di essere “sbagliato/a”, si crea una distanza tra sé e il proprio corpo, il valore personale viene legato all’aspetto fisico. Il body shaming è infatti una forma di violenza psicologica che può minare direttamente e profondamente l’autostima, generando uno stato di insoddisfazione costante, anche senza motivi oggettivi.

La vergogna e il senso di inadeguatezza stringono in un abbraccio melmoso che fa vivere con la vergogna di sé: il messaggio implicito (e neanche tanto sotteso a pensarci bene) è “Così come sei non va bene”. Se il problema non è il corpo ma lo sguardo delle altre persone che giudica, ecco che vorrò nascondermi, cercare un confronto continuo, sviluppare un senso cronico di inadeguatezza, con conseguenze concrete sulla salute mentale: ansia, isolamento sociale, depressione, disturbi alimentari, bullismo e cyberbullismo ampliato dalla rete social che è un amplificatore costante e pernicioso…il corpo è un problema non uno spazio da abitare.

In questo quadro omologante e devastante per il valore delle singole unicità e singole tipologie di corpopreità, il bodyshaming rafforza modelli irrealistici di bellezza: I giovani crescono immersi in immagini filtrate, perfette, spesso modificate, tutto quello che non rientra nel modello dominante e standard dei canoni estetici diffusi dai media e dai social viene ridicolizzato. Ed ecco che il “non sono mai abbastanza” diventa l’ombra fagocitante con cui crescere capace di annullare qualunque valore e forza identitaria. Questo è particolarmente critico nei giovani, perché le relazioni sono fondamentali per la crescita personale.

Il tuo corpo determina quanto vali

Dietro ogni parola apparentemente “innocua” – “sei troppo”, “sei poco”, “dovresti…” – c’è il rischio di una ferita profonda. Il body shaming può minare l’autostima, alimentare ansia e vergogna, fino a portare a isolamento o disturbi più gravi. Ma c’è un aspetto ancora più profondo: il corpo non è solo un involucro. È il modo in cui abitiamo il mondo. Colpirlo significa colpire l’identità stessa della persona.

Per questo il 16 maggio non è solo una giornata “contro qualcosa”, ma anche una giornata “per qualcosa”: per l’accettazione, per la gentilezza, per il diritto di esistere senza dover corrispondere a un modello unico. Una giornata in cui dovremmo capire come cambiare le parole che usiamo con la superficialità tipica di chi vive immerso in privilegi senza esserne consapevole

Il corpo diventa una barriera, non un mezzo di relazione

Viviamo in una società che propone un modello di bellezza ristretto, standardizzato, spesso irraggiungibile. Un modello filtrato, modificato, costruito. E soprattutto: ripetuto all’infinito. Pubblicità, social, moda, intrattenimento: tutto sembra dirci che esiste un solo modo giusto di essere. E tutto ciò che si discosta, diventa automaticamente “sbagliato”. Il paradosso è evidente: da un lato si promuove la body positivity, dall’altro si continua a premiare un’estetica unica. Il corpo diventa un progetto da migliorare continuamente, mai abbastanza, mai definitivo. E così nasce il terreno fertile per il body shaming.

Per questo il 16 maggio è importante: non solo per educare le persone, ma per mettere in discussione il sistema che alimenta quel giudizio. Un corpo che deve isolarsi perché è fonte di vergogna disprezzo esternalizzato ed interiorizzato, compatimento e ridicolizzazione non crea quel naturale spazio di incontro e relazione, ma diventa un muro, una barriera da guardare con diffidenza perché è il primo elemento in cui l’alterità non si riconosce e anziché stimolare la vicinanza verso ciò che non è come noi, non è noi, diventa un terreno di distanza, solitudine astio sociale ed emotivo.

Meno slogan, più fatti!

Contrastare il body shaming non significa dire che “tutti i corpi sono belli” come slogan vuoto. Significa qualcosa di più complesso e autentico: significa smettere di valutare il valore di una persona a partire dal suo aspetto, significa riconoscere che il rispetto non si guadagna aderendo a un modello, significa accettare che la diversità non è un errore da correggere

Vuol dire, per esempio, che un corpo grasso non deve essere valutato con giudizi di valore: come brutto, cattivo, tipico di chi non si cura e che non cura (e quindi da allontanare ed emarginare). Un corpo grasso è solo un corpo grasso. Il 16 maggio, allora, non è solo una ricorrenza: è un invito. Un invito a cambiare sguardo!

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Una laurea in filosofia, un lavoro nel mondo della comunicazione di una grande azienda e un tesserino dell'ordine dei Giornalisti. Ardente attivista per una società aperta alle culture delle differenze, founder DI ERG aziendali nella DEI, blogger di viaggi e non solo, viaggiatrice per scoprire culture mondi, luoghi e se stessa attraverso l'andare, scrive per dare corpo al suo essere e far fluire i pensieri. Sostenitrice e promotrice di un linguaggio ampio in cui ogni persona possa esistere, attrice di teatro e corti per essere nuove vite. Implacabile divoratrice di libri ed eventi culturali perché i confini della nostra esistenza sono i non limiti del nostro pensiero. Ama i colori dovunque e il calore intorno a sé . Per lei ciascuna impresa è attraversabile grazie al suo entusiasmo e vitalità. Vive di Sole, ma si nutre di crepuscoli. Ama le persone ma soprattutto la sorpresa inesauribile di quello che nasce ogni volta che si è in relazione con le persone. Adora sognare, progettare, costruire e, prima di ogni altra cosa, dar spazio dentro di sé all'ignoto e alla meraviglia.

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