Non sono mai andato a letto con Alfonso Signorini, né la prima volta, e né dopo. Mai». Lo dice su Instagram, in un video in due parti postato l’ultima notte dell’anno, Antonio Medugno, l’ex concorrente del Grande Fratello Vip che il 24 dicembre ha denunciato Signorini, ora indagato dalla Procura di Milano – per violenza sessuale ed estorsione – Vanity Fair
Inizia cosi uno degli articoli pubblicati su Vanity Fair in merito al “Signorini Gate” promosso da Fabrizio Corona. Una guerra, potrebbe dirsi tra pari, l’uno che accusa l’altro smuovendo le acque di uno stagno dove tutto si sedimenta. Eros e Thanatos, in questa vicenda, possono tradursi come la “battaglia del Vizio e della Virtù” di saper sprofondare nei fondali di un oceano di decadenza morale.
Cosa c’entrano Eros e Thanatos con il Signorini-Gate?

E menomale che ognuno qui rivendica giustizia, redarguendo chi va oltre la condotta della morale che tutela i sentimenti. Eppure si tratta di ombre che diventano cause di minaccia! Ovviamente, io non sono d’accordo sulla accusa caduta contro Signorini, perché la violenza sessuale è da imputare a chi vuole qualcosa quando dall’altra parte non c’è volontà. Tuttavia, stando a quanto è emerso fino ad ora, sembra che il desiderio della visibilità sia stato così forte da godere della liceità di ambo le parti.
Per carità, non è che da un momento all’altro la società è caduta in basso masticando tutto il sublime sentimento dell’Eros. Tutto ciò è sempre accaduto, semplicemente adesso è più esposto alla pubblica opinione. Pare che le parti del puzzle siano stati messe in fila subendo l’effetto domino, ne cade uno e di conseguenza vanno tutti gli altri! Ma è davvero soltanto questo che il mondo ha da offrire al giorno d’oggi?
Spesso mi chiedo ma dove sono finiti i veri talenti? Sicuramente in nessun letto, mi rispondo da sola! Quel che è certo è che sono lì a guardare, con disincanto tutta l’inclinazione alla corruzione, forse di quelli che hanno ben poca dote della comunicazione o di qualsiasi altra cosa serva per fare una buona tv, ripetendo a se stessi di essere stati bravi a non cadere dentro la gola di Cerbero. Nessun giudizio, sia chiaro, ma faccio una mera constatazione: tutto sembra espandere un olezzo malsano dal probabile gusto agre!
Cosa potrebbero pensare chi da anni segue i reality? Che, oltre ad esserci finzione, c’è anche la barca di Caronte che transita verso quella sponda infernale chiamata televisione? Oscurare sempre ciò che ha valore a favore di “apparizioni” che durano il tempo di un cambio di cuscini? Si rimane basiti! Dove sta il senso dell’amore ? Eros non è sesso, così come Thanatos non è appuntamenti al buio. Ciò nonostante, ogni cosa avrebbe preso la piega di una coperta su un letto sconosciuto e non sincero.
E non ultimo, con che coraggio si parla di violenza sessuale? Tra uomini adulti, maturi e, allo stato attuale delle cose, consenzienti? Ma in quell’attimo, e lo scrivo con l’amara penna dell’ironia, erano magari alienati dalla fame di fama?!
A cura di Luana Borgia
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