A cura di Giacomo D’Ambrosio
Chissà se Robert Doisneau, con la sua foto molto romantica di due ragazzi che, in una Parigi frenetica e nell’indifferenza degli anni ’50 in bianco e nero, si baciano appassionatamente; oppure il bacio immortalato sulla tela dal pittore Francesco Hayez, anch’esso manifesto della sensibilità romantica, avrebbero un giorno contribuito all’istituzione della giornata internazionale del bacio?
Queste due iconiche opere d’arte dovrebbero portarci a pensare proprio a questa celebrazione, alla cosiddetta Giornata internazionale del bacio, conosciuta anche come “World Kiss Day”. Niente di tutto ciò: le origini sono meno culturali o scientifiche, sociologiche o comunicative. In origine, la data del 13 aprile è stata scelta per ricordare il bacio più lungo della storia: quello tra una coppia thailandese che, durante una competizione, riuscì a baciarsi per 46 ore, 24 minuti e 9 secondi. Qualche anno dopo, il 6 luglio, la stessa coppia batté il proprio record baciandosi per ben 58 ore di fila.
Dunque, da un semplice fatto, quasi scherzoso e goliardico, nacque questa commemorazione alquanto profonda. Senza pensare che dietro a un gesto così semplice e scontato ci sono, oltre all’amore, sicuramente memoria, cultura e anche biologia. Già nell’antica Roma il bacio era regolato da vere e proprie norme sociali: c’era il bacio affettuoso, quello cerimoniale e quello passionale. Anche in altre parti del mondo, come nelle civiltà indo-orientali e persino nell’antica Mesopotamia, il bacio assumeva significati culturali diversi dal nostro, occidentale, come quello inusuale eschimese che consiste nello strofinarsi il naso o la fronte a vicenda. Ma il significato principale resta sempre lo stesso: creare legame e avvicinamento.
Dunque, cos’è il bacio? Il bacio è uno degli atti più semplici ma anche tra i più complessi tra gli esseri umani. È un gesto universale che assume molteplici significati: affetto, desiderio, consolazione, riconciliazione. Può esprimere amicizia, amore, attrazione, ma anche adorazione, rispetto, ammirazione, persino rapporti di superiorità o inferiorità.
Giornata internazionale del bacio, tra arte e costume
Allora quante cose può dire un bacio? Quante forme d’amore può esprimere? L’arte è quella che maggiormente è riuscita a rappresentarlo, anche in chiave allegorica. L’Allegoria dell’Amore di Agnolo Bronzino ne è un esempio: un bacio appena accennato, eppure sensualissimo, tra Eros fanciullo e Venere. Così come il bacio “sospeso” tra Amore e Psiche immortalati da Antonio Canova prima di congiungere le labbra. A fornire l’idea a Jean-Léon Gérôme per il suo Pigmalione e Galatea fu invece Ovidio con le sue Metamorfosi.

Il bacio perfetto venne ricercato anche da Auguste Rodin e Constantin Brancusi, molto più tardi, i quali scolpirono, quasi michelangiolescamente, l’essenza in un unico blocco di marmo. E ancora: l’allegoria dell’amore di Gustav Klimt, il simbolismo animalesco dei corpi aggrovigliati e delle bocche fuse di Pablo Picasso, oppure Marc Chagall che raggiunge la moglie in volo e la bacia. Sono opere che fanno sognare, sì, ma che lasciano anche dentro un profondo senso di benessere e gioia di vivere.
La scienza ci dice addirittura che il bacio accelera il battito cardiaco, attiva diversi muscoli del corpo e aumenta l’ossitocina, riducendo lo stress. Oggi, in un mondo in cui tutto è provvisorio, il bacio dovrebbe assumere un valore ancora più forte: quello di avvicinare le persone, non di allontanarle. Ecco perché il mondo appare sempre più arrabbiato, sempre più in guerra. Un mondo che si odia. Un bacio dovrebbe riportare alla speranza, all’amore, alla fratellanza.
Mai come adesso, quindi, questa giornata dovrebbe servire a riportare ordine in un mondo sempre più caotico e diviso. Il bacio — a mio avviso — dovrebbe trasformarsi in un segnale di pace tra tutti gli esseri umani. Eppure, per qualcuno, continua a essere un bacio di Giuda. Sì, perché il bacio non significa solo amore: a volte significa anche tradimento. Emblematico è quello di Giuda, che usa il bacio come segnale per indicare Gesù ai soldati e farlo arrestare. E oggi, di persone come Giuda — dall’animo avido, cupo e disperato — ce ne sono ancora tante.
D’altronde, anche questo episodio sacro è stato raccontato nell’arte: basti pensare all’affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, dove un Giuda dal volto deformato si avvicina a un Gesù che sembra scrutarne l’anima. Un’immagine antica, ma incredibilmente attuale, capace di rappresentare ciò che il mondo sta vivendo oggi.
Eppure, non basterebbero nemmeno tutti i “baci” del mondo a restituire quella serenità tanto agognata. Quel bacio materno che dona sicurezza e protezione a ogni figlio: è questo che il mondo sembra chiedere. Il 13 aprile è oggi una data che accende i cuori di milioni di persone in tutto il mondo. Le piazze si riempiono di flash mob, dove coppie si scambiano baci sincronizzati al ritmo di canzoni d’amore. Dunque il bacio non è solo un atto d’amore. Mi piace ricordare, infine, la scena de La dolce vita, con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg che si baciano nella Fontana di Trevi: simbolo della bellezza e del divertimento di quegli anni, mitici e indimenticabili.
Celebrare, a volte, significa riconoscere che le cose più importanti sono anche le più semplici. Come questa giornata. Come un bacio: un semplice gesto che non migliora soltanto l’umore, ma che, magicamente, può rendere la nostra esistenza più serena.
Non nascondermi il tuo cuore dalle ingannevoli seppur dolci illusioni, io non chiedo altro che l’ultimo dei segreti trattenuti dalle tue labbra. Condannami pure per aver rubato attimi di affetto dalla tua bocca, ma incantami di baci ancora – Simone Di Matteo
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