Siamo ormai giunti alla conclusione delle tanto attese festività. Da oggi, infatti, torneremo a fare i conti con la quotidianità, ma, al tempo stesso, spero anche che molti di noi, per non dire tutti, possano fare tesoro degli insegnamenti e delle riflessioni che questi giorni, che ci accingiamo a lasciarci alle spalle, sono in grado di trasmetterci. In fondo, si sa, il Natale è un periodo di gioia, amore e condivisione che coinvolge grandi e piccini. Ma cos’è che lo rende così speciale?
Il Natale è un periodo di magia che può stregarci e farci riflettere
La festa del Natale ha origini antiche, legate alla nascita di Gesù Cristo. Tuttavia, nel corso dei secoli, ha assunto connotazioni diverse, diventando un momento di festa e di condivisione per persone di tutte le culture e religioni. I suoi simboli e le sue usanze sono molteplici. Ve ne elencherò qualcuna, perlomeno in relazione ai nostri usi e costumi:
- Albero di Natale: simbolo della festa, decorato con luci e addobbi
- Presepi: rappresentazioni della Natività, con pastori, angeli e la Sacra Famiglia
- Regali: scambi di doni, segno di amore e gratitudine
- Cenone della Vigilia: cena speciale con piatti tipici e familiari
Tutto ciò fa di esso un periodo di magia, dove tutto sembra possibile. Le strade si illuminano, le case si riempiono di decorazioni e l’atmosfera si fa più calda e accogliente. Che beltà, e pensare che a partire da oggi questo sparirà, perlomeno fino al dicembre prossimo! Difatti, si tratta pur sempre di una festa che unisce le persone, creando ricordi indelebili e rafforzando i legami familiari e amicali. È un momento di riflessione, di gratitudine e di speranza per un futuro migliore. Ma non sarebbe più bello e più giusto se questo sentimento si propagasse all’intero anno e non si riducesse ai solo pochi giorni di vacanza a cavallo tra dicembre e gennaio?
Le critiche e la perdita di valori
Il Natale contemporaneo è spesso criticato per la sua enfasi sul consumismo e la superficialità, che può far perdere di vista i valori autentici della festa. La corsa ai regali e agli addobbi sfarzosi può distogliere l’attenzione dalla vera essenza, che è la celebrazione dell’amore, della solidarietà e della condivisione. In effetti, a pensarci bene, la società contemporanea lo ha svuotato del suo significato originale, sostituendolo con figure secolari come Babbo Natale e riducendolo ad un evento commerciale. Inevitabilmente, ciò ha portato ad una perdita di comprensione autentica della festa e ad una enfasi eccessiva sui beni materiali. Per ritrovare il vero spirito, forse, dovremmo riorientarci verso valori più umani e significativi, come, ad esempio, la solidarietà, la condivisione e la sostenibilità. È fondamentale ridurre le aspettative irrealistiche e concentrarsi sulle relazioni umane e sulla gratitudine.
Come riscoprire tali valori?
Innanzitutto, per riscoprire ciò che apparentemente abbiamo perduto, dovremmo prima tenere ben a mente di cosa si tratta e conoscere la maniera più giusta per potercene riappropriare, o più semplicemente, per risvegliare in noi stessi ciò che potrebbe essere stato soltanto soffocato o dimenticato:
- Solidarietà: aiutare chi è in difficoltà e partecipare a iniziative di volontariato
- Condivisione: trascorrere tempo con le persone care e condividere esperienze
- Sostenibilità: adottare pratiche rispettose dell’ambiente e scegliere regali etici riscoprire il vero senso del Natale significa ritrovare la gioia e la magia della festa, concentrandosi sui valori autentici e sulle relazioni umane.
Ecco cosa pensa in merito l’attore, cantante e autore Germano Di Mattia:
“Tanti anni fa, quando ero ancora un giovanissimo cantante, fui chiamato insieme ad altri artisti ad esibirmi in favore dei bambini malati dell’Istituto Tumori, un grande ospedale di Milano. Come ogni anno andai con piacere. Al mio ingresso nel salone del concerto, notai l’immancabile albero di Natale illuminato, sotto i cui lunghi rami vennero posizionati dei pacchetti regalo e tanti panettoni per ognuno dei nostri piccoli invitati. I ragazzi ed i bambini presero posto in platea, arrivavano dalle varie corsie, e noi cercammo di accogliere ognuno di loro con i nostri volti sorridenti.
Durante la mia esibizione, un ragazzino gravemente malato si rivolse a me chiedendomi di cantare ancora una canzone. “Come ti chiami?”, gli chiesi. Mi disse il nome e poi domandò: “Mi farai anche un autografo su una delle tue cartoline?” Lo accontentai con piacere e lo lasciai con una carezza sulla fronte, poi mi congedai dal pubblico, ma mentre uscivo mi fermò e mi disse: “Hey Grazie infinite!” La sua faccia si illuminò con un grande sorriso. Io non dimenticai mai il suo viso, quel ragazzino che aveva perso tutti i capelli, rimase impresso per sempre nel mio cuore come un dono inaspettato.
Quel ragazzino aveva lo spirito del Natale“.
Cos’è lo spirito del Natale? E perché dovremmo mantenerne viva la fiamma tutto l’anno?
Lo spirito del Natale è qualcosa che noi tutti dovremmo avere nel cuore e nella vita di tutti i giorni, non soltanto in questo periodo, ma durante tutto l’anno! Perché quello spirito, cioè colui che nasce a Natale, nasce ogni giorno per chi accoglie nella propria mangiatoia il Cristo interiore, Gesù bambino, il bambino d’oro. Oggi il Natale è diventato una festa capitalistica, fatta di regali inutili e sterili decorazioni. Ma quali doni noi potremmo veramente fare al cielo ed agli altri?
Il primo dono che potremmo fare è il metterci a servizio, mettendo a disposizione tutte le nostre capacità, per renderci un mezzo, un tramite. A seguire, invece, il secondo potrebbe essere l’obbedienza alle leggi universali del divino. In un mondo dove prevalgono egoismo ed avidità, dove i litigi, l’ira e la rabbia albergano nei cuori induriti, rendendo tutti ciechi di fronte alla realtà delle cose, farebbe la differenza. E infine, il terzo potrebbe essere l’amore verso noi stessi, aprirci a quella meravigliosa condizione che ci permette davvero di dispensare il vero amore anche agli altri.
Lì fuori, fuori dalle nostre case calde e tecnologiche, fuori da Facebook e da WhatsApp o Instagram e dai centri commerciali, c’è un mondo impazzito e da rallegrare, azioni buone da compiere, c’è un mondo che soffre e tanto lavoro da fare. Fuori da qui ci sono anime che aspettano, perché hanno sete e fame di una buona parola o forse anche solo di un semplice sorriso.
Lo spirito del Natale secondo Charles Dickens
Charles Dickens, più di altri scrittori, comprese il profondo senso dello spirito del Natale e scrisse:
Sono lo spirito del Natale. Entro nelle case dei poveri e il pallido sguardo dei bimbi si accende di lieto stupore. All’avaro allento la presa della mano, così che può pennellare di luce la sua anima. Nell’anziano ridesto la giovinezza e le allegre risate di un tempo. Nei fanciulli ravvivo l’immaginario del cuore e abbellisco i sonni con sogni intessuti di incanto. Conduco su per scale fatiscenti piedi premurosi carichi di ceste ricolme, che lasciano dietro di sé cuori stupiti per la bontà del mondo.
Induco lo scialacquatore a soffermarsi un momento sulla sconsideratezza del proprio sperpero; al cuore in pena reco la piccola rassicurazione che fa sgorgare lacrime di gioia, che lavano via i segni del dolore. Entro nelle carceri oscure e all’umanità sfregiata ricordo ciò che avrebbe potuto essere, e indico giorni migliori a venire. Entro in punta di piedi nel bianco silenzio degli ospedali, dove labbra troppo deboli per parlare dicono con un fremito la loro gratitudine. In mille modi sospingo un mondo aggravato a guardare nel volto di Dio e per un istante dimenticare ciò che è piccolo e meschino. Sono lo spirito del Natale.
A noi la scelta di riscoprire il canto di Natale, quel canto antico che dimora da sempre dentro ognuno di noi. Dopotutto, è lo spirito del Cristo interiore e di quel bambino d’oro che vive nel cuore di ciascun uomo, quel “niño doctor” che lenisce e guarisce tutte le nostre ferite. Buon anno!
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