Il concetto di ikigai si riferisce alla sensazione di vivere una vita ricca di significato, che valga la pena di essere vissuta
C’è un posto, nel mondo, dove le persone vivono più a lungo. Lì, la concentrazione di ultracentenari è altissima. Ma mica sono allettati, con demenza senile, fermi in un angolo: no, nell’isola di Okinawa – Giappone – gli anziani tengono alte le loro aspettative di vita facendo di tutto, ma proprio di tutto. Ed ecco che c’è chi va in bicicletta, chi ha l’orto – che coltiva con amore e dedizione come cinquant’anni fa – e chi più ne ha, ne metta. Cosa li rende così diversi? Così attivi? Cosa dà loro l’energia di continuare, di alzarsi ogni giorno con entusiasmo? Be’, il proprio ikigai. È un concetto che in Giappone conoscono tutti e raramente qualcuno non lo sposa. Bettina Lemke ne parla in “IKIGAI. Il metodo giapponese: trovare il senso della vita per essere felici”.
L’ikigai e la ricerca di esso
Ma cos’è, in parole povere, l’ikigai? Altro non è che la propria ragione d’essere, quel che ci rende contenti di alzarci ogni mattina. Quando si trova, si ha la consapevolezza di vivere un’esistenza piena, bella, colma di tutto quello che desideriamo. E no, non perfetta, che la perfezione non esiste ed è un’invenzione cinematografica. È quel qualcosa che ti dice: ehi, stai rincorrendo il tuo obiettivo, quello per cui sei nato, che ti rende felice. Quindi, la tua vita ha un senso. A quanto pare, le persone che individuano il proprio ikigai sono quelle che alla fine della fiera sono più contente generalmente, che prendono la vita meglio. Che sono meno stressate, perché le giornate sono scandite da quello che è l’obiettivo della vita.
Quanto è importante liberarsi dello stress e perseguire i propri sogni?
Ma come si trova? Sembra facile, eh, ma non lo è… è un lavoro su se stessi, che va fatto con certosina minuzia. Scavare dentro il proprio cuore, trovare le cose nascoste. Cosa ci fa sentire bene, ma bene per davvero? Cosa riempie l’anima di gioia? E allora, allontaniamo lo stress e chiediamoci cosa dà un perché a ogni nuova alba. A cosa siamo grati, quando arriva il tramonto? “In ogni caso, qualunque sia il nostro modo di vivere, il senso di appartenenza a una comunità è uno dei pilastri dell’ikigai.”
Una guida assolutamente ben fatta per trovare il nostro io interiore
Questo libro è una guida fantastica per scoprire il proprio ikigai. Ci sono tantissimi esercizi, da fare con calma, schiena poggiata e mente sgombra. È completo, ma non noioso. Ogni capitolo avvicina all’obiettivo, ogni parte è importante. Quella sulla gratitudine l’ho trovata molto bella, anche perché spesso ci dimentichiamo quanto sia importante essere grati per le nostre fortune.
“Chi esprime gratitudine si apre alla vita e al senso della propria esistenza e così facendo crea i presupposti di una gioia autentica e duratura.”. Gli esercizi fanno capire cosa ci rende felici e passa in rassegna tutta la nostra vita.
Consigliatissimo!
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Rotte Letterarie”, potete recuperarle -> QUI <-
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