L’ultima novità sul caso di Garlasco è la recente dichiarazione che il consulente dei Poggi, Dario Radaelli, ha rilasciato pubblicamente e in cui ha lasciato intendere di avere intrapreso da tempo un’indagine parallela per conto dei suoi assistiti allo scopo di affermare e accertare definitivamente che Alberto Stasi sia l’unico e solo responsabile dell’omicidio di Chiara, a conferma della condanna espressa in passato, inserendo anche elementi legati a presunte chat pornografiche delle quali la vittima sarebbe stata a conoscenza. Ciò nonostante, non posso fare a meno di interrogarmi sul perché di un’indagine parallela. Chissà, forse il motivo potrebbe essere una sfiducia nei confronti della Procura di Milano, impegnata ufficialmente nelle indagini e nella revisione del processo.
Benché debbano soltanto che essere contenti delle indagini per stanare, qualora le sentenze precedenti si rivelassero erronee, il vero assassino della loro amata figlia, i Poggi si sono dimostrati sin dall’inizio restii nei confronti della riapertura del caso. La loro unica volontà, perlomeno dal mio punto di vista, pare sia quella di affermare nuovamente che Stasi sia il colpevole punto e basta.
La giustizia non consiste nell’essere neutrali tra il giusto e l’ingiusto, ma nel trovare il giusto e difenderlo— Theodore Roosevelt
Le ultime novità sul caso di Garlasco
Alla luce di tutto ciò, il consulente dei Poggi avrebbe avanzato come prove alcuni oggetti e resti alimentari, reperti della vecchia indagine, oltre ad alcuni indumenti che Chiara indossava quella tragica mattina. Sulla base di questo, sembrerebbe che, secondo il consulente, Alberto e Chiara avessero fatto colazione insieme, prima dell’omicidio. Tuttavia, tale ricostruzione viene drasticamente smentita da precedenti risultati delle indagini della procura di Milano, in quanto i periti informatici hanno confermato senza dubbio alcuno che il giorno in cui venne uccisa aveva usato il computer esclusivamente per lavorare alla tesi del fidanzato.
Quella mattina, infatti, il ragazzo era casa di lei da ore e, dopo aver portato fuori il cane, si era messo a lavorare anche lui alla tesi. Il tutto, naturalmente, comprovato dagli orari di attività ricavati dal pc che, a loro volta, confermano la presenza di Stasi in casa di Chiara nel momento in cui quest’ultima fu assassinata.
Ho voluto iniziare con questa novità rilasciata dal consulente dei Poggi, perché trovo che sia centrale, in quanto ipotizza il movente attribuendo la responsabilità a Stasi. Ma questa rappresentazione è molto debole e soprattutto in completo contrasto con i risultati ufficiali comunicati dalla Procura di Milano, che scagionerebbero Stasi.
Errori che hanno rallentato le indagini?
Gli errori nella prima indagine del 2007 sono stati parecchi e diversi tra di loro, tra depistaggi e sottovalutazione di prove, reperti voluti e studiati per non fare individuare i veri responsabili di questo orrendo delitto. Questo ha rallentato le indagini, oltre a non permettere in tempi brevi l’individuazione rapida e soprattutto certa del colpevole.
Per non parlare della recente intervista a Verissimo di Andrea Sempio, dove, a fine intervista, ha affermato che secondo lui Stasi rimane il solo, vero e unico colpevole. Insomma, l’affondo finale di un’intervista che, a mio avviso, non ha convinto per nulla! Per carità, ci sono ancora gli ultimi esami di laboratorio e scientifici, tramite tecniche e strumentazioni all’avanguardia, da svolgere per potere chiudere le analisi intraprese. Mi auguro soltanto che gli sforzi fatti dalle procure ci restituiscano (non solo a noi, ma anche (e soprattutto) ai genitori di Chiara) la più assoluta verità!
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Nuovo Millennio”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Leggi anche:
Aurora Livoli: l’ennesima vita spezzata tra fragilità, silenzi e violenza senza volto – L’Opinione
Tatiana Tramacere: quando la ricerca di visibilità diventa un pericolo reale – L’Opinione
Strage di Crans-Montana: una tragedia annunciata ed evitabile? – L’Opinione
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

[…] Il caso di Garlasco: tra indagini parallele e riaperture, il delitto continua a far discutere –… […]