Nella giornata di ieri, genitori, parenti e amici hanno celebrato a Milano, Roma e Bologna i funerali delle vittime italiane della strage avvenuta nella prestigiosa località svizzera di Crans-Montana, nella notte di Capodanno. I ragazzi italiani che hanno perso la vita sono Achille, Chiara, Emanuele, Giovanni, Riccardo e Sofia: giovanissimi, tutti minorenni. Vite spezzate proprio nel momento in cui iniziavano a progettare il futuro, coltivando sogni e speranze.
È doveroso ricordare che altri 11 ragazzi, rimasti feriti nella stessa tragedia, sono attualmente ricoverati in condizioni gravissime presso il Reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, dove lottano per sopravvivere. I medici e il personale sanitario, senza sosta, si stanno prodigando giorno e notte con cure e interventi continui.
Un tragico Capodanno a Crans-Montana
Nelle prime ore del mattino del 1° gennaio, attraverso telegiornali e social network, l’opinione pubblica è stata informata dell’incendio scoppiato a Crans nel locale Constellation. Fin da subito è apparso chiaro l’elevato numero di feriti con ustioni gravissime e, purtroppo, il ritrovamento dei primi corpi senza vita, sia all’interno che all’esterno del locale, dopo l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco.

Particolarmente drammatici sono i video girati dagli stessi ragazzi all’interno della discoteca. Le immagini mostrano il momento in cui il rivestimento del soffitto, non ignifugo e installato esclusivamente per l’isolamento acustico, inizia a prendere fuoco. Da quei filmati emerge una evidente sottovalutazione del pericolo da parte dei presenti, quasi tutti minorenni: nonostante l’incendio fosse già visibile, molti continuavano a ballare e a riprendere la scena, mentre dallo staff non arrivava alcun ordine di evacuazione e la musica proseguiva.
La tragedia più grande non è l’errore, ma l’indifferenza verso le conseguenze — Hannah Arendt
Circa un’ora e mezza dopo la mezzanotte, una delle cosiddette candele pirotecniche posizionate sulle bottiglie di spumante ha toccato il rivestimento del soffitto, che ha preso fuoco in pochi secondi, essendo composto da materiale plastico altamente infiammabile. Questo materiale ha agito da vero e proprio catalizzatore, favorendo una rapidissima propagazione delle fiamme e dando origine a quello che in termini tecnici viene definito flashover: l’incendio ha raggiunto i condotti di aerazione, rendendo impossibile l’evacuazione del locale.
Il locale era a norma?
Nel locale non era presente alcun sistema antincendio funzionante, né estintori adeguati. Le uscite di sicurezza erano praticamente inesistenti: l’unica indicata coincideva con la scala che collegava la discoteca al piano terra, ovvero la stessa utilizzata come ingresso. Scala che, peraltro, in origine era molto più ampia ma che, a seguito di precedenti lavori di ristrutturazione, era stata notevolmente ristretta dai gestori, causando un collo di bottiglia fatale nel momento in cui i ragazzi hanno tentato di mettersi in salvo. Inoltre, il locale ospitava un numero di persone di gran lunga superiore alla capienza massima consentita.
Di fatto, il Constellation non possedeva i requisiti minimi per poter operare. Ci si chiede come sia stato possibile che, proprio in una località svizzera così rinomata, non siano stati effettuati i controlli di sicurezza previsti con cadenza annuale. Secondo quanto dichiarato dal sindaco, l’ultimo controllo di idoneità risalirebbe addirittura a cinque anni fa, mentre altri locali della zona risultavano regolarmente ispezionati.
I proprietari del Constellation
I gestori del locale, Jacques Moretti e la moglie Jessica, originari della Corsica, risultano avere in gestione altri locali in Svizzera e uno in Costa Azzurra. Da recenti inchieste giornalistiche emerge, inoltre, che il signor Moretti, in passato, avrebbe avuto procedimenti giudiziari per sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona, per i quali avrebbe già scontato una pena detentiva.
Nel 2015 i coniugi Moretti subentrano nella gestione del Constellation, inizialmente bar-caffetteria. Successivamente, pare senza le necessarie autorizzazioni, aprirono una discoteca nel piano interrato, originariamente concepito come bunker antiatomico. Alla luce di tutto ciò, appare incomprensibile come, dopo il tragico evento di Capodanno, non si sia proceduto immediatamente al fermo dei gestori.
Mancati controlli e trattamenti di favore?
Si fa strada il sospetto che alcuni tecnici comunali, responsabili dei controlli e del rilascio dei permessi, abbiano riservato un trattamento di favore ai gestori. L’inchiesta è in corso e coinvolgerà tutte le persone direttamente e indirettamente responsabili. Le conseguenze penali potrebbero essere gravissime, con pene detentive significative, sanzioni economiche rilevanti e richieste di risarcimenti milionari da parte delle famiglie delle vittime. Parallelamente, si è aperto anche un procedimento giudiziario in Francia per le vittime di cittadinanza francese.
Alla luce della gravità dei fatti, molti si aspettavano le dimissioni del sindaco di Crans, ma al moment ancora nulla.
Quella di Crans appare come una tragedia annunciata, il risultato di una catena di omissioni, superficialità e avidità. I gestori hanno anteposto il profitto alla sicurezza, dimostrando una totale mancanza di responsabilità e di coscienza, mettendo a rischio – e distruggendo – vite umane.
La responsabilità genitoriale
Accanto alle responsabilità penali, amministrative e morali di chi gestiva il locale e di chi avrebbe dovuto vigilare, non può essere ignorato anche il tema della responsabilità genitoriale. Ragazzi così giovani si trovavano all’estero, di notte, in una discoteca sovraffollata, in un contesto potenzialmente pericoloso. Senza alcuna colpa verso chi ha perso la vita, è necessario interrogarsi sul ruolo degli adulti: accompagnare i figli verso l’autonomia significa anche vigilare, informarsi, porre limiti e pretendere garanzie di sicurezza. Solo attraverso una responsabilità condivisa, istituzionale, professionale e familiare, si può sperare di evitare che tragedie come questa si ripetano!
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