Non possiamo mai sapere cosa ci aspetta, ma ogni tramonto porta con sé la promessa di un’alba
Sono queste le parole con cui, spesso e volentieri, siamo abituati a consolarci di fronte ad un fallimento, nella speranza, che il più delle volte si rivela vana, che in futuro le cose non possano far altro che migliorare. E chissà, magari è proprio ciò che avranno fatto quelli di Canale 5 che, dopo la tanto attesa chiusura (perlomeno da me) di The Couple, hanno ben pensato di “salvare il salvabile” con la messa in onda della nuova edizione de L’isola dei Pietosi, pardon, Famosi, riuscendo solamente ad apporre una toppa che, per certi versi, è ben peggiore del buco!
A condurre il timone di una nave che sembra essere destinata alla deriva c’è la giornalista Veronica Gentili che, con lucidità e grande carisma, cerca in ogni modo di risollevare le sorti di un format che ormai, trattandosi di un’isola, da un po’ di tempo imbarcava acqua da tutte le parti. Ora, non starò qui a dilungarmi su tutto quello che poteva valer la pena, ma poi ha finito inevitabilmente per farla. Dopotutto, e fortunatamente, di Dilette Leotte non se ne vedono troppe in giro. Quello che ogni anno, però, mi lascia perplesso è la scelta dei naufraghi o isolani, chiamateli come vi pare.
Il dulcis in fundo dell’Isola dei Famosi: ma chi li conosce?
Dei venti concorrenti sono ben pochi quelli davvero noti al grande pubblico e comunque, tralasciando la notorietà, alcuni dovrebbero ringraziare soltanto le proprie miserie se li conosce qualcuno all’infuori della madre che li ha partoriti, perché se il mare dell’Honduras potesse parlare, probabilmente li destinerebbe a nuotare senza sosta tra le acque salmastre del Litorale Flegreo.
Destreggiarsi fra scogli, mosquitos, temperature insostenibili, sfide all’ultimo grido (di noia per i telespettatori soprattutto) e la fame (di gloria specialmente) è un conto, ma dover avere a che fare pure con Mario Adinolfi non deve essere di certo una passeggiata. Per uno abituato a dispensare dogmi dal proprio salotto di casa neanche fosse il promotore di un nuovo proibizionismo moderno, la vita proibitiva del reality show non rappresenta forse la pena di contrappasso più laica che abbia mai affrontato?
Mario Adinolfi: beata coerenza, questa sconosciuta!
Profeta del “no”, arcivescovo auto-proclamato del Popolo della Famiglia, uomo che sogna un’Italia a colori, purché non ci siano altre sfumature ad eccezione del bianco e del nero perché, si sa, gli arcobaleni restano per lui devianze ideologiche da curare con laute preghiere. Dall’alto di quel piedistallo che solo la sua mente poteva ideare, ha condannato tutto ciò che non rientra nella sua idea di “ordine naturale”: aborto, unioni civili, adozioni gay, gender, femminismo, la pizza con l’ananas e persino l’Isola stessa, ergendosi a difensore del “si stava meglio quando c’era la colpa” e atteggiandosi a Don Chisciotte dalla moralità a senso unico.
Perché se in passato, parafrasando le sue dichiarazioni, Dio aveva “deriso la cretineria degli umani facendo saltare la prima puntata dell’Isola dei Famosi“, oggi, quel medesimo Dio, deve aver deciso di ridere delle sorti di uno dei suoi più fervidi paladini in Terra, nemmeno fosse il secondo figlio reincarnato di cui nessuno era a conoscenza, catapultandolo in quello che egli per primo definiva orgogliosamente un covo di ignoranza dilagante. Chissà se tra una prova ricompensa e una discussione sulle porzioni di riso, troverà il tempo di spiegare a qualche naufrago che due uomini che si amano sono una minaccia all’ordine mondiale. O che ne so, che una donna che abortisce è da rieducare a suon di Ave Maria.
Insomma, di cose da commemorare ce ne sarebbero molte, ma la sola degna di nota in queste prime due puntata è stata sicuramente il gesto di Loredana Cannata. W Loredana!
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