Di recente un DDL firmato Forza Italia è approdato in Senato: la proposta del partito sarebbe quella di mettere le mani sul mondo del sex-work e abrogare la Legge Merlin. Stando ai promotori infatti, la norma sarebbe ormai superata e inadeguata ad affrontare le complesse realtà sociali e sanitarie legate al fenomeno oggigiorno. Ma quali sono le implicazioni di tale proposta? Andiamo ad analizzare meglio di cosa si tratta!
La legge dello Stato non deve tollerare il traffico della donna – Lina Merlin
L’approvazione della Legge Merlin
Risalente al 1958 e voluta fortemente dalla senatrice Lina Merlin, la legge impose l’immediata chiusura delle case di tolleranza e introdusse i reati di sfruttamento e favoreggiamento nell’ambito della prostituzione. Difatti ne abolì la regolamentazione, poiché la legge non riconosceva come reato la prostituzione in sé , ma il suo sfruttamento. Nonostante questa norma abbia segnato un importante passo verso l’emancipazione femminile, ne seguì un acceso dibattito, che con l’abrogazione della legge potrebbe riaprirsi.
Il disegno di legge
La proposta di Claudio Fazzone e di Forza Italia, già depositata in Senato, è quella di abrogare del tutto la legge, con direttive molto chiare:
– Introdurre un sistema autorizzattivo rigoroso per le case chiuse, le quali dovranno rispondere a severi standard igienico sanitari, oltre a garantire contratti in regola e tracciabilità dei pagamenti.
– saranno garantite visite mediche di controllo periodicamente ad ogni lavoratore.
– l’età minima è fissata a 21 anni.
– i sex- workers dovranno essere muniti di partita iva ed essere iscritti ad un apposito albo professionale.
– divieto assoluto di esercitare per strada
– saranno puniti con quattro anni di reclusione e 100mila euro di sanzione i gestori sprovvisti di permessi, con aggravante fino a dodici anni di carcere e 400mila euro in caso di sfruttamento o di dipendenti minori.
I pro
Trovo diversi vantaggi in questa proposta, a partire dalla tutela dei sex-workers che sembra essere prioritaria, sia da un punto di vista sanitario che dall’aspetto economico e burocratico. I periodici controlli medici preverrebbero numerose epidemie di malattie veneree, epidemie che scoppiarono subito dopo l’entrata in vigore della legge Merlin.
Inoltre quest’iniziativa toglierebbe soldi al monopolio della criminalità organizzata e al mercato nero. È importante ricordare infine, che altri paesi europei quali Germania e Paesi Bassi, hanno adotato queste norme, e sembrerebbe funzionare.
I contro
Tuttavia ci sono diverse falle in questo sistema che non bisogna ignorare: più persone in difficoltà economica sarebbero incentivate a fare questo mestiere malgrado non si sentano pronte psicologicamente e fisicamente. Per di più normalizzeremmo la mercificazione delle persone, annullando l’individuo. Il confine tra scelta o coercizione è estremamente sottile, e prevedo difficoltà a garantire libero arbitrio e pari dignità in un settore dove spesso dominano prevaricazioni fisiche ed economiche.
Per quello che concerne l’aspetto burocratico, servirebbe tutta una serie di nuove leggi per regolamentare le strutture, tutelare i lavoratori ed evitare lo sfruttamento sotto copertura. Infine aumenterebbe notevolmente il turismo sessuale e insorgerebbe un dibattito sull’utilizzo delle tasse pubbliche, impiegate per sostentare queste attività.
Perciò, cosa fare?
La proposta è ancora da valutarsi naturalmente, e non mi sbilancio a prendere una posizione definitiva senza avere maggiori informazioni su come quest’iniziativa verrebbe concretizzata nell’effettivo. Tuttavia mi sento di dire che se da una parte il ddl potrebbe rappresentare una svolta per più di 75mila persone coinvolte nel sex-work, dall’altra la proposta mi puzza dello sfruttamento che tanto condanniamo.
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