Ombre e robot: la distopia di Melanie Francesca ne “La Carne dell’Eternità”

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“La Carne dell’Eternità”, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, è un’opera di Melanie Francesca che esplora il confine tra realismo e fantasy. Questo libro illustrato, in uscita dal 9 marzo, con presentazione alle 18:00 presso la Libreria Bocca di Milano, si presenta come una favola per adulti dove i disegni si integrano con una narrazione ambientata in un futuro distopico, dove gli spiriti si incarnano nei robot.

Copertina del libro/Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Melanie riesce a trasformare la filosofia in una narrazione avvincente, usando un linguaggio visivo e cinematografico. In un futuro distopico e indefinito, gli spiriti disincarnati, da secoli in cerca di un corpo umano per rivivere l’esperienza terrena, trovano rifugio nei robot.

L’autrice è un “prisma in moto perpetuo” che sorprende e attrae il lettore con la sua scrittura potente -Barbara Alberti

La trama dell’opera di Melanie Francesca

Horus, un antico spirito egiziano, abita in un automa chiamato Caroline, ma si rende conto che, nonostante la loro raffinatezza i sensi metallici non possono eguagliare la profondità del sentire umano. Intrappolato in una zona segreta di un centro militare dove si svolgono esperimenti biotecnologici e rituali sciamanici, Horus incontra Alicia, un’immortale destinata al sacrificio. Si innamora di lei e ne racconta la vita, dall’infanzia medievale alla trasformazione in vampiro.

I limiti dell’essere umano e il parere dell’autrice

La narrazione, ricca di grazia, esplora come Alicia collezioni vittime nel corso dei secoli. In un mondo dove la felicità è soffocata dal cerebralismo, Horus invoca potenze angeliche per salvare Alicia dalla sua dannazione, mentre lei scopre che il suo cammino è ancora lungo. Il libro, nel quale sono presenti le opere della scrittrice, ci guida attraverso le avventure di una creatura mezza donna e mezza sirena, esplora i limiti dell’amore umano e il percorso verso l’evoluzione.

Melanie, come ha concepito “La Carne dell’Eternità” per intrecciare illustrazioni vivide e narrazione in un futuro distopico, dove Horus – spirito egiziano in un robot – scopre i limiti dei sensi metallici rispetto all’esperienza umana?

Oggi viviamo in un’epoca di trasformazione radicale alle soglie del transumanesimo e della singularity. Chi ha letto Ray Kurzweil o solo ascoltato I suoi video, ne vede quasi gli aspetti positivi nel senso del progresso in quanto guarigione di malattie, longevità, impianti di microchip che rendano l’uomo un semi superuomo. Ma poi basta pensare a ben Goerzel e alle sue previsioni sulla singularity quando cioè le macchine prenderanno il sopravvento sull’essere umano, per cominciare a spaventarci.

Ed è qui che subentro io con il mio libro e vado addirittura oltre: non mi fermo al fatto che il corpo umano sarà una semplice base organica in cui innestare ottimizzazioni tecnologiche per aumentarne le performance, ma mi affaccio sull’altro mondo.

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è tramite l’ignoranza che possiamo risolverli —Isaac Asimov 

Ma qual è, concretamente, il mondo di cui parla?

Il mondo che appartiene alla religione da millenni e nel futuro sarà sempre meno separato da noi, vista la nostra evoluzione tecnologica. Parlo del mondo degli spiriti disincarnati, stanchi di rincorrere l’essere umano per cercare di succhiarne l’energia attraverso l’assorbimento delle sue emozioni, positive o negative che siano, entreranno direttamente nei robot per avere un corpo. E questa visione inedita-nessuno finora ha parlato di spiriti immateriali che si incarnano nei robot-è, ovviamente, un’ipotesi ma, visto il confine sempre più labile tra la vita fisica e l’oltreterreno, tra la realtà e il surreale altrettanto reale del web, ad esempio, vista la caduta delle barriere tra I mondi, credo che sia una visione realistica.

E quindi Horus si incarna in Caroline sperando che, come dice Kurzqweil, i robot abbiano sentimenti ed emozioni. Invece niente, è un tradimento. E rimane deluso.

Melanie Francesca/Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

In che modo esplora nei suoi personaggi come Alicia – immortale vampira dal Medioevo – i confini tra amore umano, cerebralismo e evoluzione, tra rituali sciamanici e potenze angeliche?

Per gli sciamani gli spiriti sono reali. Per curare malattie entrano nei sogni con la persona da curare e vanno a cercare il pezzo di anima mancante, quello che la persona ha perso, a un certo punto della sua vita, cadendo in malattia. Si potrebbe definire modernamente il buco di un trauma nella tessitura delicata della nostra storia personale, ma il linguaggio sciamanico è fortissimo perchè parla all’inconscio, che è l’unica maniera che l’essere umano ha di cambiare la visione della vita e quindi guarire.

Come si parla all’inconscio?

All’inconscio non si parla con il cervello, ma con il cuore, in modo artistico: lo sciamano è un’artista che crea mondi, allo stesso modo in cui un regista ci fa volare in mondi sconosciuti. Ecco perchè ho scelto un modo di raccontare una verità filosofica, quella del transumanesimo e della singularity attraverso la poesia di un racconto illustrato: voglio che il lettore faccia un’esperienza vera e I disegni aiutano.

Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Voglio che capisca che la nostra carne in quanto esseri umani è la nostra salvezza e che I robot non saranno mai come noi. E se noi ragioniamo con il cervello e abbiamo reazioni fisiologiche automatiche come un robot, questo non vuol dire che I robot con le stesse reazioni indotte saranno come noi.

E questo si vede bene nel fatto che nei rituali che avvengono nelle sette ipotetiche di alti poteri oscuri che governano il mondo la religione è morta per il resto del Pianeta. Qui, invece, è ben viva e praticata come magia. Perchè chi governa sa bene che il potere vero deve essere associato alla magia e alla passione della carne per funzionare.

E I rituali sessuali che avvengono nel libro servono ad alimentare una casta dominatrice assetata di potere, ma resa fredda e calcolatrice come una macchina da potere stesso. Mentre si è uccisa la Chiesa perchè troppo potente, la magia resta in queste sette.

Ed è un messaggio potentissimo che ci avverte di non dimenticarci che siamo carne e spirito, e che lo spirito senza la carne è niente. Invece oggi ci vogliono trasformare in automi celebrali che non credono più nè alla forza della carne, nè a quella dello spirito. E Horus e Alicia ci ricordano tutti e due gli aspetti.

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Giornalista, Blogger, Autrice SIAE, Ufficio Stampa, esperta di cultura e comunicazione, con oltre 20 anni di esperienza nel settore della carta stampata, del web, della radio e della tv. Founder di Studio Lovatelli, è autrice di un docufilm, ha diretto e dirige alcuni magazine online. Rappresentante di Interessi Camera Deputati ed è socio fondatore dell’Associazione Mai Più Solo ODV ETS

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