Il potere tende a corrompere, e il potere assoluto corrompe assolutamente — Lord Acton
Questa settimana, lo ammetto, avrei voluto parlare d’altro. Mi sarebbe piaciuto tanto esprimermi sui siparietti, al limite del tragicomico, di Paola Caruso all’interno della casa del Grande Fratello Vip, roba da far rimpiangere la bionda svampita che abbiamo imparato a conoscere negli studi di Avanti, un altro! Oppure, avrei volentieri speso due parole sull’ennesima carrellata di minacce all’Iran e al resto del mondo da parte di Donald Trump, il quale sembra vedere minacce e fregature ovunque nemmeno fosse un Don Chisciotte qualunque alle prese con i mulini a vento. E ancora, mi sarei soffermato sulle passerelle della premier Giorgia Meloni sui tappeti d’Oriente che farebbero impallidire persino Miranda Priestley.
E invece, alla fine, ecco che mi ritrovo a commemorare, più che a commentare, l’ultima (di una lunga lista ancora non terminata) prodezza vaticana e del nostro Sommo Pontefice Leone XIV, per il quale la misericordia pare essere un privilegio che in pochi possono davvero permettersi!
Quando misericordia e perdono hanno due pesi e due misure!
Di recente, infatti, il Papa ha inviato un messaggio di sostegno alla Chiesa francese. E fin qui, per carità, non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che le sue parole morbide e il suo tono rassicurante fossero rivolti niente meno che a chi, più di chiunque altro, non se li meriterebbe affatto. Certo, nessuno vuole negare pietà e misericordia a nessuno, sarebbe quasi blasfemo, eppure il nostro odiatamatissimo Leone, direttamente e comodamente dal proprio Soglio Pontificio, avrebbe una buona parola per tutti, tranne che per coloro che, in realtà, ne avrebbero davvero bisogno!
Perché, diciamocelo, se tutto è perdonabile, allora niente è davvero imperdonabile. E se niente è imperdonabile, allora la distinzione tra colpa e responsabilità diventa un dettaglio che i più possono facilmente (forse troppo) trascurare. Non a caso, il Capo della Chiesa ha di recente invitato a non escludere i sacerdoti colpevoli di abusi dalla misericordia. Il che, intendiamoci, potrebbe essere perfino giusto nell’ottica di pensiero cristiana. Ciò nonostante, perché se per coloro che si sono macchiati di colpe disumane (o inumane, fate voi) può esserci possibilità di redenzione, mentre, non so, gli animali, quelle creature del creato che Dio chiese a Noè di salvare dalla famosissima alluvione, continuano ad essere considerati, da quella stessa Chiesa, come esseri che bisogna necessariamente relegare alla loro dimensione? E menomale che il Vescovo di Roma porta pure il nome di uno di loro!
Redenzione per gli abusatori, ma la giustizia per le vittime che fine fa?
Per non parlare delle vittime di suddetti abusi, che ricevono sempre attenzioni e quasi mai giustizia. Ma non sarà che, anziché fare chiarezza, alla Santa Sede interessi maggiormente evitare di collezionare l’ennesima brutta figura?! Che poi, in questo caso l’intento non sarebbe neanche troppo riuscito visto che la toppa è peggiore del buco! Niente condanne nette, alcuna enfasi sulla necessità di allontanare definitivamente chi ha abusato e nessun accenno ad una linea invalicabile. Nel frattempo, però, chi ha subito rimane lì o alle volte, come nel caso tristemente noto di Emanuela Orlandi, non ha più la possibilità di fare neppure quello!
Certo, qualcuno dirà che si tratta di continuità e che, in fondo, dovremmo aspettarcelo perché la Chiesa non cambia mai. Ma intanto le vicende poco chiare si trascinano per anni, i processi non partono e le decisioni, specie quelle drastiche ed esemplari, puntualmente non arrivano. Anche perché, non so cosa ne pensiate voi, ma a mio avviso chi è stato vittima di abusi ha bisogno di risposte, forti se necessarie. Suo malgrado, al contrario, si ritrova dinanzi ad un sistema che sembra più preoccupato di salvare se stesso che di affrontare fino in fondo ciò che è accaduto.
E così, ciò che resta è soltanto una misericordia selettiva, generosa con chi ha sbagliato e timida con chi ha sofferto. Il tutto mentre noi siamo qui a chiedere e a chiederci dove sia veramente la giustizia, quando la sola ed unica priorità pare essere quella di pararsi il c*ulo e ripulirsi la faccia?
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