A cura di Giacomo D’Ambrosio
Il cinema è l’arte di far sembrare la vita più interessante di quanto non sia — François Truffaut
Per la prima volta nessun film italiano è presente nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2026. Non solo in concorso ma nemmeno nelle sezioni parallele. Un’assenza questa a dir poco grave e che cade nell’anno in cui il settore cinematografico è in piena protesta per i finanziamenti governativi. Ma sarà questo il vero e unico motivo?
Tra finanziamenti, talento e visibilità: il nodo irrisolto del cinema italiano a Cannes 2026
La 79ma edizione della rassegna cinematografica francese che si terrà dal 12 al 23 maggio prossimo non vedrà presente quindi il cinema italiano. L’unico a rappresentare il nostro Paese, se così si può dire, sarà lo scrittore Erri De Luca, quindi un non attore, che ha una piccola parte nel film francese La Vie d’une Femme di Charline Bourgeois-Tacquet. Ma questo non basta a giustificare l’assenza perché l’Italia e il suo cinema è sempre stata fonte d’ispirazione al cinema mondiale, se parliamo di Neorealismo come di commedia all’italiana.
Che fine hanno fatto quindi i vari registi e i vari attori italiani blasonati e super pagati (sempre gli stessi a dire il vero) che facevano a gara per andare alla Croisette, come pure a Venezia o al David di Donatello, dove le giurie italiane sono sempre generose con tutti, finanche con il “cinema eschimese”. Quindi sarà colpa soltanto dei finanziamenti che si danno agli amici degli amici (come poi è sempre accaduto) di qualsiasi politico di turno, di destra o di sinistra che sia, oppure i nostri “bravi” registi e i nostri “bravi” attori e attrici, sono a corto di ispirazioni e di interpretazioni?
Cultura e arte non devono avere colore politico!
È questa la domanda che dobbiamo porci, soprattutto dovrebbero porsela gli addetti ai lavori, perché la cultura e così pure la Settima Arte non dovrebbe avere alcun colore politico. E così facendo purtroppo viene penalizzato e fatto fuori quasi sempre chi non ha nessuna protezione politica. Purtroppo è così!
Allora l’Italia sta perdendo peso internazionale per il suo cinema? Così a Cannes? Tra delusione e rabbia, c’è chi guarda al futuro guardando al passato, a quel 1946, quando nacque la kermesse cinematografica francese, e alla Palma d’Oro assegnata a Roma città aperta il film di Roberto Rosselini, oppure all’ultimo, quello del 2001, l’ultimo film premiato, La stanza del figlio di Nanni Moretti. Venticinque anni a bocca asciutta non sono pochi!
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