Gina Lollobrigida, quando nemmeno la morte può affievolire lo splendore della donna più bella del mondo

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Gina Lollobrigida

Anche se Gina Lollobrigida ci ha lasciati nel gennaio del 2023, il giorno del suo compleanno, il 4 luglio, rimane un’occasione preziosa per ricordare una delle personalità più luminose e complete del panorama culturale italiano. Diva del cinema, artista dallo spirito libero e donna dalla forza ineguagliabile, “La Lollo” ha lasciato un segno indelebile nel cuore del pubblico, in Italia e nel mondo.

Ho sempre avuto una grande voglia di vivere, di fare, di scoprire. Non mi sono mai accontentata di essere solo un’attrice – Gina Lollobrigida

Successi e traguardi dell’immortale Gina Lollobrigida

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Nata a Subiaco nel 1927, Gina Lollobrigida iniziò la sua carriera nel mondo dello spettacolo come modella e partecipante a concorsi di bellezza, conquistando presto l’attenzione dei registi per la sua bellezza mediterranea e la sua presenza scenica magnetica. Fu con Pane, amore e fantasia (1953), diretta da Luigi Comencini, che Gina si impose come simbolo del cinema italiano del dopoguerra: nei panni della “Bersagliera”, accanto a Vittorio De Sica, incarnò l’anima popolare, fiera e sensuale di un’Italia in ricostruzione.

Il successo continuò con Pane, amore e gelosia e numerosi altri film che le valsero premi e riconoscimenti, tra cui il Nastro d’Argento e il David di Donatello. Ma Gina non si fermò ai confini nazionali. Negli anni ’50 e ’60, la sua carriera decollò anche a livello internazionale: a Hollywood recitò in pellicole come Trapezio (1956) di Carol Reed, Il gobbo di Notre-Dame (1956), dove fu una struggente Esmeralda, e Salomone e la regina di Saba (1959) con Yul Brynner (L’attore sostituì Tyrone Power che morì a causa di un infarto durante le riprese). Collaborò con registi del calibro di John Huston e King Vidor e divise la scena con attori leggendari come Humphrey Bogart, Frank Sinatra e Tony Curtis.

Le interpretazioni più celebrate

Tra le interpretazioni più celebrate della Lollobrigida figura quella nel film La donna più bella del mondo (1955), diretto da Robert Z. Leonard. Il film narra la vita della leggendaria soprano e attrice italiana Lina Cavalieri (1874-1944), simbolo di bellezza e talento all’inizio del Novecento. La Lollobrigida, nei panni della Cavalieri, offrì una delle sue prove più complete non solo come attrice drammatica, ma anche come cantante lirica. Per il ruolo, infatti, si cimentò in brani operistici dimostrando sorprendenti doti da soprano. La sua voce, allenata per l’occasione, colpì pubblico e critica, aggiungendo realismo e profondità al personaggio. L’interpretazione le valse un David di Donatello e consacrò ulteriormente la sua versatilità artistica.

Interessante è anche il film della seconda metà degli anni Sessanta, La morte ha fatto l’uovo diretto da Giulio Questi nel 1968. Questo thriller psicologico e surreale, con forti elementi di critica sociale e sperimentazione visiva, è oggi considerato un cult del cinema italiano d’autore. Ambientato in un allevamento industriale di polli, il film racconta una storia di alienazione, manipolazione e paranoia. La Lollobrigida interpreta Anna, una donna enigmatica e ambiziosa, offrendo una performance intensa e moderna, molto distante dai ruoli tradizionali che l’avevano resa famosa. Il film anticipa molte tematiche che diventeranno centrali nel cinema degli anni successivi, e dimostra ancora una volta la disponibilità dell’attrice a esplorare generi nuovi e complessi con coraggio e intelligenza artistica.

Icona di stile e ambasciatrice solidale

Oltre al talento artistico, Gina Lollobrigida fu anche una delle icone di stile più imitate e ammirate del suo tempo. I suoi abiti eleganti, le acconciature impeccabili e il portamento regale la resero una musa per stilisti, fotografi e riviste di moda. Negli anni Sessanta apparve sulle copertine di riviste internazionali come Life, Time, Paris Match e Vogue, simbolo di una femminilità forte e sofisticata. Il suo stile fu capace di attraversare epoche e mode, mantenendo intatto un fascino che andava ben oltre l’apparenza.

Negli ultimi anni della sua vita, mostrò anche un lato impegnato socialmente. Fu ambasciatrice della FAO e sostenitrice di diverse iniziative umanitarie. Nel 1999 mise all’asta una parte della sua collezione di gioielli di alta moda, devolvendo il ricavato a progetti di ricerca scientifica e assistenza medica. Nel 2022, a 95 anni, stupì tutti annunciando la sua candidatura al Senato della Repubblica Italiana: un gesto simbolico, ma potente, per sottolineare il valore della partecipazione e dell’impegno civico, anche in età avanzata.

Una delle “tre divine”

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Nel panorama cinematografico italiano del dopoguerra, Gina rappresentava una delle “tre divine” insieme a Sophia Loren (cliccate QUI per il nostro recente articolo su una vicenda legata all’attrice) e Silvana Mangano. Pur spesso messe a confronto dalla stampa per la loro bellezza e successo, le tre attrici seguirono percorsi distinti: La Loren più legata al cinema internazionale, la Mangano più introspettiva e legata al neorealismo, e la “Lollo” che oscillava tra glamour, commedia e dramma con una versatilità notevole. Questo confronto, spesso alimentato da rivalità mediatiche, ha finito per rafforzare la leggenda di ciascuna, testimoniando una stagione irripetibile del cinema italiano.

Nonostante la fama internazionale, mantenne sempre un forte legame con le sue radici. Subiaco, il paese natale, le ha dedicato numerosi omaggi e una via, e conserva un affetto profondo per “la figlia più illustre”. Gina si definiva “orgogliosamente italiana”, e nei suoi viaggi portava sempre con sé un frammento dell’identità nazionale, sia nei valori che nella cultura. La sua figura ha rappresentato l’Italia nel mondo in un modo autentico e carismatico.

Una donna indipendente e un’eredità fatta di momenti indimenticabili

Dietro la stella del cinema si nascondeva una donna curiosa, indipendente e affamata di nuove espressioni artistiche. Negli anni Settanta, Gina Lollobrigida si dedicò con straordinaria passione alla fotografia. I suoi scatti, intensi e raffinati, furono raccolti in libri di successo e presentati in mostre internazionali. Ritrasse personalità come Paul Newman, Salvador Dalí, Audrey Hepburn e Fidel Castro, con cui realizzò una celebre intervista fotografica a Cuba. La macchina fotografica divenne per lei uno strumento per raccontare il mondo con uno sguardo personale e sensibile, lontano dai riflettori del cinema.

Non meno importante fu la sua attività di scultrice. Lollobrigida coltivava fin da giovane questa passione, che esplose negli anni della maturità artistica. Le sue sculture, spesso monumentali, furono esposte in importanti gallerie in Europa, Russia e Asia, confermando la sua versatilità creativa e la profondità della sua visione estetica. Non era più “solo” un’attrice, ma una vera e propria artista a tutto tondo.

Le avventure di Pinocchio

Nel 1972, Gina Lollobrigida prese parte a uno degli sceneggiati televisivi più amati della televisione italiana: Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Accanto a Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto e al piccolo Andrea Balestri come Pinocchio, interpretò la Fata Turchina, portando sullo schermo una figura eterea e insieme materna, fiabesca ma tangibile. Il suo volto sereno e la sua dolcezza naturale conferirono alla Fata un’aura incantata, che ancora oggi resta impressa nella memoria degli spettatori.

Lo sceneggiato, in sei puntate trasmesse dalla Rai, è considerato una delle migliori trasposizioni dell’opera di Collodi. La presenza della Lollobrigida diede ulteriore prestigio a una produzione di altissimo livello, dimostrando la sua capacità di reinventarsi anche nel mondo della televisione con la stessa eleganza che l’aveva resa celebre sul grande schermo.

I riconoscimenti

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Nel corso della sua lunga vita, Gina ricevette premi e onorificenze in tutto il mondo: la Legion d’onore francese, una stella sulla Hollywood Walk of Fame, numerosi David di Donatello, e il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Ma la sua eredità non è fatta solo di premi: è fatta di immagini, emozioni, di ruoli indimenticabili e di un esempio di donna libera, determinata e appassionata dell’arte e della vita.

Nel giorno del suo compleanno, il mondo del cinema, dell’arte e della cultura le rende omaggio. I suoi film continuano a essere amati, le sue fotografie ammirate, le sue sculture studiate. Il suo spirito, forte e luminoso, continua a ispirare chiunque creda nella bellezza e nella forza dell’espressione artistica.

Buon compleanno, Gina. Il tuo splendore è stato, è e continuerà ad essere immortale!

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Studioso e appassionato di cinema internazionale. Ha dedicato i suoi studi alle grandi figure femminili del cinema del passato specializzandosi alla Sapienza di Roma nel 2007 e nel 2010 su Bette Davis e Joan Crawford. Nel 2016 ha completato un dottorato di ricerca in Beni culturali e territorio presso l’Università di Roma, Tor Vergata con una tesi sull’attrice israeliana Gila Almagor. Ha scritto diversi saggi e articoli di cinema e pubblicato l’autobiografia inedita in Italia di Bette Davis, Lo schermo della solitudine (Lithos). Oggi insegna Lettere alle nuove generazioni cercando sempre di infondere loro fiducia e soprattutto amore per la storia del cinema.

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