Questa settimana avrei voluto, in un primo momento, soffermarmi sulla piega presa dalla vicenda che ruota attorno a Fabrizio Corona, ma (s-)fortunatamente i fatti parlano da sé e così, di conseguenza, ho pensato che non ci sarebbe stato null’altro che avrei potuto aggiungere. Oppure, mi sarebbe piaciuto spendere due parole sull’imminente arrivo in Italia della temutissima ICE (Immigration and Customs Enforcement) in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, tuttavia, ho poi preferito astenermi, non sia mai che mi fossi ritrovato un cecchino davanti la porta di casa. Perciò, alla fine, ho pensato di dover dire qualcosa sulle infinite cover non richieste, che stanno spuntando come funghi di recente, ad una delle canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.
Chi copia troppo finisce per non essere nessuno — Friedrich Nietzsche
Da Madonna a Wanda Fisher: l’omaggio che nessuno aveva chiesto
Nelle ultime settimane, in effetti, La bambola della Pravo è finita per diventare una delle canzoni più rifatte del panorama discografico internazionale, lo stesso che qualche linguacciuto potrebbe dire delle sue interpreti! La Regina del Pop la canta in italiano, per la campagna pubblicitaria del profumo “The One” di Dolce & Gabbana, e per carità, non ci vedo niente di male in quello che è, sotto ogni punto di vista, un autentico omaggio alla cultura italiana come nemmeno i più ferventi patrioti sarebbero in grado di fare, ma tra il dire e il fare qui c’è di mezzo un mare di domande che non trova risposte.
Tuttavia, siccome poi al peggio non c’è mai fine, ecco che, dopo Miss Ciccone, arriva la mia adorata Wanda Fisher, colei che mi odia più di ogni altra cosa al mondo, con un remix e un’interpretazione che, più che da commentare, sarebbero da commemorare punto e basta. Wandy, perdonami, ma me lo hai chiesto tu di farti pubblicità!
Altro che “bambole”, ecco i nuovi volti della Mattel!
Non so cosa ne pensiate voi, ma io davanti certe esibizioni riesco ad apprezzare giusto una cosa: il coraggio! Altro che una gara a chi riesce a cantarla meglio! Tra una passata di auto-tune, imbalsamate dal tempo e dal medico estetico, farebbero tutte prima e meglio a presentarsi come nuovi volti della Mattel piuttosto che continuare a girovagare sui palchi con un microfono in mano! Perché a furia di omaggi, orpelli elettronici e stonature ammorbidite, le mie orecchie chiedono solamente una cosa: pietà!
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