Platone, tra “ideologia gender” e “woke”: la cancel culture di Donald Trump investe i “classici”

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Platone Donald Trump

È successo alla Texas A&M University, dove il professor Martin Peterson, docente di filosofia, ha recentemente ricevuto dal capo del Dipartimento la richiesta di tagliare il programma del suo corso. La richiesta sarebbe stata di omettere alcuni passaggi del “Simposio di Platone”, più nello specifico il mito degli Androgini. Quest’ultimo sarebbe ritenuto non conforme alle linee guida della riforma Trump. Allusioni ad identità di genere non binarie sono incompatibili con le nuove politiche che vietano contenuti su “ideologia razziale o gender”. 

Tuttavia, censurare Platone perché “woke” significa non averlo né compreso né contestualizzato. Ma il punto più problematico è un altro: nonostante si tratti di un episodio isolato, sta già dando il via ad una catena di reazioni censorie progressiva!

Platone è solo un elemento di un insieme più grande: il book ban made in USA

La vicenda è avvenuta in Texas, stato conservatore sotto l’influenza dell’amministrazione Trump che promuove riforme educative contro contenuti percepiti come “woke”. Regioni come questa sono completamente abbandonate a Trump e alla sua politica opprimente.

Platone
Credit: web

Inoltre, è bene approfondire le riforme dell’agenda del Presidente degli USA circa i programmi scolastici: le rimozioni di testi formativi avvengono ormai da mesi, principalmente a livello statale in aree conservatrici come Florida, Texas e Iowa, spinte da politiche contro temi su genere, razza e LGBTQ+. Esempi di questi titoli sono: Il cacciatore di aquiloni, Il diario di Anna Frank, Il buio oltre la siepe, Mattatoio n.5, Arancia meccanica, La fattoria degli animali e 1984 di George Orwell, e Il colore viola, tra gli altri. Insomma, è evidente cosa abbiano in comune tutte queste storie, ed è comprensibile che rappresentino una minaccia alle ideologie promosse dal capo di Governo.

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive. […] Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, diverse – Ray Bradbury, Farenheit 451

Un controllo sfacciatamente ideologico

Dal 2021, Pen America ha documentato oltre 15.000 casi di “book ban” nelle scuole pubbliche USA, con picchi nel 2023-2024 (4.231-10.000 titoli colpiti). Trump non sta solo togliendo questi  libri dai programmi, ma sta privando i ragazzi, il futuro degli stati uniti, della loro libertà di pensiero. Da qui in avanti, il paragone ad un totalitarismo è pressoché spontaneo: sopprimere il dissenso e controllare il pensiero della popolazione, impedisce l’accesso a idee alternative che potrebbero minacciare il potere assoluto.

Rimuovere i libri significa delineare il confine di ciò che si può e non si può pensare, imponendo una visione monolitica, come nei roghi nazisti o nella censura fascista. Un popolo che legge è un popolo pensante, e quindi di difficile dominio.

L’unico indizio per sapere ciò che l’uomo può fare è sapere cosa ha fatto – R.G. Collingwood

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Classe 2007, è la più giovane voce qui su L’Opinione. È una studentessa di Lettere moderne presso la Statale di Milano con una devozione sfrenata per la letteratura, il cinema, lo spettacolo, la musica e i viaggi che da sempre la accompagna. Nerd incurabile, la rapisce tutto ciò che fa parte del mondo geek e della cultura pop. Ama tanto la compagnia degli altri quanto quella di se stessa, e intende proseguire gli studi per poter un giorno intraprendere una carriera nell’editoria e nel giornalismo.

3 Comments

  1. Sofia ha ragione a dire che censurare Platone perché “woke” significa non averlo né compreso né contestualizzato. Il “Simposio” è un’opera che esplora la complessità dell’amore e dell’identità umana, e il mito degli Androgini è un esempio di come Platone abbia affrontato temi di genere e identità in modo innovativo per il suo tempo.
    Il problema è che il “Simposio” di Platone è un’opera fondamentale della filosofia occidentale, e il mito degli Androgini è un passaggio chiave per comprendere la visione dell’amore e dell’identità di Platone. Censurarlo significa non solo limitare la libertà accademica, ma anche distorcere il significato dell’opera.
    C’è da chiedersi che dovrebbe fare il professor Peterson? Dovrebbe conformarsi alle richieste dell’università (Trump) o resistere e continuare a insegnare il “Simposio” nella sua interezza?
    Penso che purtroppo la risposta sia già stata scritta….

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