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Il coraggio di non tornare: lasciare chi ci ferisce è il primo passo per rinascere

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A volte il gesto più difficile non è amare o perdonare, ma scegliere di andare avanti. Perché chi ti ha perso una volta ha già dimostrato di poterlo fare.

Ci sono separazioni che non fanno rumore. Non c’è una porta sbattuta, né voci che strillano o visi rigati di lacrime. C’è solo una consapevolezza che arriva piano e in silenzio: alcune persone hanno avuto la possibilità di amarci e hanno scelto di perderci. Quella consapevolezza e quell’addio silenzioso con il passare dei giorni a volte dei mesi, hanno un prezzo che si traduce in una domanda: tornare o andare avanti?

Molte persone tornano. Non perché dimentichino il dolore, ma perché il familiare rassicura. Anche quando fa male. Eppure esiste una verità scomoda che spesso fatichiamo ad accettare: tornare da chi ci ha ferito non riporta indietro il tempo, ma insegna a quella persona che può farlo ancora.

Il pericolo di ciò che è familiare

Conosciamo quella persona, conosciamo le sue assenze, le sue promesse mancate, le sue bugie, perfino le sue indifferenze ma paradossalmente proprio per questo sembra meno spaventoso di ciò che non conosciamo.

Eppure tornare significa accettare una versione ridotta di noi stessi, significa rientrare in un copione in cui l’amore è sempre incerto, sempre sospeso, sempre fragile.

E soprattutto significa ignorare, o peggio ancora, accettare un fatto fondamentale: chi ti ha perso una volta ha già dimostrato di poterlo fare e soprattutto ha pensato che tu saresti rimasta comunque.

L’illusione del ritorno

A volte non siamo noi a tornare, ma loro. Tornano con promesse nuove, parole più dolci, un’apparente consapevolezza. Ma non dovremmo valutare le parole, bensì quelle loro scelte che abbiamo subìto. Chi ti ha lasciato emotivamente una volta potrebbe farlo di nuovo, perché il problema non era la situazione, ma il modo in cui eravamo considerati. Accettare di tornare significa insegnare all’altra persona che può ferirci senza perderci davvero.

Scegliere se stessi è il vero atto di coraggio

Il vero atto di coraggio non è tornare o peggio ancora restare. Il vero coraggio è andare avanti. Andare avanti significa accettare quel dolore. Significa concedersi il tempo per ricostruire quello che quella relazione ha incrinato: la fiducia, la serenità, la capacità di credere ancora nell’amore. Frida Kahlo scriveva:

Dove non puoi amare, non devi fermarti

È una frase semplice ma chirurgica. Significa che dobbiamo continuare il nostro cammino, senza voltarci.

Andare avanti è la vera vittoria

Alla fine, la scelta più difficile non è lasciare qualcuno anche perché quello lo fai spesso per rabbia, per orgoglio, per stanchezza. La scelta più difficile è invece lasciare andare l’idea che quella persona potesse amarci nel modo in cui avevamo bisogno.

Quando riusciamo a farlo, quando quella consapevolezza supera la nostalgia succede qualcosa di sorprendente: iniziamo ad amare noi stessi e a porre le basi per la nostra rinascita.

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Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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