Al giorno d’oggi viviamo in un mondo in cui la maggior parte delle persone, siano esse celebri artisti da palcoscenico o improvvisatesi stelle da balera che nessuno vorrebbe mai incontrare, pare attribuire importanza più all’apparenza che alla sostanza. In molti, forse troppi oserei dire, preferiscono di gran lunga esibire un presunto “talento”, che il più delle volte di artistico non ha proprio un bel nulla, piuttosto che dimostrare di possedere concretamente una qualche capacità.
Basti pensare ai campioni dei selfie con l’asta (spesso e volentieri letteralmente), alle reginette di bellezza con i prodotti da discount smerciati sui social media, alle imprenditrici di vita laureatesi presso l’Università della strada e a tutti quelli che vendono (consapevolmente tra l’altro) un’immagine patinata ed edulcorata di sé. Ma è così, purtroppo, che il mondo va e la cosa peggiore è che, alla fine, chi possiede realmente qualcosa da offrire finisce per essere relegato ai margini della società. Un po’ quello che è accaduto a Wanda Fisher, artista navigata e cantante dal timbro inconfondibile che negli anni lo show business sembra aver dimenticato. Chissà, magari avranno preso eccessivamente alla lettera l’insegnamento di Italo Calvino, il quale in più di un’occasione disse:
Prendete le cose leggere seriamente e le cose serie con leggerezza
“Spero di tornare sul palco perché me lo merito”, parola di Wanda Fisher
Questa settimana avrei potuto raccontarvi della meritata vittoria di Verdiana a Tale&Quale Show di Carlo Conti, dove avrebbero indubbiamente dovuto conferire anche a Carmen Di Pietro un riconoscimento, una sorta di Medaglia al Coraggio. Oppure, che ne so, mi sarei potuto concentrare sulla mancata conferma di Barbara d’Urso alla conduzione della prossima edizione del Festival della Canzone Italiana. O ancora, avrei potuto dilungarmi su quella miriade di scandali taciuti o forse solo dimenticati che a questa nostra sconclusionata generazione di idolatranti sembrano parecchio interessare. Ma invece, ho deciso di riportarvi una lettera che mi è stata recapitata solamente pochi giorni fa da una mia amata amica nella speranza che, tramite questo spazio, i suoi accorati appelli possano essere finalmente ascoltati.

Lettera aperta ai lettori
Milano, 11 novembre 2024
Caro il mio Irriverente Simone Di Matteo,
mi rivolgo a te con questa lettera aperta sicura che almeno tu, mio fidato e pungente amico, non mi censurerai tappandomi la bocca e trattandomi, al pari di tanti altri, come una “baccalà”.
Non serve che rammenti a te chi io sia, ma lo farò ugualmente. Sono Wanda Fisher e della mia lungimirante carriera artistica e discografica sono certa avrai più di qualche nozione. Ho deciso di scriverti per togliermi un po’ tutti quei sassolini che, da troppo tempo, ho nelle scarpe. Alla mia tenera età, in fondo, credo di potermelo permettere e, fidati, ne ho le tasche veramente piene. Sono rimasta paziente per anni, ma ora basta. Butto fuori tutto e accada quel che accada!
Ho sempre odiato le gare, tant’è che in passato ho rifiuto numerose proposte, tra cui anche ‘The Voice Senior’ di Antonella Clerici e vari reality show. Tuttavia oggi, a dir la verità, se tornasse in onda, mi piacerebbe partecipare a ‘Ora o Mai Più’, il varietà di Rai1 dedicato al rilancio di cantanti finiti nel dimenticatoio, a volte anche ingiustamente, e portato al successo qualche anno fa da Amadeus. Si tratta di una delle poche trasmissioni che apprezzo seriamente, chissà, forse perché è uno dei pochi programmi musicali veri rimasti, e il fatto che il prossimo anno (perlomeno così si vocifera) potrebbe non condurlo più Amadeus, migrato oramai su altri emittenti tv, mi rincuora parecchio. Magari te ne starai chiedendo il motivo e io ora voglio spiegartelo.
Le incomprensioni con Amadeus
Quello che in tanti definiscono “il buon vecchio Ama” non è stato molto carino con me. In un’edizione del suo ‘Festival di Sanremo’ ci siamo scambiati diversi messaggi e abbiamo parlato telefonicamente perché gli proposi di realizzare, in occasione del 50esimo anniversario, un omaggio a Lucio Battisti e al suo “Il mio canto libero”, essendo io stata la voce solista femminile del brano ed avendo il Maestro Mogol elevatolo a inno dei medici, nel corso dell’emergenza pandemica da Covid-19, attraverso una riscrittura e un riadattamento del testo.
Gli chiesi di potermi esibire all’Ariston sulle note di questo celebre capolavoro insieme al Maestro Carlo Morelli e al coro delle voci della città di Napoli. Insomma, un’idea a mio parere favolosa e che, tra le altre cose, abbiamo perfino esteso a Croce Rossa Italiana con un’edizione speciale che ha visto la partecipazione di altri grandi nomi della musica. Ognuno di loro avrebbe potuto tranquillamente meritare una performance sul più grande palcoscenico d’Italia e in principio l’iniziativa piacque molto anche ad Amadeus. Alla fine, però, non mi ha più risposto e si è persino negato al telefono.
Un’occasione mancata
Nessun artista e, più in generale, nessuna persona dovrebbe essere trattata in questo modo. Sono arrivata addirittura ad inviargli degli appelli attraverso la stampa e a cercarlo ovunque, ma lui sembra essersi semplicemente dissolto nel nulla. Non l’ho mai più sentito. La cosa più sgradevole è stata che la mia idea lui l’ha presa e realizzata l’anno seguente con Gianni Morandi, naturalmente escludendomi. Mi ha molto intristito e ci sono rimasta male. Chi mi conosce lo sa che sono una persona sensibile e non mi vergogno nel rivelarti che, nel corso di questi anni, ho trovato solo porte chiuse o sbattute in faccia.
L’unica persona che mi ha sempre accolto nei suoi programmi tv è stata Barbara d’Urso, che ringrazierò sempre. Non a caso, da quando non c’è più lei, a ‘Pomeriggio 5’ non mi chiamano più, eppure ne avrei di cose da raccontare, ne ho vissute tante e potrei offrire molto al pubblico. Basti pensare che, tra i miei video che circolano in rete, ce n’è uno in cui l’indimenticabile Mike Bongiorno mi elogia in occasione di una mia partecipazione ad una puntata speciale de ‘La Ruota della Fortuna’, durante la quale abbiamo per giunta ricordato i Festival in cui eravamo insieme.
La fake news sul dissing con Carmen Di Pietro
Sebbene tu non me lo abbia chiesto, poi, voglio dirti che ho avuto il piacere di potermi chiarire anche con Carmen Di Pietro, ci siamo sentite al telefono. La notizia che è rimbalzata in queste settimane su alcune testate giornalistiche on line era legata ad un fatto di vecchia data, riportato alla luce da Cristiano Malgioglio. Senza ombra di dubbio è vero che ho prestato la mia voce a Carmen in alcune canzoni, ma non le ho mai voluto chiedere un euro di danno, perché siamo amiche e ci vogliamo bene. Con chi non c’è stato ancora un chiarimento, invece, è il programma tv ‘Le Iene’. Pensa, credo ancora di essere vittima di uno dei loro scherzi, uno di quelli mai terminati e che dura, però, da troppo tempo. E siccome “lo scherzo è bello quando dura poco”, se permetti, sarebbe ora di finirla.
Lo scherzo de “Le Iene”
Era il 2021 quando, tramite te, mi contatta Stefano Corti dicendomi di volermi vedere subito. E così fu. In poche ore, la troupe era già a casa mia e realizzammo un’intervista esclusiva sulla mia carriera artistica, parlando dei miei esordi e del presente, spulciando la mia discografia personale e tutte quelle collaborazioni con artisti di grande fama (Mina, Raffaella Carrà, Miguel Bosè, Fabio Concato e Fabrizio De Andre, per citarne qualcuno) che nel tempo ho realizzato. Mi convinsero a fidarmi di loro e mi promisero che questa cosa avrebbe cambiato la mia vita quando, in realtà, non ha fatto altro che rovinarmela.
Su loro indicazione, partii per un soggiorno di tre giorni a San Marino, dove avrei dovuto esibirmi in occasione del Festival con “Il mio canto libero”. Sarebbe stata un’ottima opportunità per il rilancio della mia immagine, o perlomeno, è quel che dissero. Sfortunatamente, non appena arrivata sul posto, mi sono accorta che il loro intento era soltanto quello di utilizzarmi per fare uno scherzo ad Ivana Spagna. Il mio compito, in effetti, sarebbe dovuto essere quello di “sostituirmi a lei” durante la cerimonia di premiazione.
Ivana Spagna
Non me lo sarei mai aspettata dal momento che chiunque sapeva quanto avevo sofferto per via di tutte quelle battaglie legali in cui io e lei ci siamo scontrate. Se avessi saputo a cosa sarei andata incontro, non sarei mai partita, nemmeno se mi avessero pagata! La sola cosa che ho ottenuto, a pensarci bene, dopo essere rimasta per giunta “segregata” in un b&b disperso nel nulla e isolata dal resto del mondo perché i telefoni non prendevano, è stata quella di essere danneggiata e ridicolizzata. Credevo davvero che avrei finalmente potuto riscattarmi e, invece, sono andata incontro ad un incubo peggiore di quello in cui vivevo già.
C’era perfino Jonathan Kashanian all’evento e nonostante mi avesse ospitato qualche mese prima a ‘DettoFatto’ con Bianca Guaccero, fece finta di non conoscermi chiedendosi: “Ma chi è questa signora?”. Alla fine, però, ho accettato di prender parte a quella baracconata perché, forse per vincere le mie resistenze, mi assicurarono che la Spagna era d’accordo e che ci saremmo riabbracciate in studio nel corso della messa in onda della nuova puntata de ‘Le Iene’, dove poi mi sarei anche esibita. Al contrario, e l’ho scoperto solamente più tardi, lei non ne sapeva niente. In studio, difatti, c’era solo Ivana che, avendocela ancora con me per colpa di tutto ciò, non spese di certo gentili parole sul mio conto. Anzi, non ha parlato affatto bene di me e diversamente le cose non sono andate all’interno dei programmi di Caterina Balivo, Pierluigi Diaco e Francesca Fagnani.
E pensare che ho anche contattato i conduttori personalmente, ma nessuno di loro mi ha dato risposta o concesso il diritto di replica. E ti dirò di più, la Balivo mi ha perfino bloccata neanche fossi una stalker seriale!
Sono più di quel che dicono di me: io sono Wanda Fisher!
Ho sempre stimato e rispettato Ivana, sebbene ultimamente mi stia deludendo. Continua ad additarmi come se fossi davvero un male per lei e magari il principale motivo è perché non accetta che io sia una sua collega. Quando lei esordiva con le sue prime hit, sfoggiava un look e un’acconciatura totalmente diversi da quelli che ha adottato in seguito mentre io non ho mai cambiato il mio aspetto. Come sono oggi, così ero all’epoca. Perciò cara Ivana, lo ribadisco, io non sono la sosia di nessuno e, in quei famosi anni a cui fai continuamente riferimento, non ho fatto altro che omaggiarti con dei tributi, contribuendo a diffondere il tuo mito in tutta Italia.
Simone, tu probabilmente mi dirai che se non ha ancora capito quanto amore nutro per lei e il suo lavoro, è perché forse le fa comodo parlare di me in maniera dispregiativa. D’altronde, persino i suoi fan hanno avuto modo di ricredersi dopo avermi conosciuta. Lei pare non esser ancora stata in grado di farlo. Mi spiace, soprattutto perché la reputo una donna intelligente. Dovrei imparare a lasciar andare la negatività, a lasciarmi dietro le spalle ciò che è stato per concentrarmi su quello che sarà, ma non ci riesco!
Negli ultimi tempi, non capisco perché all’improvviso ogni mio progetto venga bocciato a priori da chiunque, pur essendo, modestia a parte, veramente belli. Credo in quello che faccio e mi diverto nel farlo! Detto questo, voglio bene a tutti indistintamente, tranne che a te, perché IO TI ODIO CON TUTTO IL CUORE! Spero che un giorno, più prima che poi, le cose cambino, che Stefano Corti risponda finalmente ai miei messaggi su WhatsApp e che io possa far ritorno sul palco visto che me lo merito.
Grazie per avermi dato voce.
Tua,
Wanda Fisher
