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Grande Fratello Vip, dove inizia Paola Caruso e dove finisce “La Bonas” svampita di Canale 5?

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Grade Fratello Vip

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui il personaggio era soltanto una maschera. Si indossava, si faceva quello che si doveva fare, si toglieva e, infine, finalmente si riponeva. Oggi, invece, le cose sembrano essere drasticamente diverse. Quello stesso personaggio, in effetti, pare esser ormai divenuto un contratto a tempo indeterminato con l’aspettativa altrui, una gabbia dorata che ripaga chiunque sia disposto a rinchiudercisi dentro e a sacrificare una parte della propria identità ogniqualvolta la necessità di apparire lo richiede. Ed è così che al Grande Fratello Vip, sui social network, nei più svariati salotti mediatici e in qualunque altro luogo sia possibile guadagnarsi anche solo 2 minuti di popolarità per placare la propria sete di notorietà, ha finito per trasformarsi in un format che sta bene dovunque, persino nella nostra quotidianità.

La maschera è ormai più reale del volto che nasconde – Oscar Wilde

D’altronde, si sa, la profondità ormai disturba, la sofferenza ci fa paura, la contraddizione si rivela noiosa e la verità, ma quella vera, non buca lo schermo né suscita più l’interesse delle persone che ci circondano. E chissà, magari è proprio per questo che preferiamo di gran lunga dar vita a caricature di noi stessi, a versioni strampalate che speriamo possano risultare simpatiche a qualcuno oppure a macchiette che non divertono più nessuno, anziché viverci nella nostra meravigliosa complessità e mostrarci nelle nostre infinite sfaccettature. Ma del resto, è altrettanto risaputo che gli spettatori non vogliono sapere ‘chi siamo’, ma ‘che cosa siamo’ e vogliono pure che ci rimaniamo! Il che, a dirla tutta, non sarebbe neanche un modo troppo scomodo di affrontare la vita.

Ma davvero si può essere così ingenui al Grande Fratello Vip?

Peccato solo, però, che il più delle volte a forza di recitare si finisca per divenire divorati da quella stessa maschera che, a mo’ di protezione, ci eravamo creati e Paola Caruso, la nota Bonas di Avanti, un Altro! e attuale concorrente dell’ottava edizione del GFVIP, ne saprebbe a mio avviso molto a riguardo! Nei giorni scorsi, infatti, in preda ad un delirio da trionfo dell’apparenza sulla sostanza, ha ben pensato di spararla grossa, probabilmente credendo di risultare grande, con un sonoro “Mussolini, molti nemici, molto onore” rivolto ad Alessandra Mussolini. Così, apparentemente dal nulla. Da applaudire? Da criticare? Beh, la sola cosa certa è che qui ad apprezzare davvero sia stato unicamente lo share.

Non contenta, poi, quando la Mussolini le ha rimproverato di non dover più dire una cosa del genere, ha rincarato la dose rispondendo per giunta che quella appena esclamata era ‘una cosa bella, una frase che si dice‘. A Predappio sicuramente, cara Paola, ma non nella casa più spiata d’Italia! Anche perché, diciamocelo, non serve essere dei maestrini, a quello ci pensa già Adriana Volpe, per comprendere che in un’Italia in cui lo spettro del fascismo è tornato a farsi sentire più e più volte, non ultimo in occasione del Referendum sulla Giustizia di pochi giorni fa, certe cose non vanno dette (e neppure pensate) punto e basta! Ma non sarà che a furia di recitare la parte della bionda svampita abbia finito col diventarci veramente? Oppure, in nome dell’Auditel e non avendo forse più carte da giocare, si è disposti persino a sfiorare un’accusa di apologia?

Siamo tutti un po’ Paola Caruso?

Non so cosa ne pensiate voi, ma io credo che qui il vero dramma non sia tanto il rischio penale, quanto lo spettacolo di vedere una persona che ha trasformato la propria ignoranza in intrattenimento come se fosse un talento innato. Per carità, non che tra quelle quattro mura ci mai stato qualcuno che abbia spiccato per particolari doti, intellettive soprattutto, ma scendere ad un tale livello lo ritengo a dir poco esagerato. Per non parlare di coloro che non hanno perso occasione per filmare, ripostare e diffondere un momento di cui tutti noi avremmo fatto volentieri a meno, lasciando spazio a qualcosa che, invece di disgustare, passa per naturale, spontaneo e addirittura simpatico. E allora, non sarà che il problema non è la Caruso, ma noi che siamo tutti diventati un po’ come lei?!

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Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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