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Donald Trump, quando lo Studio Ovale diventa un cabaret di deliri di onnipotenza

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Donald Trump
Credit: www.lopinione.com

Nel corso della Storia c’è sempre stato, e purtroppo sempre ci sarà, visto l’andazzo, qualcuno che ad un certo punto si sveglia convinto di essere il padrone del mondo. Solitamente si tratta di un individuo che (s-)parla fin troppo forte, gesticola in maniera del tutto inappropriata e nelle situazioni meno opportune (magari pure al ritmo di YMCA), pretende obbedienza immediata come fosse un Re Sole, o in questo caso un Gesù Cristo, qualunque e scambia il consenso per devozione incondizionata. Ecco, aggiungiamo un parrucchino biondo, un fondotinta alle sfumature del Grand Canyon e abbiamo subito la descrizione perfetta del 47esimo inquilino dello Studio Ovale Donald Trump, che dei deliri di onnipotenza ne ha ormai fatto un marchio presidenziale dandocene prova quasi ogni giorno, l’ultima proprio ieri.

È accaduta una cosa gravissima e voglio esprimere la nostra più ferma condanna che, sono certa, sarà un’anime in quest’aula per l’attacco del presidente, Donald Trump, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. […] L’Italia è uno Stato sovrano e ripudia la guerra. […] Siamo avversari in quest’aula, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese

Sono queste le parole con cui, in maniera per me forse un po’ inaspettata, Elly Schlein ha commentato l’ennesima pessima figura del tycoon della Casa Bianca e, lasciatemelo dire, per una volta non posso che essere d’accordo con lei, poiché neppure io avrei saputo dirlo meglio!

Quando il mondo non obbedisce al ‘Re Mida-Donald Trump’, ogni cosa va in rovina!

Nei giorni scorsi, infatti, direttamente dal suo seggio dorato di Washington, il Re Mida al contrario, colui che qualsiasi cosa tocchi manda in rovina, ha ben pensato di attaccare Papa Leone XIV perché, a detta sua, sarebbe una figura debole in politica estera e sarebbe asceso al Soglio Pontificio soltanto per il fatto di essere americano, scambiandolo, magari solo per un attimo, per uno specchio delle sue stesse frustrazioni. E quando il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso le parti del Pontefice, pare essersi improvvisamente ricordato che lo scacchiere internazionale non è una mera partita a Risiko in cui a vincere è sempre quello che ha più carri armati!

Benché l’attuale esecutivo non abbia mai fatto mistero della sua particolare vocazione alla “lealtà transatlantica”, il più delle volte interpretata con una certa creatività come sinonimo di pieno allineamento agli USA, almeno in un’occasione la DONNA, MADRE e CRISTIANA per antonomasia sembra aver riscoperto quella spina dorsale che ha spesso rivendicato, ma mai realmente mostrato. Che sia per porre una toppa al buco di consensi generato dalla vittoria del NO al Referendum sulla Giustizia o per una semplice ricalibrazione di immagine agli occhi degli italiani e dell’Europa in seguito alla sconfitta del fedelissimo Viktor Orban in Ungheria, sta di fatto che, al di là delle reali intenzioni, qualcosa sarebbe cambiato e Trump si sarebbe visto tradito in un modo che neanche la sua attuale consorte, Melania Trump, avrebbe mai potuto fare.

L’unica cosa inaccettabile, qui, è proprio Trump!

Ora, va bene essere liberi, ma finché la nostra libertà non nuoce a quella degli altri. Va bene persino essere dei clown, ma soltanto quando si fa del bene negli ospedali o si cerca, seppur in maniera maldestra, di strappare un sorriso al pubblico all’interno di un circo. E finanche l’irriverenza va bene, quando, ovviamente, viene espressa con estrema intelligenza proprio come faccio io. Perché no, vanno bene i chili di fondotinta, ma solitamente a Carnevale. E va bene avere dei giudizi diversi, a patto che questi non intacchino l’integrità altrui.

Insomma, vanno bene tante, tantissime, cose, e il Papa e la Premier non saranno di certo perfetti, ma qui la sola cosa che non va veramente bene, a parte quella di esser riuscito ad unire la destra e la sinistra italiana (il che, sinceramente, la dice lunga sul suo conto), è proprio Donald Trump!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite de “L’irriverente”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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