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Estate 2026, tra caldo infernale e ritornelli da bollino rosso: tormentoni? No, preferisco il canto delle cicale! 

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estate tormentoni

Sorry, scusa, lo siento… — Pinguini Tattici Nucleari

L’estate è arrivata. E, a giudicare dalle temperature delle ultime settimane, qualcuno lassù dev’essersi divertito a scambiare l’Italia per il decimo girone dell’Inferno di Dante. Tra città arroventate, notti tropicali e termometri che hanno deciso di fare concorrenza ai forni per la pizza, sopravvivere è già diventata un’impresa olimpica. Il Ministero della Salute distribuisce bollini rossi con la stessa facilità con cui i lidi aumentano il prezzo di lettini e ombrelloni, mentre noi continuiamo a ripeterci che “è il caldo secco”, persino quando l’umidità riesce nell’impresa di farci sudare pure l’anima.

Per di più, come se non fosse già abbastanza, c’è qualcosa di ben peggiore delle condizioni climatiche a cui, purtroppo, nessuno di noi può sfuggire. E no, non sto parlando della prova costume che ci ha già rimandati tutti (o quasi) a settembre. Parlo ovviamente dei tormentoni estivi o, per meglio dire, di quelli che finiscono puntualmente per diventare dei tormenti per le nostre povere orecchie. 

Tormentoni da spiaggia o ennesima prova di resistenza di un’estate che sembra non voler finire mai?

Del resto, ogni anno è sempre la stessa storia. Tre accordi, una base latin-pop riciclata da qualche spiaggia di Miami, due parole in spagnolo, una in inglese, il ritornello da ripetere quarantadue volte e il gioco è fatto. Le radio li passano ogni dieci minuti, TikTok li trasforma in balletti improbabili e, quando finalmente riesci a dimenticarli, ecco che il vicino di ombrellone li rimette a tutto volume. Perché puntare ad essere memorabili quando basta diventare virali? Diamoci un taglio! La musica estiva sembra ormai un enorme villaggio vacanze in cui tutti indossano la stessa camicia a fiori, sorridono allo stesso modo e cantano le stesse identiche parole. Cambieranno pure gli interpreti, ma resta comunque immutata la sensazione di aver già sentito tutto almeno dodici estati fa.

E allora, visto che il caldo già mette a dura prova i neuroni, tanto vale parlare di chi ha deciso di dare il colpo di grazia anche ai nostri timpani. Serena Brancale, Levante e Delia ci portano Al mio paese. Un titolo che profuma di tradizioni, radici e cartoline dal Sud. Peccato solo, però, che dopo il terzo ascolto l’unico viaggio che vorrei fare sia verso un luogo senza Wi-Fi, senza radio e possibilmente senza esseri umani. Fred De Palma, invece, ci riprova con La testa gira, insieme ad Anitta ed Emis Killa. Tranquillo Fred, la testa mi gira davvero, ma non di certo per il ritmo coinvolgente. Penso sia l’effetto collaterale di chi cerca disperatamente di capire se stia ascoltando una canzone nuova o il remix di altre quindici che hai pubblicato negli ultimi cinque anni.

I Pinguini Tattici Nucleari chiedono scusa con Sorry Scusa Lo Siento. Apprezzo il multilinguismo, davvero. Anzi, vi perdono ancora prima di ascoltarla. Già che ci siete, però, aggiungete anche un “pardon”, un “entschuldigung” e un “mi dispiace” preventivo per chi dovrà sentirla in loop fino a Ferragosto! Jovanotti e Alfa soffiano Buon vento. Grazie del pensiero, Lorenzo, ma io continuo a preferire quello del condizionatore puntato in faccia. Dal canto suo Irama apre la porta di Cabana. Ecco, io vorrei chiuderla. A doppia mandata. E magari nascondere pure le chiavi.

E infine, ci sono quelli che, fortunatamente, provano ancora a distinguersi. Perché ogni tanto, tra un verso scopiazzato e una coreografia da balera-social, qualcuno ricorda che la musica dovrebbe anche emozionare e non soltanto accumulare visualizzazioni. Se dovessi stilare una mia personalissima classifica, lascerei il podio a chi ha scelto di raccontare qualcosa anziché limitarsi ad infilare quattro parole in spagnolo, due palme, un mojito e un tramonto dentro il medesimo pezzo. Lo so, è una richiesta rivoluzionaria la mia, se non addirittura impossibile e irrealizzabile!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite de “L’irriverente”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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