Aromantic Spectrum Visibility Day, oltre il mito del romanticismo: perché innamorarsi ad ogni costo?

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Aromantic Spectrum Visibility Day

Viviamo in un mondo che sembra misurare il valore della vita attraverso l’amore romantico. Basti pensare alle fiabe che ascoltiamo da bambini, alle canzoni che animano la nostra quotidianità oppure alle narrazioni mediatiche e culturali, ciascuna delle quali puntualmente ci rammenta quale sia il traguardo obbligatorio a cui ognuno di noi “deve” aspirare. Eppure, in pieno nuovo millennio, alla luce delle innumerevoli forme d’amore e di amicizia che hanno sempre più il coraggio di palesarsi alla luce del Sole, parlare di destinazione sentimentalmente obbligata per tutti dovrebbe risultare quasi anacronistico.

E forse è proprio per questo che, da un paio di anni, si celebra l’Aromantic Spectrum Visibility Day, una ricorrenza che cade il 25 agosto e che si prefigge lo scopo di offrire spazio (e voce) a chi non si riconosce nel falso mito universale dell’anima gemella o dei copione prestabiliti del cuore, giacché la ricchezza delle relazioni umane non si limita ad un’unica forma di attrazione.

Il messaggio dell’Aromantic Spectrum Visibility Day: esistono più modi di vivere i propri sentimenti!

Il 25 agosto, si sa, si installa in quel periodo dell’anno in cui l’estate comincia ad avvicinarsi alla sua conclusione, le giornate iniziano ad accorciarsi e l’aria porta con sé i primi segnali che ci avvisano dell’imminente arrivo dell’autunno, la stagione nostalgica per eccellenza. È il momento perfetto, dunque, per fermarsi, riflettere, e chissà, magari anche ricordare che i sentimenti, le relazioni e i modi di vivere l’affetto non sono mai rigidi o immutabili. Al contrario, esistono infinite sfumature, variazioni e gradi di intensità attraverso cui ciascuno può e deve assaporare le proprie emozioni, passioni e pulsioni.

Ma quando si parla di “aromanticità”, in sostanza, a che cosa ci si sta riferendo? A nient’altro che ad un “orientamento” nel quale si possono raggruppare tutte quelle persone che non provano o provano poco attrazione romantica verso altri individui. In altre parole, l’aromanticismo riguarda coloro che non sentono il desiderio impellente di innamorarsi, né di avere relazioni romantiche ad ogni costo; oppure a chi riesce a provare determinati sentimenti soltanto in circostanze molto particolari e in maniera differente rispetto a ciò a cui ci ha abituati la norma culturale predominante.

Credit: freepik.com

È bene precisare, inoltre, che l’aromanticità non coincide in alcun modo con l’asessualità. Anzi, un aromantico può provare (o meno) attrazione sessuale e, aspetto non meno importante, essere aromantici non significa essere incapaci di provare affetto, instaurare legami profondi o nutrire un forte sentimento d’amore in senso lato. Si tratta semplicemente di un modo diverso di vivere e percepire le relazioni (di natura amicale o amorosa che siano), che senza ombra di dubbio non ruota attorno al paradigma del romanticismo tradizionale.

Le identità dello spettro aromantico

Naturalmente l’aromanticità non sottintende una sola esperienza, bensì un ventaglio di possibilità. Non a caso, ci sono coloro che vengono definiti:

  • Greyromantic, che provano attrazione romantica raramente o in occasioni peculiari;
  • Demiromantic, che possono sperimentare attrazione romantica solo dopo aver costruito un legame profondo di fiducia;
  • Cupioromantic, che non provano attrazione romantica, ma che possono comunque desiderare una relazione di tipo romantico;
  • Aroflux, che provano attrazione romantica in maniera mutevole.

Ciò nonostante, non è solo a tutte queste identità che l’Aromantic Spectrum Visibility Day si rivolge, ma anche (e soprattutto) a chiunque sappia riconoscere che la realtà dei sentimenti non si lascia rinchiudere in una definizione unica e univoca. Certo, si tratta di un concetto al quale in molti guardano con scetticismo, forse un po’ troppo, e che spesso genera silenzi, incomprensioni, pregiudizi. Ma perché? Ebbene, perché si è portati a pensare che chi non prova attrazione romantica sia “freddo”, “incompleto” o incapace di relazioni significative. Nient’altro che un luogo comune, dal momento che la vita aromantica è ricca di affetti, legami e forme di intimità che non hanno nulla da invidiare a nessun altro!

Perché parlarne di più?

Al giorno d’oggi, come già anticipato, ci ritroviamo incasellati in una società che esalta il romanticismo come obiettivo finale universale e che non prende mai sul serio chi da suddetto obiettivo preferisce di gran lunga discostarsi. Perché, sì, tale modello non rappresenta tutti (tantomeno si può pretendere che lo faccia) e rischia di diventare, come se su di noi non gravassero già numerose aspettative, a dir poco opprimente. Va detto, poi, che parlare di aromanticità non toglie assolutamente valore all’amore romantico. Più semplicemente, ne allarga il campo e ribadisce che la felicità non è una formula pre-confezionata, ma un mosaico che ognuno compone con i propri colori.

Insomma, in un’epoca che mercifica l’amore e trasforma il romanticismo in prodotto da consumare, è lecito chiedersi se siamo davvero liberi di amare e di rivendicare la legittimità di quelle relazioni che instauriamo (e coltiviamo) autenticamente a modo nostro, o siamo incastrati in uno schema che ci impone il metodo “migliore” secondo cui dovremmo farlo!? Perciò, rivendichiamo il diritto di amare noi stessi e gli altri, ognuno a modo proprio, e non dimenticando mai che:

Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore che dura tutta la vita — Oscar Wilde

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Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

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